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"Eventi, accoglienza, cerimonie: le perdite raggiungono l'80 per cento"

Le testimonianze preoccupate di alcuni dei protagonisti: dal pasticcere al fotografo, dall'organizzatore di cerimonie a chi si occupa di serate ed eventi: "Serve uno stato d'emergenza speciale".

"Il sistema sta crollando"

La Spezia - "I nostri mestieri accompagnano le persone nei momenti più belli e piacevoli della loro vita. Questo crollo la dice lunga su come sia stato quest'anno". È il grido disperato degli operatori del 'settore eventi' che questa mattina nella sede spezzina di Confartigianto hanno incontrato gli operatori dell'informazioni. Fare un punto della situazione, rinnovare le proprie preoccupazioni cercando di guardare al futuro con speranza, anche se non è semplice. Basti pensare che il crollo del mercato e dell'indotto si attestano all'80 per cento: numeri che parlano da soli. "Per questa filiera abbiamo chiesto al governo uno stato di emergenza particolare - ha spiegato nell'introduzione Antonella Simone, funzionaria responsabile di Confartigianato eventi e benessere - i settori sono fermi e il crollo del mercato ha quei numeri. Un minimo di sollievo si era registrato in estate ma la situazione è cambiata nuovamente da settmebre. E anche il 2021 è incerto".

Testimonianze di chi tutti i giorni combatte con l'emergenza. Fiammetta Gemmi è la proprietaria della storica pasticceria di Via Bonaparte, punto di riferimento di tante generazioni di sarzanesi: "Il sistema sta crollando, continuiamo a lavorare in uno stato di profonda incertezza. La salute si perde non soltanto per Covid, ma anche se non viviamo con tranquillità. A mancare è una governance adeguata. Il termine ristori è perfino offensivo. Prospettive? Non so per quanto rimarremo in piedi, la nostra categoria ne sostiene altre. Sta crollando tutto un mercato. L'estate è stata una breve pausa nelle difficoltà". Mauro Fioravanti fa il fotografo e racconta il dramma della sua categoria, già costretta a combattere contro l'improvvisazione e l'abusivismo di tanti "colleghi per caso": "Come fotografi il nostro problema è stato grande. La gente non ha potuto festeggiare come lo scorso anno ma le spese non sono cambiate. È stato un anno perso che non si recupererà. Noi amiamo il nostro lavoro e lo difenderemo ma lo Stato deve capire. Ho rinunciato alla mia commessa. Fateci lavorare, produrre ma con regole certe. Speriamo che nel 2021 si veda la luce in fondo al tunnel". Anche il settore sartoria piange lacrime amare: "Lavoravamo con le gare di ballo, il turismo e le cerimonie. C'è un piccolo ritorno al recupero di vecchi abiti ma non basta a coprire le perdite. Ho vestiti da sposa in sospeso. Così rischiamo di non riuscire a mangiare ".

A margine dell'incontro, Confartigianato ha deciso di redigere un documento che presenterà agli uffici della Prefettura della Spezia affinché si faccia tramite con il governo. Il report dettaglierà le effettive perdite economiche delle aziende nel settore eventi. "Il tema vero - ha detto il direttore Giuseppe Menchelli - è che i ristori del governo non coprono le perdite, le tasse rimangono e il 2021 sarà un altro anno difficile. Nel territorio la crescita c'era stata a partire dal 2015, soprattutto nel turismo, ora per questa situazione ci sono stati crolli dell'80 e del 90 per cento. A pagare pegno anche i settori più fortunati che hanno avuto un crollo che supera il 50 per cento. Il sistema è sfiancato. Il 2021 ci preoccupa, non c'è abbastanza attenzione". E sempre a proposito di eventi e serate, significativa la testimonianza di un operatore come Maurizio Salvi: "Il nostro settore è in ginocchio e vorremmo sapere come andrà a finire. Stiamo concentrando le nostre forze, seriamo un giorno di poter lavorare il doppio ma devono darci la possibilità di farlo. Anche perché abbiamo clienti italiani e stranieri". Raffaella è la responsabile del settore matrimoni per Mstaff: "Noi rientriamo nella categoria della ristorazione ma le dinamiche sono diverse così come le tempistiche. Di tutta la nostra programmazione si è salvato il 10 per cento: tutto questo si traduce in un'ingente perdita economica. Se i nostri 40 eventi fossero stati garantiti i nostri ragazzi con contratto a chiamata non avrebbero chiaramente avuto problemi. Per loro non è prevista la cassa integrazione, a perdita economica è grande e con lo slittamento degli eventi rischiamo di non poter prendere altro lavoro".

CHIARA ALFONZETTI

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