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Un migliaio per Motta, fra amore, diritti e le frecciate politiche

Il cantautore pisano davanti ad oltre mille persone se la prende con fascisti ed omofobi. Per poi dissociarsi dal governo locale. Stizziti Brogi e la Lega: "Visto che fai tanto il filosofo, potevi anche non accettare l’incarico".

La prima di "Spin" in piazza europa
Un migliaio per Motta, fra amore, diritti e le frecciate politiche

La Spezia - Si è aperto ieri sera con il concerto di Francesco Motta il palinsesto di "Spin", asse portante dell'offerta musicale dell'estate spezzina. Il cantautore toscano ha proposto gran parte dei brani contenuti nei due dischi fin qui registrati e prodotti in carriera “La fine dei vent’anni” e “Vivere o morire”, vincitrici due Targa Tenco nel 2016 e nel 2018. Oltre il migliaio davanti al grande palco di Piazza Europa, tanti giovani per un'ovvia questione di target anagrafico ma anche molte famiglie, che hanno conosciuto l'artista pisano all'ultima edizione del Festival di Sanremo. Sul palco, oltre a Motta (voce, chitarra), anche Federico Camici (basso), Giorgio Maria Condemi (chitarre), Matteo Scannicchio (tastiere), Carmine Iuvone (violoncello) e Cesare Petulicchio (batteria). L'acustica permette un buon ascolto, l'impatto sonoro e scenico è assicurato e i musicisti non si risparmiano: è passato molto tempo da quando con i Criminal Jokers, un giovanissimo Motta passava da Spezia. Il ricordo degli anni della gavetta è ancora fresco e non c'è niente di male a riesumarlo: "Sì, ai tempi dei concerti alla Scaletta, facevamo questo pezzo qui..." e da buon toscano, pisano di nascita con genitori di origine livornesi, l'aspetto campanilistico non manca con la giusta sobrietà: "Grazie di essere qui anche se sono pisano".

Un concerto partecipato (si è visto anche il sindaco Peracchini nella prima parte), cadenzato dai pezzi dei due dischi, fra amore e diritti, e diverse occasioni in cui Motta non nasconde il suo credo politico ("Comunista ormai sembra una parola che non si può dire, ecco io sono comunista"), saluta con emozione la famiglia che da Pisa si è mossa verso il Golfo per vederlo dal vivo, idolatra la sua adorata compagna Carolina Crescentini "senza la quale io non ci sarei", e fra una canzone all'altra declina temi inequivocabili: contro i fascisti ("Se ce n'era qualcuno sicuramente ora se n'è già andato"), contro gli omofobi (nel presentare la canzone "Sei bella davvero", la cui genesi fu ispirata da un pescatore di Lampedusa), contro coloro i quali preferiscono che la gente muoia in mezzo al mare (la sanremese "Dov'è l'Italia" parla proprio di questo tema) fino alla stoccata in salsa locale: "Mi fa piacere suonare davanti a tanta gente, gratuitamente. So che non dovrei dirlo e so che anche il Comune della Spezia è fra gli organizzatori di questo concerto. Ma voglio dire che mi dissocio non solo dal sindaco ma da tutto quello che pensa quella gente lì che deve imparare a crescere e girare il mondo". Un po' come accadde un anno fa alla Pinetina, con la Bandabardò ed Ermal Meta.

Le reazioni sono state pressochè immediate. Non si è fatto attendere infatti il commento di Lorenzo Brogi, assessore leghista: "La cosa strana è che quelli che dovrebbero crescere un po' ti pagano il cachet e se fossi onesto con te stesso, visto che fai tanto il filosofo, potevi anche non accettare l’incarico. Comunque sei sempre in tempo per rifiutare il compenso, un caro abbraccio ci vediamo a Natale nei supermercati. Noi non siamo per censurare nessuno ma un conto è esprimere un'opinione e un altro fare un comizio poltico contro chi lo paga". Anche Medusei, anch'egli assessore salviniano, non si fa scappare un commento sul più popolare dei social-media: "Se vuoi fare politica candidati e prendi i voti. Ti invito a donare il compenso di ieri sera a qualche famiglia italiana in difficoltà anche se, secondo me, sei più da donazione a qualche Ong oppure un finto comunista con i soldi degli altri, non con i tuoi..."

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