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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Agosto - ore 17.31

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"Bene la chiusura della centrale di Genova, ora tocca alla Spezia"

La presidentessa del WWF Donatella Bianchi: "Il carbone è il passato".

`Bene la chiusura della centrale di Genova, ora tocca alla Spezia`

La Spezia - “Ci fa molto piacere che il Ministero dello Sviluppo Economico abbia riconosciuto l’inutilità di mantenere in vita la centrale a carbone di Genova. Ci aspettiamo che ora si affronti il problema complessivo dell’uscita rapida dal carbone, per mostrare una vera leadership sul clima e per preservare la salute dei cittadini da una fonte inquinante e molto dannosa. Ci auguriamo anche che si faccia un piano complessivo per assicurare piani di sviluppo dell’economia verde al posto delle centrali inquinanti, anche per minimizzare l’impatto sociale e per assicurare una transizione rapida e giusta. Per la mia Liguria, questo è essenziale anche per la centrale di Vado Ligure, ormai chiusa, e per quella della Spezia che deve chiudere al più presto, per aprire nuove prospettive per i lavoratori e il territorio”. Lo dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi commentando la notizia del via libera del Ministero dello Sviluppo economico alla definitiva dismissione della centrale a carbone Enel di Genova.

Il WWF, che aveva sottoposto anche al ministro Calenda l’esigenza di un segnale sul percorso di uscita dal carbone, considera l’autorizzazione alla chiusura della centrale a carbone di Genova Sampierdarena da parte del MISE una prima buona notizia. La piccola centrale a carbone, infatti, era già stata chiusa a luglio dall’Enel, ma il MISE, a gennaio, non aveva autorizzato la sua dismissione. Il WWF ricorda che in Italia ci sono ancora 10 centrali a carbone attive. Tra queste persino quella umbra di Bastardo, inclusa nell’elenco delle centrali che l’Enel intendeva chiudere e rispetto alla quale il MISE non aveva concesso l’autorizzazione.
Nel mondo le centrali a carbone continuano a chiudere, dagli USA alla Cina: il carbone, infatti, è il combustibile fossile che, se bruciato, provoca le maggiori emissioni di CO2, oltre a essere estremamente dannoso per salute, ambiente e attività economiche come l’agricoltura e il turismo. Le centrali a carbone italiane contribuiscono per oltre il 40% delle emissioni di CO2 del settore elettrico (dati 2015, ultimi disponibili).

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