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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Agosto - ore 14.49

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"Dobbiamo rimanere parte del servizio di accoglienza dei crocieristi"

Antonelli, presidente del consorzio che ha gestito il servizio sino al 31 dicembre scorso e che partecipa alla gara ponte ha parlato davanti alla commissione comunale Economia, lavoro e occupazione.

Parla il presidente di Discover La Spezia
"Dobbiamo rimanere parte del servizio di accoglienza dei crocieristi"

La Spezia - Tre sono i cardini sui quali impostare lo sviluppo del turismo crocieristico (e non solo) secondo Ettore Antonelli, presidente di Discover La Spezia, il consorzio che ha gestito negli ultimi anni i servizi per i passeggeri all'interno del terminal spezzino.
Prima di tutto, secondo Antonelli, ascoltato nel pomeriggio dai membri della commissione consiliare Economia, lavoro e occupazione, sarà importante il mantenimento di una rappresentanza locale nella società che si pone come soggetto intermedio tra le compagnie e la città. "Discover - ha spiegato - è un pezzo di città che vede e gestisce l'accoglienza. È importante che le associazioni e la città mantengano una presenza anche in futuro. E credo che questo lo possa chiedere il sindaco o l'amministrazione, chiedendo una rappresentanza all'interno della gestione futura".
Gli altri due punti fermi del presidente del consorzio sono la realizzazione della nuova stazione crocieristica e la predisposizione di uno studio pensato appositamente per rendere più veloci e semplici le comunicazioni nei confronti dei crocieristi. Cosa che in seguito potrà essere mutuata anche per le altre categorie di turisti.

Dal punto di vista societario Discover ha di recente assistito al recesso dell'Autorità di sistema portuale delle sue quote, pari al 62 per cento, anche in considerazione del fatto che è la stessa Adsp ad appaltare il servizio. A comporre il consorzio sono così rimasti Confindustria, Cna Confartigianato, La Spezia cruise facility, Sistema turistico locale, Legacoop, Confesercenti e Confcommercio.
"La società non ha prodotto utili negli ultimi anni - ha illustrato Antonelli - e chi fa parte del cda lo fa per puro spirito di servizio, perché dieci anni fa qualcuno ha avuto l'intuizione di creare un servizio di standard elevato, con un terminal di un certo livello. Oggi quello che offriamo è un servizio impeccabile, simile a quello che si trova in un aeroporto, con standard di sicurezza che spesso devono soddisfare passeggeri e normative americane. Siamo il nodo tra la città e le navi che arrivano, ed è pertanto strategicamente importantissimo esserci".
Scaduta la concessione il 31 dicembre scorso, però, al momento il servizio è stato nuovamente messo a gara, in attesa che si concretizzi il project financing proposto da Mcs e Royal Caribbean per costruire la nuova stazione e gestire tutti i servizi.
"Gli accosti - ha affermato Antonelli - riprenderanno a fine marzo e oggi il terminal vuoto. Entro il 1° marzo dovranno essere presentate le proposte per aggiudicarsi i servizio per 6 mesi (prolungabili di altri 4 nel caso in cui la situazione del project non sia sbloccata). Noi partecipiamo e la nostra unica preoccupazione è per il personale, composto da otto ragazze a tempo indeterminato, tutte bilingue, che si occupano del front office e per le quali siamo riusciti a far inserire nel bando una clausola di salvaguardia. Ci sono però anche altri collaboratori che hanno lavorato con noi con contratti a chiamata o a tempo determinato, una scelta imposta dal fatto che il nostro è un lavoro a elastico. Parteciperanno probabilmente alla gara anche altre società: non sappiamo ovviamente come andrà a finire, ma, ripeto, l'auspicio è che una parte consistente delle realtà cittadine che operano nel settore possa ancora far parte della governance del servizio, anche perché questo si ripercuote a cascata su tutta un'altra serie di servizi in appalto, come il trasporto, la sicurezza, la vigilanza, la pulizia, lo scassettamento dei parchimetri...".

Antonelli ha poi spiegato ai commissari che gli utili di Discover erano stati ottenuti negli anni scorsi grazie al parcheggio settimanale di quei passeggeri che approfittavano del servizio di imbarco e sbarco nel porto spezzino. "L'auspicio è che questa formula ritorni e aumenti, perché c'è più ricaduta per la città. Ma per ottenere questo occorre lavorare su una serie di aspetti, che vanno dal miglioramento infrastrutturale del terminal alla capacità attrattiva e ricettiva della città. Anche per rispondere alle esigenze di quei crocieristi che decidono di non salire su un pullman per andare a Pisa o Firenze, occorre comunicare meglio quello che si può fare in città, bisogna presentare quello che abbiamo in maniera più cool, veloce, facile.
Per sviluppare il settore è fondamentale la realizzazione della nuova stazione crocieristica, con molo di sbarco moderno e funzionale, con più facilità di lavoro e possibilità di trattare molti passeggeri in una volta sola".

Ecco allora la proposta di realizzare una cartina con i tempi di percorrenza per gli spostamenti e le peculiarità della città. "Piaccia o meno, nelle cartine dovrebbero essere evidenziati Piazza Verdi, il Museo navale o le scalinate storiche. Bisogna censire, valorizzare e comunicare quello che abbiamo. Ma non per questo possiamo pensare di vendere la città nelle navi, per le compagnie il business risiede proprio nelle escursioni al di fuori della città - ha asserito Antonelli, sostenuto dall'intervento dell'assessore al Turismo Paolo Asti -. Possiamo però pensare a qualcosa per far scendere dalla nave chi non va in gita e rimane tutto il giorno a bordo".

"Oggi La Spezia - ha detto Asti facendo un quadro della situazione a 360 gradi - è la destinazione low cost per le Cinque Terre. La città e il golfo nel mercato mondiale non esistono, anche perché non abbiamo mai ragionato in termini di golfo. La differenza non la fa un evento, o un sommergibile posizionato in banchina. Così il sottomarino non è un prodotto turistico, lo è nell'ambito del Museo navale, per contribuire a creare un percorso più complesso di scoperta dell'archeologia industriale, della tecnologia, della storia... I forti che ora sono patrimonio del Comune non sono un prodotto turistico, ma una passeggiata. Devono essere resi visitabili, offrire la possibilità di un break o di un servizio di riparazione per chi si muove in bicicletta, i trasporti devono essere efficienti, e le strutture alberghiere devono essere attrezzate per soddisfare le richieste di un biker. Bisogna creare il prodotto, ma non saremo noi a venderli, ma le compagnie stesse. L'attrattività non è solo questione di bellezza, ma di creare un approccio di prodotto vendibile, a chiunque".

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