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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 22.47

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"Altro che ex Sio, aiutate a occupare i fondi sfitti in centro storico"

Confcommercio torna alla carica, Canese: "Attendiamo risposte dall'amministrazione".

IL BRICO DELLA DISCORDIA
"Altro che ex Sio, aiutate a occupare i fondi sfitti in centro storico"

La Spezia - Area Ex Sio: tutto tace. Confcommercio Imprese per l’Italia La Spezia riaccende la questione dopo circa due mesi dall’intervento di Rete Imprese, nel cui documento firmato dalle varie associazioni del territorio, veniva chiesto all’amministrazione di scongiurare il rischio di un’apertura di un nuovo centro di grande distribuzione in quell’area. Un’operazione che, secondo le associazioni di categoria e i commercianti, andrebbe a svantaggiare il piccolo commercio vanificando ogni sforzo di recupero del centro città, ed essenziale anche per ragioni di coesione della compagine sociale e di sicurezza all’interno dei centri urbani.

"Per il momento non abbiamo ricevuto nessun tipo di risposta rispetto alla richiesta avanzata da Rete Imprese – ha detto Sabrina Canese, membro di giunta di Confcommercio, nonché presidente della categoria beni per la casa e presidente pro tempore dei giovani imprenditori -. Ci piacerebbe sapere verso quale direzione l’amministrazione stia procedendo e se si sta facendo tutto il possibile per scongiurare questa apertura. In Liguria ci sono 21 strutture di questo tipo e la concentrazione più ampia si trova proprio nella nostra zona, tra Sarzana e Aulla. Per altro, la struttura che potrebbe andare a insediarsi nell’area ex Sio è tra le più grandi per dimensioni e potenza. Un gigante con una gamma eterogenea che andrebbe a incidere su diverse tipologie merceologiche".

"L’età media della popolazione spezzina è alta e dobbiamo scongiurare il rischio di spopolamento dei centri storici – ha proseguito Canese -. A questo proposito sollecitiamo l’amministrazione a darci delle risposte e a fornirci altresì un impegno formale a mettere in campo delle misure di sostegno sia per le imprese che per il centro città: dalla riduzione delle imposte comunali ad agevolazioni per la locazione di fondi sfitti, consentendo il reinserimento sul mercato di determinate realtà. Un’idea potrebbe essere quella di trovare il modo di rimettere sul mercato i fondi vuoti prevedendo un comodato d’uso gratuito per il primo anno per tutte quelle giovani start up e per le nuove attività. Grazie a una collaborazione tra Comune, proprietari di fondi sfitti e nuove realtà imprenditoriali, si potrebbe ragionare in un’ottica ‘win-win-win’, vale a dire: il fondo sfitto, viene dato in comodato d'uso gratuito per un anno a fronte di un bonus sulle imposte al proprietario, l'impresa il primo anno non paga, poi inizia a pagare, e dopo un anno si va a regime a scaglioni, in modo tale che tutti ne possano trarre un profitto".

Sul tema interviene anche Sergio Camaiora, vice presidente di Confcommercio, nonché membro di giunta e presidente della categoria beni strumentali, il quale analizza la questione in maniera trasversale: "Il problema riguarda certamente la nostra categoria, che noi difendiamo e proteggiamo, ma siamo anche preoccupati dai danni generali che il concretizzarsi di questa possibilità riverserebbe su tutto il territorio sotto molteplici aspetti. L’apertura di un grande centro costringerebbe tante piccole realtà ad abbassare per sempre le proprie saracinesche. Alla Spezia, ma anche nei comuni limitrofi, da Arcola ad Aulla, ci sono tante attività che danno lavoro a un numero di persone notevolmente superiore rispetto ai posti di lavoro che si andrebbero a creare con l’apertura di una struttura di questo tipo. Il rischio sarebbe quindi quello di un decremento occupazionale, con un saldo che alla fine risulterebbe negativo. L’altro aspetto riguarda la vivibilità della città. Essendo, quella in questione, un’area posta all’ingresso della città, si andrebbe a creare un appesantimento notevole al traffico su Via Carducci. Di fatto non c’è l’esigenza di aprire quel tipo di struttura. Il territorio è già abbondantemente servito e un centro analogo a questo, come quello che è a Sarzana, è in crisi e vicino alla chiusura. Non capiamo proprio che necessità ci sia di fare un’operazione di questo genere", ha concluso Camaiora.

"Siamo preoccupati e ribadiamo la gravità della possibilità che venga a insediarsi un centro di questo tipo – hanno concluso Canese e Camaiora -. Ci aspettiamo un impegno e delle risposte da parte dell’Amministrazione, convinti che abbia a disposizione gli strumenti per scongiurare l’eventualità di un’apertura di un centro di grande distribuzione che porterebbe alla morte di tante piccole realtà, con un danno enorme all’economia locale".

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Sergio Camaiora Archivio CDS


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