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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Luglio - ore 21.50

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Un azionariato popolare per rintuzzare le casse dei musei spezzini

Presentati in commissione i numeri delle strutture culturali cittadine: a fronte di una crescita del 50 per cento dei visitatori, anche i costi vivi sono aumentati.

L'idea dell'assessore Asti
Un azionariato popolare per rintuzzare le casse dei musei spezzini

La Spezia - Ridurre le spese all'osso e cercare soluzioni per incrementare i ricavi per colmare almeno in parte il divario tra entrate e uscite del sistema museale cittadino. Questa la linea di azione illustrata nel pomeriggio dall'assessore alla Cultura, Paolo Asti, che ha snocciolato i numeri dei musei spezzini e ha lanciato un'idea per aumentare la liquidità a disposizione dei Servizi culturali: lanciare una sorta di azionariato popolare proponendo agli spezzini di contribuire con 15 euro a testa per avere l'accesso gratuito in tutte le strutture con visite guidate comprese per gli studenti.

Per quanto nel 2017 le presenze siano cresciute ancora, come nei tre anni precedenti, facendo segnare un aumento del 50 per cento, passando da 69.315 visitatori a 104.008, l'incremento degli incassi non è stato proporzionale. Se alle entrate di 194.407 euro si aggiungono le sponsorizzazioni ricevute dal Lia per gli eventi del ventennale (35mila euro) l'aumento rispetto ai 181.519 euro di incassi del 2016 è comunque poco soddisfacente. Soprattutto se si considera che le spese hanno sfiorato il milione di euro (997.689) - sempre per le attività connesse alle celebrazioni del Museo Lia -, rispetto ai 707mila euro dell'anno precedente.
Il deficit di 526mila euro del 2016 è così salito sino a sfiorare gli 800mila euro.
Un dato influenzato prevalentemente dalle spese generali del Lia (pari a 310mila euro, rispetto ai 31mila degli anni precedenti) compensate solo in parte dalla crescita delle entrate, passate da 33mila a 58mila euro e dall'utilizzo di una parte del fondo di riserva derivante dall'accantonamento annuale di una parte degli introiti della vendita dei biglietti.

Risulta evidente, quindi, come nel settore culturale gli investimenti non abbiamo ricadute dirette e come i musei più apprezzati siano anche quelli che, in termini assoluti, comportano i costi maggiori.
E' già stato detto del Lia, che ha visto varcare la soglia a ben 23.143 visitatori, ma anche i 34.708 ingressi del Museo del Castello non coprono una "perdita" di 70mila euro per la struttura del San Giorgio e gli 11.872 del Camec rappresentano solamente il 10 per cento delle spese sostenute per il museo di Piazza Cesare Battisti, con un costo netto di 128mila euro.

"Non c'è una proporzione fissa tra l'aumento dell'investimento, quello dei visitatori e quello delle entrate. Ci sono molteplici fattori che interferiscono nel conto economico dei musei. La struttura che costa di più è certamente il Lia, ma ha solamente 20 anni, sono pochi per un museo. E teniamo in considerazione - ha detto Asti - l'elevatissima qualità delle opere esposte, molto apprezzate da quegli addetti ai lavori che lo hanno visitato in occasione degli ultimi eventi. Non è facile mettere insieme cultura e turismo in tutte le loro forme. Ma sarà necessario trovare soluzioni nuove: mi piacerebbe fare un azionariato popolare con un progetto che chiamerei "5 per 365 uguale 15" con riferimento al fatto che con 15 euro sarà possibile visitare gratuitamente per tutto l'anno i cinque musei civici spezzini".

Per Patrizia Saccone, che sventolando le tabelle con i dati economici ha parlato di "gestione fallimentare e protezionistica", la soluzione risiede nella creazione di una cabina di regia, mentre Fabio Cenerini ha chiesto conferma del fatto che gli investimenti, nel settore culturale, si vedono nel lungo periodo.
Sulla stessa lunghezza d'onda Roberto Centi: "Credo sia lecito aspettarsi un passivo dai musei, credo che non siano gli unici, i nostri". "Ovunque i musei sono in perdita", hanno risposto insieme Asti e la dirigente dei Servizi culturali, Marzia Ratti, che ha rivendicato l'aumento dei visitatori che negli anni si è registrato al Castello San Giorgio, prima meta di 4mila turisti e spezzini, oggi costantemente sopra i 30mila, a conferma della necessità di tempistiche tutt'altro che brevi per vedere i risultati.
"Bisogna avviare insieme un ragionamento sulla politica culturale, aspetto che ha risvolti importanti dal punto di vista economico e sociale", ha proposto Paolo Manfredini.

In conclusione, definendo la cultura come "attività di prevenzione dei malanni dell'anima", Asti ha annunciato l'allestimento al Camec della mostra "Da Vedova a Vedova", che vedrà protagonista l'opera "Le vie del mare", con la quale Emilio Vedova vinse il Premio del Golfo negli anni Cinquanta, affiancata dalle prove d'autore recuperate nello studio del suo stampatore di fiducia.

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