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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 17.40

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"Ecco perché serve la Dmo, basta ragionare per microaree"

Preoccupano i flussi monstre alle Cinque Terre e il capoluogo si presenta senza alcun evento durante il primo ponte stagionale: "No al numero chiuso, tariffe a seconda del periodo. Non mi occupo più di cultura da gennaio".

"Un unico comprensorio"
"Ecco perché serve la Dmo, basta ragionare per microaree"

La Spezia - La stagione è iniziata una manciata di giorni fa e ci si trova già a fare i conti con i problemi. Di vivibilità alle Cinque Terre, che rischiano di perdere punti nel mosaico turistico internazionale dove la concorrenza è tanta e all'altezza, di opportunità per il comune capoluogo, che vede transitare tanti potenziali clienti senza riuscire ad attrarli come dovrebbe, di inesistenza per tutto il resto della provincia, Lerici e Porto Venere comprese. Mentre i localismi e l'improvvisazione impazzano, continuano ad aprire nuove realtà d'accoglienza e infatti i primissimi dati ufficiosi derivanti dal cosiddetto turismo extralberghiero, raccontano di una flessione generale in termini di presenze. Chi arriva insomma, fa quello che deve fare e se ne va al più presto: esattamente quello che non dovrebbe accadere.

La tanto sbandierata Dmo (Destination Management Organization) non è per nulla una realtà. La proposta fu di Paolo Asti, assessore al turismo del Comune della Spezia, ma non ha ancora una dimensione. Anzi. A che punto siamo lo chiediamo direttamente a lui.
“Dobbiamo diventare una destinazione turistica. Per farlo bisogna smettere di ragionare per microaree ma globalmente. Così le Cinque Terre risolverebbero il loro problema di sovraffollamento e contestualmente porterebbero ricchezza al Golfo. Non ha alcun valore vendere questi luoghi in modo separato, all'ennesima fiera: così è solo uno “smazzare” cartine”.

Gli scettici lo ritengono uno strumento che serve a dare uno stipendio coi soldi dei comuni. Perchè al contrario secondo lei la Dmo risolverebbe questi problemi?
“Il turismo è un'economia da gestire, cresce da quindici anni in tutto il mondo e lo farà ancora. La valenza della Dmo non la devo dimostrare io: di certo la politica non può fare la programmazione che una destinazione turistica deve avere. Tpl e servizi di Polizia Municipale dovrebbero avere una sola cabina di regia, ragionando come un unico comprensorio".

Nel Comune della Spezia, secondo i dati dell'Osservatorio Regionale sul Turismo nei primi due mesi dell'anno crescono del 19% mentre le presenze sono pressochè le stesse del 2018.
“I dati di gennaio e febbraio dimostrano che c'è una crescita della destagionalizzazione nel comune capoluogo: merito di tutti quelli che hanno lavorato per questo. Chiaro che le realtà sono differenti: a Lerici, per fare un esempio, se apre o chiude un albergo l'oscillazione può essere anche del 5%. I francesi sono i nostri primi visitatori, seguiti dagli americani, mentre al terzo posto i cinesi hanno superato ormai i tedeschi. E con la recente visita di Xi Jing Ping a Roma nei prossimi anni saranno molti di più”.

Molti operatori lamentano la completa assenza di iniziative d'accoglienza in questo lungo ponte d'aprile, che ha visto arrivare qui migliaia di turisti.
“Non sono più assessore alla cultura da gennaio. Ma credo che si sia persa un'opportunità”.

Ci si trova punto a capo nella situazione di dodici mesi fa. Non è successo quasi nulla in questo anno a livello di programmazione, di scelte condivise. La Dmo non è mai decollata.
“Siamo ancora la porta delle Cinque Terre e dobbiamo lavorare insieme. La Dmo doveva e dovrà dare risposta a questi quesiti. Non è materia del Parco, tanto per intendersi. Deluso dalle ritrosie? Io ho fatto quello che dovevo fare, ho spiegato come funziona e i vantaggi che può avere. Sono i sindaci che adesso devono trovare un accordo. Sono stato in Cina di recente e vi assicuro che nessuno sa dove siano Porto Venere, Lerici e La Spezia. Esattamente l'opposto delle Cinque Terre, lontane 5 chilometri di una galleria ferroviaria e ormai più conosciute al mondo di Portofino.

Alle Cinque Terre soltanto una piccola parte dei sentieri è agibile. Ormai la Cinque Terre Card serve solo per guizzare da un borgo all'altro come in un parco giochi.
“A Venezia il vaporetto costa 7,5 euro, perché la Cinque Terre Card dovrebbe costare 16? Credo che una rivisitazione dei prezzi vada fatta perché Venezia, tanto per rimanere in tema, fa lavorare anche il comprensorio, da Mestre, fino a Padova e Treviso. E' quello che possiamo fare a noi ad un patto: che dalle Cinque Terre ad Ameglia sviluppiamo un'idea comune di servizi al turista. E poi unendo tanti comuni possiamo fare la voce grossa ai tavoli delle trattative”.

Ricette facili non ce ne sono ma da qualcosa bisognerà pur partire. Che ne pensa del numero chiuso?

“Sono assolutamente contrario ma è certo che si devono gestire questi flussi. Credo che chi in questi giorni ha proposto la possibilità di differenziare il prezzo della card a seconda del periodo ci abbia visto giusto. E aggiungo uno spunto: creare uno strumento che consigli al turista quando mettere piede alle Cinque Terre. La fascia oraria con meno persone, naturalmente a seconda dell'esigenza. Il visitatore va guidato e consigliato: dormi a Lerici oggi e magari domani entri alle Cinque Terre ad una ben determinata ora del giorno. Non tutti vogliono percorrere i sentieri, ad esempio.

L'hub ferroviario a Migliarina potrebbe aiutare parecchio il comune capoluogo a gestire al meglio i flussi nelle due stazioni principali della città. Ma, al tempo stesso, rischia di portare ancora più gente alle Cinque Terre le cui stazioni rimangono piccolissime visto che i lavori sono stati rimandati al 2021.
“Con Migliarina si cerca di migliorare le condizioni di viaggio ma anche la vita quotidiana dei residenti. Il problema, è vero, riguarda i flussi turistici nelle Cinque Terre. Ciò che è successo nei recenti ponti fra Pasqua e Primo Maggio ha colto di sorpresa e questo non deve accadere: come se in occasione della partita di calcio non fosse organizzato un ordine pubblico e una viabilità specifica. Il turismo è una risorsa, ci è caduta per caso addosso ma non prosegue mai per caso. Credo nella necessità della Dmo proprio per questo”.

Dalla tassa di soggiorno però arriva un bel gruzzolo. Bisogna aspettarsi investimenti nei prossimi mesi?
“La settimana ventura avremo un nuovo incontro per iniziare una programmazione. Parleremo con il Cai per programmare una serie di escursioni sulle vie alte e con Atc per la fornitura di cartine, in doppia lingua. Io credo nel turismo ciclopedonale che tuttavia è un settore di alto livello: ci sono persone con capacità di spesa che vogliono giustamente i servizi necessari a fare al meglio la loro attività. E per destagionalizzare anche nei mesi più complicati, pensiamo in ottobre ad una rassegna di tre giorni dedicata all'outdoor. Infine un bus turistico che faccia il giro del Golfo”.

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