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"Anno orribile per il commercio. Servono più infrastrutture e meno pressione dal fisco"

Tempo di bilanci per le associazioni di categoria. Città della Spezia incontra i presidenti e parte da Confcommercio con Gianfranco Bianchi: "Guardiamo oltre, non possiamo più permetterci una crisi dovuta al monosettoriale come fu per Efim nel '92".

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"Anno orribile per il commercio. Servono più infrastrutture e meno pressione dal fisco"

La Spezia - Che anno è stato per le associazioni di categoria? Città della Spezia lo chiede ai rispettivi presidenti di Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato cercando di ripercorrere i temi più "caldi" che hanno segnato questo 2018. La prima tappa parte proprio dal piccolo commercio che esce da un anno per niente facile. Molti negozianti, alcuni per raggiunti limiti di età altri per questioni economiche, hanno deciso di abbassare le saracinesche.
Il clima in alcuni momenti dell'anno non è stato del tutto sereno con diversi appelli dei commercianti e scontri "aperti" anche con l'amministrazione ad esempio per l'arrivo dei mercatini domenicali. Si parte con Gianfranco Bianchi, presidente di Confcommercio, con un'istantanea sul dettaglio.

"Il 2018 e’ stato l’ennesimo anno orribile per il commercio in genere ed in particolare per quello spezzino - spiega il presidente Bianchi -. La crisi che imperversa ormai da dieci anni non si ferma e non rallenta ,e anno dopo anno lascia segni profondi in un comparto provato ed ormai alle corde. Stiamo assistendo alla continua chiusura di attività, vuoi per mancanza di ricambio generazionale (quali genitori spingerebbero i loro figli al commercio in questo quadro di riferimento?) e vuoi per i mutamenti delle abitudini dei consumatori sempre piu spostati su settori diversi da quelli classici.
Centri commerciali, outlet, acquisti online, trascuratezza storica dei centri città, queste alcune delle cause che soffocano sempre più il commercio tradizionale e in questo contesto un solo mercatino straordinario riesce a sollevare proteste e prese di posizione ,e poi se anziché un solo mercatino se ne vedono proliferare una decina a livello provinciale pensate quale livello di rabbia si raggiunge".

Cosa chiedono alla fine di questo anno burrascoso i vostri associati?

"I nostri associati chiedono azioni che portino all’aumento dei consumi interni, chiedono semplificazioni burocratiche e fiscali, chiedono una forte riduzione della pressione fiscale chiedono un impegno particolare nel recupero del ruolo del centro città partendo dalla realizzazione di una nuova piazza del mercato, di altri parcheggi in struttura e di misure a sostegno del piccolo commercio che ricordiamolo svolge un ruolo sociale insostituibile, illuminando le strade con le loro vetrine e garantendo la sicurezza delle nostre strade".

Dall'insediamento di questa nuova giunta cosa è stato un valore aggiunto per il dialogo con la categoria e su cosa dovreste lavorare insieme?

"La nuova amministrazione, dopo una prima fase di azione solitaria ha compreso l’importanza del ruolo delle associazioni. non sempre e’ sufficiente fare ed organizzare se poi non vi e’ raccordo con chi lavora sul territorio. In questo modo gli sforzi vengono ripagati solo parzialmente. Alcune decisioni strategiche necessitano di condivisione se si vuole un partecipazione attiva dei vari soggetti chiamati in causa , gli assoli possono essere piacevoli ma il suono di una orchestra lo è molto di più".

Il settore del turismo si sta rivelando uno degli elementi trainanti dell'economia spezzina. Quali sono gli elementi sui quali investire per permettere alla Spezia di compiere, a livello di piccolo commercio, il salto di qualità?

"Turismo, appena se ne parla si pensa che la chiave di volta siano le aperture commerciali continuate e senza soste. Ebbene così non è , anche per il turismo, come per il commercio, occorre realizzare le infrastrutture che mancano sia a livello locale che nazionale, recuperare il gap esistente e lavorare all’accoglienza ed alla semplificazione delle procedure con la conseguente severità nei controlli. Il privato è fortemente impegnato ad investire, in particolare nell’extra alberghiero e nella ristorazione, bene tutto questo ma la qualità deve rimanere la carta vincente non la quantità.
A proposito di quantità occorre regolamentare i flussi dei gruppi che stanno impoverendo la qualità turistica del nostro punto di forza “le Cinque Terre “.
La storia della città ha insegnato che puntare e vivere sulle monoculture porta i crolli improvvisi (dimentichiamo la crisi dell’Efim del 1992?) dai quali si esce a cicli lunghissimi.
un giusto equilibrio della nostra economia potrà portare nuovi benefici anche al piccolo commercio, il turismo da solo non riuscirà mai a sopperire al ruolo che spettano ad altri comparti".

"Legalità mi piace" è uno dei fiori all'occhiello di Confcommercio nazionale e viene riproposta anche nelle sedi locali. In passato gli spezzini sembravano reticenti nella risposta al questionario. Questa tendenza è cambiata?

" 'Legalità mi piace' prosegue annualmente nella sua missione di creare quella sensibilità negli operatori e cittadini in passato assente. Lo scetticismo imperante del 'tanto non serve' oppure 'riguarda gli altri e non noi' prosegue nella sua esistenza seppure sia in lieve controtendenza ,almeno per la iguria e la spezia in particolare.
Il fatto che la nostra città sia sostanzialmente al riparo dai grandi crimini ,non significa che tutto vada bene e che la nostra sia un’isola felice.
Il fatto che la nostra regione sia sostanzialmente meno insicura di altre deve vederci impegnati nell’incrementare questa percezione e quindi proseguiremo con la nostra giornata annuale monitorando gli eventi giorno dopo giorno e non una volta all’anno.

Quale avvenimento di questo 2018, legato all'associazione di categoria "incornicerebbe" e quale, come da tradizione in vista della fine dell'anno, butterebbe fuori dalla finestra?

"Il gioco della torre non mi appassiona molto, in quanto ogni avvenimento legato all’associazione ha visto impegno di persone e risorse destinate a ciò, pertanto tutti degni di nota. In particolare ne vorrei citare uno, quello che vede impegnata Confcommercio e alcuni suoi associati unitamente ai ragazzi del liceo scientifico, alla Caritas ed alla Guardia di finanza.
Si tratta del recupero dei generi alimentari freschi che viene svolto dai ragazzi volontari e che vede la donazione regolamentata di cibo alla mensa della Caritas preventivamente raccolto dai negozi nostri associati aderenti al progetto. Un'iniziativa semplice e lodevole di cui se ne parla poco e forse credo sia un bene. Cosa butterei giù? Tutte quelle riunioni informative sulla fatturazione elettronica, che se lodevoli per qualità e servizi erogati, rappresentano un ennesimo fardello sulle nostre imprese a livello fiscale e burocratico".

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