Un attore messo in croce
Danio Manfredini questa sera al Dialma Ruggiero per la rassegna 'Fuori Luogo'.
La Spezia - Tre monologhi da trenta minuti ciascuno per cogliere l’essenza di tre personaggi 'senza tempo', che vivono ai margini della società, in solitudine. Sono questi gli elementi portanti di ‘Tre studi di una crocifissione’ di Danio Manfredini, tra le figure più di spicco del Teatro contemporaneo nazionale ed internazionale e vincitore di due premi ‘Ubu’ che, questa sera alle 21 al Dialma Ruggiero, porterà in scena i suoi tre personaggi ‘messi in croce’. Una serata che rappresenta il secondo appuntamento con la rassegna ‘Fuoriluogo’.
'Tre studi per una crocifissione' è sempre attuale ed è stato portato in scena per la prima volta nel 1992 e a distanza di vent’anni getta uno sguardo veritiero di un contesto che fatica a cambiare.
“Vengono proposte – ha dichiarato Danio Manfredini - anche delle esperienze personali. E’ il caso del primo monologo ispirato al mio vissuto, perché per dodici anni ho lavorato in un istituto psichiatrico ed il personaggio portato in scena è molto vicino ad una persona con che ho conosciuto. Il secondo personaggio, quello di Elvira tratta dell’eterna ricerca amorosa, ispirato al lavoro del regista Fassbinder.”
Anche il terzo personaggio ritrae una figura sempre attuale, quella di un extracomunitario che si rapporta ad una grande città europea.
L’intero ‘studio’ che verrà portato in scena da Manfredini è ispirato ad un’opera letteraria di Francis Bacon.
“Ho tratto ispirazione da uno scritto di Bacon 'La Brutalità delle cose'– ha proseguito Manfredini – in cui lui trattava di come faceva uscire la deformità sulla tela. Io ho semplicemente fatto nascere dei personaggi a cui Bacon potrebbe ispirarsi.”
In questo spettacolo chi è messo davvero ‘in croce’ è l’attore che si propone in tre vite differenti.
Giovedì 2 febbraio 2012 alle 16:40:34
C.ALF
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