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Un secolo e mezzo di Arsenale, lo racconta il nuovo libro di Scaramuccia

Un secolo e mezzo di Arsenale, lo racconta il nuovo libro di Scaramuccia

La Spezia - È appena arrivato in libreria Arsenale (Edizioni Cinque Terre, pag. 136, €12), nuovo libro di Alberto Scaramuccia composto per celebrare il 150° anniversario dell’inaugurazione dello stabilimento della Marina alla Spezia che avvenne sabato 28 agosto 1869.
Nel testo si affrontano un paio di questioni di storiografia spezzina veramente cruciali.
Di queste, la prima è verificare se la venuta dell’impianto militare compromise la possibilità di un avvenire turistico per il Golfo. A fronte di un paio di tentativi di realizzare degli stabilimenti balneari sulla riva occidentale, il testo documenta che l’imprenditoria locale non prese mai in considerazione quella possibilità per un paio di buoni motivi: era più facile e meno impegnativo fare soldi con le commesse militari e, soprattutto, mancavano le risorse per l’ambizioso progetto di creare una “industria del forestiero”, come chiamavano allora il turismo, che fosse capace di coinvolgere l’intero territorio.
C’è da chiedersi poi dove si sarebbero potuti trovare i soldi in una terra che, impedita da Genova di sviluppare attività produttive proprie, non potè mai crearsi un tesoretto da investire al momento opportuno. Neppure va dimenticato che di stabilimenti balneari sulla sponda orientale del Golfo ce n’erano: dal Selene che Zannoni fece nel 1878 e che fu fino al colera del 1884 un’eccellenza del settore, rinomato in tutt’Europa, al vicino Nereide ed al prossimo Iride per cui si fece anche la linea tramviaria. Ma queste iniziative non furono mai tali da convertire l’intero territorio alla vocazione turistica.
Il libro poi intende verificare l’attendibilità della storia per cui Chiodo accompagnò Cavour in cima al colle dei Cappuccini (l’odierno Cristo Re) per mostrargli la nuova sede dell’Arsenale, notizia che una fonte contemporanea afferma e che un’altra coeva smentisce. Per dirimere la tormentata questione, il libro compie una ragionata rassegna bibliografica che, tuttavia, esclude di stabilire che cosa realmente avvenne. In ogni caso va notato che i contemporanei ignorarono la salita al colle di Cavour e Chiodo e che Ubaldo Mazzini nel 1910 (un documento appena ritrovato) fu salomonico nell’accreditare le opposte tesi.
Alla presenza dell’Autore, il libro sarà presentato come evento di Libriamoci il prossimo venerdì 11 ottobre alle ore 18,30 alla Biblioteca Beghi.
Introduce alla lettura Alessandro Bacchioni, Presidente del CAI La Spezia.

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