Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Ottobre - ore 22.41

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

"Ai lavoratori nessun riconoscimento per aver garantito tutti i servizi"

Presidio per i lavoratori di Acam Iren. Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec: "L'azienda non può trincerarsi dietro al fatto che non ha usufrito della cassa integrazione. Dai dipendenti senso di resposabilità. Nostre proposte bocciate, tavolo chiuso".

in duecento davanti alla sede di Via Picco

La Spezia - "Hanno garantito tutti i servizi essenziali e hanno rinunciato alle ferie per evitare la cassa integrazione. Il loro è stato un atto di responsabilità che Iren non vuole riconoscergli, nonostante le nostre proposte". E' la posizione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che questa mattina erano davanti alla sede di Via Picco con duecento lavoratori Acam per dare un segnale all'azienda affinché venga riconosciuto l'impegno garantito sin dall'inizio dell'emergenza Covid-19.
Questa mattina sindacati e dipendenti a partire dalle 8 si sono ritrovati in Via Picco. Il presidio è stato la conseguenza dello stop del tavolo di confronto saltato tra Acam Iren e i sindacati.
"La gestione dell'emergenza - ha spiegato Stefano Bettalli di Filctem Cgil - è stata congiuntacon Iren e i lavoratori. I dipendenti hanno mostrato un grande senso di responsabilità e si sono anche esposti a dei rischi. Alcuni di loro, almeno 4, potrebbero aver contratto il coronavirus in servizio, ora sono guariti e stanno bene. Nessuno si è tirato indietro nonostante le difficoltà di inizio emergenza quando ancora c'erano grosse difficoltà a reperire le mascherine. Molti lavoratori sono passati allo smart working e altri hanno garantito l'attività di sportello. Davanti a tutto questo il bilancio dell'azienda è positivo. Ci è sembrato giusto chiedere dei riconoscimenti per tutti i lavoratori quindi abbiamo avanzato tre proposte: un miglioramento del premio di risultato, per chi è passato allo smart working il riconoscimento dei buoni pasto e il riconoscimento delle ferie. Nessuna di queste proposte è stata accolta e il tavolo è saltato. Non possiamo dimenticare che alla dirigenza ci sono stati dei cospicui aumenti di stipendio che ammonterebbero a 50mila euro".

In tutta la vicenda un nodo importante è rappresentato proprio dal riconoscimento delle fiere. "L'azienda - ha spiegato Ilaria Delcaldo di Femca Cisl - non scende a patti perché non ha messo i lavoratori in cassa integrazione. Al contempo, i lavoratori e le lavoratrici per luce, gas, fognature e depurazione sono stati presenti sia durante il lockdown che in quello successivo: sia chi era presente sul posto per le manutenzioni, sia chi ha lavorato in smart working e gli sportellisti. Nel gruppo Iren il lavoro a distanza è stato incentivato anche con una certa velocità e in maniera massiccia. Noi crediamo che però un riconoscimento a chi si è impegnato debba essere dato: un'azienda come questa, florida e attiva con 8mila lavoratori, dovrebbe dare il buon esempio: se dovesse accedere agli amortizzatori sociali rimarrebbe davvero poco per l'industria e i piccoli esercizi perché sarebbe ingente la somma alla quale dovrebbero accedere. Non essendoci stati dei cali di lavoro quindi è giusto che non si acceda alla cassa integrazione . I lavoratori hanno dato le loro ferie arretrate e dei primi quattro mesi dell'anno quindi hanno dato il loro contributo e l'azienda non ha fatto nient'altro oltre a quello previsto dalla legge. Ai lavoratori è stata riconosciuta, perché lo dice la legge, solo la presenza. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni".

Salvatore Balestrino di Uiltec Liguria ha aggiunto: "Questa mattina a manifestare c'erano almeno 200 lavoratori. Considerato il momento particolare, la partecipazione c'è stata. L'assemblea di questa mattina è dovuta al fatto che Iren non vuole riconoscere, oltre al premio di partecipazione, il raggiungimento degli obiettivi a fronte dell'emergenza da Covid-19. E' stato un periodo particolare e hanno lavorato tutti. L'azienda si è trincerata dietro al fatto che non è stata utilizzata la cassa integrazione. Lo stesso vale per l'utilizzo dei buoni pasto. Noi rivendichiamo un ruolo di riconoscimento sulle maestranze. Riguardo al premio di partecipazione, la Spezia, è stata l'ultima a entrare nel solido gruppo di Iren. I lavoratori per questa aggregazione stanno pagando una sorta di 'dazio': il loro premio di partecipazione corrisponde a un terzo rispetto al resto del gruppo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Via Picco. Lavoratori Acam Iren in presidio


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News