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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 21.40

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"Con i botti ci campiamo, non criminalizzateli"

Amedeo Diglio è un venditore di fuochi d'artificio: "In questi giorni si concentra il lavoro che garantisce il sostentamento di un intero anno. I botti marchiati C E sono sicuri".

"Con i botti ci campiamo, non criminalizzateli"

La Spezia - "Sono un negoziante della ditta Pirotecnica BE. DI. Fireworks della Spezia, un appassionato, un semplice e umile utente di questa categoria che potrei definire arte". Inizia così la missiva che Amedeo Diglio, un venditore di fuochi d'artificio che opera alla Spezia, rivolge al sindaco Pierluigi Peracchini per pregarlo di tenere conto delle necessità di chi vive di fuochi d'artificio quando si tratta di emettere le limitazioni per la festa di Capodanno in fatto di botti. "Un problema da affrontare senza pregiudizi quello dell’ordinanza di divieto fuochi d’artificio emessa dall’amministrazione comunale il 19 dicembre scorso. Sono dispositivi che creano disorientamento e timori, arrecando un grosso danno commerciale perché proprio in questi giorni dove si concentra il lavoro che garantisce il sostentamento di un intero anno, unico periodo che ci consente di tenere in piedi un’attività già precaria, in questi periodi di crisi economica. Un pericolo anche per le persone che acquisteranno fuochi illegali nei punti non autorizzati del suo Comune e sopratutto non omologati C E".
Diglio non è nuovo a tentativi di sensibilizzazione di questo tipo. "L'ordinanza non distingue in maniera esplicita i fuochi d'artificio con marchio C E in libera vendita, commercializzati con regolare autorizzazione comunale o prefettizia, dai cosiddetti botti illegali, per i quali è già severamente vietata la vendita e l'accensione. Nessuno Stato membro dell'Ue può ostacolare e tantomeno impedirne l'utilizzo in quanto omologati C E e destinati a fini di svago con elevati standard europei di sicurezza (EN 1594 per l’ambiente, per la sicurezza di persone, animali o cose) fermo restando il loro corretto utilizzo, riportato per legge nell’etichetta, approvata dal Ministero degli Interni".
Il commerciante chiede insomma di non fare di tutta l'erba un fascio. "Il Comune di Roma lo scorso anno si è visto annullare l'ordinanza emessa dalla sindaca Raggi, e molti altri sindaci hanno modificato o addirittura revocato i divieti. Diverse note delle Prefetture hanno evidenziato numerosi vizi di forma delle medesime, evidenziando che qualora ve ne fossero i presupposti, gli esercenti potrebbero produrre richiesta risarcimento verso i Comuni inadempienti, e questi ultimi a torto sarebbero costretti a risponderne in toto. Le vorrei fare presente che ormai ci sono tantissime persone che hanno acquistato prodotti e acquisteranno, quando li dovrebbero usare per festeggiare il Capodanno?".

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