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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Novembre - ore 22.21

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"Chiusure alle 18, brutto colpo per il settore vinicolo spezzino"

Coldiretti lancia l'allarme: "Bar e ristoranti sono uno dei massimi mercati"

"Effetto a cascata"

La Spezia - "La chiusura anticipata alle 18, che resterà in vigore fino al prossimo 24 novembre, con il crollo delle attività di bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti e pizzerie, avrà un effetto negativo a cascata sull’intera filiera agroalimentare e, purtroppo, i contraccolpi non tarderanno a farsi sentire sul settore vitivinicolo spezzino, produttore di oltre 4 milioni di bottiglie di vino l’anno, di cui due terzi a denominazione DOC e IGT, che trova nel canale Ho.re.ca. uno dei massimi mercati di vendita". Lo denuncia in una nota Coldiretti Liguria, rilevando come il nuovo Dpcm, secondo l'organizzazione agricola, scatenerà un doloroso effetto domino.

“La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa, prima dell’emergenza Coronavirus, era pari al 35% del totale dei consumi alimentari, - affermano la Presidente di Coldiretti La Spezia Sara Baccelli e il Direttore Provinciale Francesco Goffredo - ed ora la chiusura anticipata alle 18, oltre alla diffusione dello smartworking, che taglia le pause pranzo fuori casa, peserà sulle vendite soprattutto dei nostri vini d’eccellenza, che ormai non possono mancare sulle tavole di bar e ristoranti, non solo locali, per la loro indiscussa qualità. A fronteggiare le conseguenze economiche del Coronavirus, le nostre imprese non possono essere lasciate sole ed è indispensabile che, a tutti i livelli, venga salvaguardato il nostro sistema agroalimentare, settore che con prodotti d’eccellenza come i nostri vini, può svolgere un ruolo da traino per l’intero sistema economico Made in Italy in Italia e all’estero. Per questo riteniamo che, intanto, le limitazioni alle attività debbano prevedere un adeguato sostegno economico lungo tutta la filiera e misure come la decontribuzione protratte anche per le prossime scadenze, superando il limite degli aiuti di stato”.
Nell’attività di ristorazione, a livello nazionale, sono coinvolti circa 330mila tra bar, mense e ristoranti, ma anche 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera, impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,8 milioni di posti di lavoro.

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