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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Giugno - ore 22.04

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"Bacino galleggiante fondamentale, sindacati esclusi"

All'asta il "pontone" in uso al Cantiere Muggiano, Cgil, Cisl e Uil vogliono chiarezza: "Due incontri e altrettante narrazioni differenti. E' una vendita che ci preoccupa".

"dobbiamo rivendicare il nostro ruolo"
"Bacino galleggiante fondamentale, sindacati esclusi"

La Spezia - A seguito della notizia della messa all'asta del bacino galleggiante in uso al Cantiere Muggiano, pratica che si terrà proprio oggi nella sede della Provincia della Spezia, i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil con le loro segreterie di riferimento Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro urgente con il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, che insieme a Provincia e Camera di Commercio rappresenta il Consorzio Bacino di Carenaggio, proprietario del bene. Ed un altro con la stessa Fincantieri, attuale fruitore principale, nonché titolare del 99% della società Ente Bacini gestore designato di tale infrastruttura. I due incontri sono avvenuti separatamente e le sigle sindacali non l'hanno presa bene: "Abbiamo ribadito alla proprietà il ruolo fondamentale del bacino nel processo produttivo del Cantiere Militare Integrato Muggiano-Riva Trigoso, senza il quale non è possibile il varo delle navi. E poi abbiamo chiarito la necessità di avere chiare garanzie affinché lo stesso bacino rimanga a disposizione del cantiere a prescindere dalla proprietà. Si è inoltre dichiarata, al Comune, alla Provincia e a Camera di Commercio la nostra forte perplessità dinanzi al percorso dell'asta pubblica. In precedenti occasioni gli stessi soggetti Istituzionali avevano affermato che si poteva procedere attraverso una trattativa privata tra Fincantieri e Consorzio Bacino di Carenaggio. Dall'incontro con il sindaco è però emerso che non sarebbe stato possibile trovare un accordo con Fincantieri sul valore economico della struttura e, quindi, restava la via dell'asta pubblica come l'unica percorribile". Nell'incontro con Fincantieri invece è emerso che una trattativa economica è stata avviata, che l'azienda era in attesa di una risposta dal Consorzio Bacino di Carenaggio, ma che questo ultimo abbia ritenuto, unilateralmente, di fermare la trattativa per andare a gara. Un fatto significativo, di cui nelle occasioni precedenti di confronto con l'amministrazione non si era mai fatto menzione. Così Lara Ghiglione, segretaria della Camera del Lavoro: "E' una vendita che ci preoccupa. È un elemento utile e fondamentale e deve rimanere in utilizzo per evitare contraccolpi. Rispetto a questa alienazione avremmo voluto che il sindacato fosse coinvolto. Non solo l'azienda ma anche il consorzio che ha la proprietà che ha il bacino di carenaggio. Seguire l'alienazione ci avrebbe permesso di avere le idee più chiare anche per i lavoratori e invece non siamo stati chiamati in causa. Abbiamo chiesto tutti gli incontri possibili e ci hanno respinto la richiesta dicendo che ci sarebbe stata una turbativa d'asta. Li abbiamo incontrati separatamente e ci sono state raccontate due storie diverse: ci sarebbe stata trattativa ma poi le esigenze si sono tramutate in asta pubblica. Passata l'emergenza Coronavirus faremo assemblee con j lavoratori. Vogliamo che questo bacino rimanga a Fincantieri e lo chiediamo a chi aliena il bene. Perché non c'è stato un comportamento lineare. Abbiamo sentito due campane e ora vogliamo una narrazione congiunta e garanzie assolute. Se noi avessimo avuto voce in capitolo avremmo trovato strade. Così non è stato e da domani vogliamo un percorso. Il bacino non può andare a terzi perché se Fincantieri non potesse più utilizzarlo potrebbe andare altrove e non possiamo permetterci. Chiediamo il rispetto del ruolo del sindacato". Ha aggiunto Antonio Carro, segretario della Cisl: "non siamo stati informati e abbiamo saputo dai giornali dell'asta. Ma è fondamentale. Fincantieri con noi ne ha ribadito l'importanza. Ed è uno dei pochi player mondiale sul territorio. E' evidente che le istituzioni devono portare le istanze dei cittadini ma lo sono anche i lavoratori. I punti di forza vanno tutelati. Servono occasioni di lavoro nuove non limitare chi già c'è. Siamo in un momento particolare che sta vivendo il Paese ma dobbiamo reagire".

Per la Uil c'era il coordinatore provinciale Marco Furletti: "Emerge un mancato coinvolgimento dei sindacati. E ci sono delle ombre. Abbiamo fatto delle verifiche e alcune cose non ci sono state dette: ad esempio che sarebbe stato fatto un ricorso per la concessione e invece non è stato così. Lo abbiamo verificato con l'Autorità di sistema portuale. Come è stato detto vogliamo garanzie sull'utilizzo del bacino: le commesse aumentano ma non possono esserci interruzioni sul ciclo. Non ci sono piaciute prese di posizione di alcuni amministratori locali. In quel cantiere ci sono 3mila persone e tutti dobbiamo riflettere. Come sindacati dobbiamo rivendicare il nostro ruolo. Sarebbe buona norma ripristinare anche i servizi per queste aziende, i costi sarebbero minimi". Un bacino d'importanza fondamentale e strategica per l'economia ed il tessuto industriale della città. Il percorso tortuoso, le reticenze di informazioni sul processo di vendita ci fanno fortemente preoccupare: il futuro del Bacino di Carenaggio è legato indissolubilmente al futuro del sito produttivo di Muggiano e dell'intero Cantiere Integrato, nonché delle numerose ditte dell'indotto. Chiedono chiarezza ed un percorso trasparente a tutti gli attori in g ioco, con l'obiettivo che il bacino resti a disposizione del Cantiere. E concludono all'unisono: "Non possiamo poi non rammentare i recenti attacchi a mezzo stampa di alcuni amministratori locali nei confronti delle organizzazioni sindacali e di chi rappresenta un pezzo importante della cantieristica navale in questa provincia. Purtroppo c'è chi, in nome della ricerca di un facile consenso, tenta di dividere il mondo del lavoro e i lavoratori. Sappiano costoro che il sindacato sarà sempre e comunque dalla parte dei lavoratori e di chi crea lavoro, mai dalla parte di chi maldestramente rischia di favorire le condizioni affinché il lavoro se ne vada altrove. Su questi temi, appena le emergenze sanitarie saranno superate, Cgil, Cisl, Uil, Fim Flora Muggiano svolgeranno un'assemblea informativa". Concordi Fim Fiom e Uilm: "A noi non interessano le beghe. Vogliamo che i lavoratori possano continuare a lavorare. Siamo ancora in attesa quando avrebbero potuto proseguire con serenità. Chi crea lavoro va tutelato. Fincantieri ha una storia sul territorio ed è una ricchezza provinciale".

C.Alf.

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