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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 19.30

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Strada tutta buche, Pitelli vuole staccarsi da Arcola

Una storia di oltre quattro secoli fa, ma che suona ancora attuale. Dal restauro della tela a una bega finecinquecentesca.

La ricerca continua
Strada tutta buche, Pitelli vuole staccarsi da Arcola

La Spezia - Lamentarsi per le condizioni delle strade spezzine è uno tra gli sport più diffusi, e certo non è privo di fondamento. E, per chi non lo sapesse, è anche uno tra gli sport più antichi, se è vero che, nel lontano 1592, proprio la cattiva manutenzione della strada (“una via molto trista”) fu uno dei motivi addotti dalla comunità di Pitelli, sul colle che separa la Val di Magra dal Golfo della Spezia, per chiedere alle autorità ecclesiastiche il distacco dalla parrocchia della Pieve di Arcola, alla quale anche Pitelli apparteneva, e la creazione di una parrocchia autonoma. L’arciprete della Pieve rispose negando che la strada fosse in cattive condizioni, per cui, alzandosi per tempo la domenica si sarebbe potuti arrivare in tempo alla messa. Fatto sta che alcuni decenni dopo Pitelli ottenne quello che chiedeva, divenendo via via una parrocchia importante prima appartenente al comune di Arcola e poi, dal 1928, a quello della Spezia.

Tutto questo, e molto altro, è emerso in due interessanti convegni tenutisi nei giorni scorsi a Lerici e ad Arcola a seguito dell’avvenuto restauro di una tela cinquecentesca appartenente alla parrocchia di Pitelli, tela che rappresenta la crocifissione e che nel prossimo periodo pasquale sarà esposta al Museo diocesano della Spezia. Il primo dei due convegni è stato promosso a Lerici dall’università delle tre età Unitre, il secondo dal Comune di Arcola. Hanno parlato della tela, e della collegata storia di Pitelli e della parrocchia, la restauratrice Francesca Gatti, della Tabula picta di Sarzana, e la ricercatrice Linda Secoli, della Pro Loco di Pitelli, che insieme alla Fondazione Carispezia ha provveduto al restauro. La vicenda del dipinto si intreccia con l’evoluzione della fede e delle devozioni cristiane in terra spezzina nell’epoca del Concilio di Trento e della Riforma cattolica. Si tratta di un periodo ancora poco studiato, nonostante la presenza nell’archivio diocesano di Sarzana di molti documenti dell’epoca, a cominciare dai testi della visita apostolica del vescovo Angelo Peruzzi (1584), già pubblicati nelle edizioni di Storia e letteratura a cura del compianto monsignor Enzo Freggia. Linda Secoli ha attinto proprio a tali fonti, ma ora la ricerca storica sta andando avanti, collegandosi a sua volta con l’antichissima chiesa detta “de centum clavibus” (che forse voleva dire “delle tante sorgenti”) e che doveva trovarsi più o meno dove oggi è Ruffino, ai piedi del colle di Pitelli.

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