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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Aprile - ore 22.38

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Una bella serata, chiedendosi cosa potrebbe morire

I riminesi Quotidiana.com in scena al Dialma Ruggiero per "Fuori Luogo". Ad aprile parte "Fisiko", full immersion nel teatro danza.

Una bella serata, chiedendosi cosa potrebbe morire

La Spezia - Condanne indirette e che più oblique non si può, metateatro al punto giusto - un atteggiamento dove è facile sbrodolare, beandosene -, un testo pesato e soppesato e un'ampia selezione di sorrisi e risate presti in prestito dal pubblico. Questi alcuni dei tratti dello spettacolo "L'anarchico non è fotogenico" dei Quotidiana.com, scritto e interpretato dai riminesi Roberto Scappin e Paola Vannoni, ultimo atto del cartellone di teatro contemporaneo della rassegna "Fuori Luogo", che adesso vira - con "Fisiko" - verso un mese di teatro danza. Una chiusura onorando la sperimentazione, valore, del resto, nel segno del quale si era aperta, con "Vocazione" di Danio Manfredini, l'edizione 2015-16 dell'ormai consacrata e popolata manifestazione di casa al Dialma Ruggiero. Non che gli altri visti in scena non abbiano osato, ma senz'altro, tra lo splendido Manfredini e l'alto esempio dei Quotidiana, si è vista, nel bene e nel male, più tradizione, a volte appena spolverata con qualche intemperanza. Altre, infranta tanto per infrangere.

Sono stati grandi, i Quotidiana, tra Carne Montana e maschilicidio. Capaci di tenere insieme suggestioni, microcritiche, minuti divertimenti. E di tenersi insieme a vicenda, quasi reciprocamente orbitanti, ogni tanto simmetrici, e sempre di grande, efficace e monocorde ingombro teatrale. La voci come due solchi, lei vero cowboy, lui un po' derelitto - e baciato da un prezioso rotacismo -, nonostante il degnissimo cappello western. Un tipo che con un "Sì" detto bene, col tempo giusto, fa piegare la platea. Degnissimi - soprattutto per le considerazioni dell'ampia serie "Potrebbe morire..." - lo spirito di denuncia, e, ancor più, di denuncia della denuncia: si può per esempio, anarchicamente, auspicare l'abolizione dell'ordine delle portate ma, come osserva Paola, non è poi gran lusso trovarsi primo, secondo e dolce contemporaneamente nel piatto. Minuscole ma evitabili vene di antipartitica. Considerazioni premonitrici in vista dell'incontro post spettacolo nel foyer("Quando c'è il dibattito ho sempre una preoccupazione, si vedrà che voglio fare una domanda intelligente?"). Finale all'altezza di tutta la bella roba venuta prima, sotto un faro che fa l'altalena.

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