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Siria, Iraq e la distruzione della culla della civiltà ad Archeologica

Secondo appuntamento con la rassegna. Il professor Brusasco dell'unviersità di Genova parlerà di terrorisimo ed estinzione del patrimonio archeologico

Siria, Iraq e la distruzione della culla della civiltà ad Archeologica

La Spezia - La perdita della culla della civiltà. E' questo uno dei temi affrontati dalla rassegna Archeologica. Venerdì 8 aprile alle 17 presso il Museo del Castello di San Giorgio secondo e ultimo appuntamento con Archeologica, giunta alla sua quindicesima edizione e nell’occasione potremo ascoltare il Professor Paolo Brusasco, docente di Archeologia del Vicino Oriente Antico all’Università di Genova, che dirige un progetto di indagine e scavo nel Kurdistan iracheno e potrà affrontare dal punto di vista archeologico la perdita del patrimonio della “culla della civiltà”.
Quest’anno, infatti, viene affrontata la tematica della guerra nel Vicino Oriente e della distruzione dei tesori archeologici operata dalla furia dell’ISIS. Questo scottante argomento non viene mai abbastanza trattato dai notiziari e dai telegiornali ed è quanto mai necessario essere sensibilizzati e correttamente informati. In quest’occasione si potranno ascoltare resoconti e analisi dettagliate da chi in prima persona ha sperimentato e raccolto testimonianze delle azioni di terrorismo e di saccheggio dei beni culturali. Il programma proporrà al termine, come di consueto, l’abbinamento “Archeologia e Agricoltura”, allo scopo di valorizzare le aziende agrituristiche e i prodotti tipici del territorio a cura di Condotta Slow Food Golfo dei Poeti – Cinque Terre – Val Vara e Riviera spezzina.

Programma

Venerdì 8 aprile ore 17
Iraq e Siria tra terrorismo ed estinzione del patrimonio archeologico.
Paolo Brusasco
L’8 giugno 2014 segna il tragico inizio di un evento senza precedenti nella storia dell’Iraq. Con la presa di Mosul nel Nord del paese e la formazione dello Stato Islamico, si registra non solo la nascita di un’enclave terroristica ma anche la distruzione sistematica e intenzionale della civiltà millenaria dell’antica Mesopotamia, un atto di violenza così drammatico e tuttora perdurante da non avere paralleli nella storia contemporanea. E’ alle cause che hanno generato questo buco nero dell’umanità e della sua cultura ancestrale, con l’attacco deliberato all’arte e alle identità etnico-confessionali, che il relatore dedica una circostanziata analisi, frutto del costante monitoraggio delle distruzioni e dei saccheggi avvenuti nell’area mediorientale. Genocidio e mnemocidio si coniugano con la soppressione iconoclastica di musei, monumenti commemorativi, siti archeologici, santuari e moschee che non trova giustificazione alcuna nel Corano. Nell’intrecciarsi di terrorismo, visioni escatologiche e interessi economici, si dipana il racconto della fine della “culla della civiltà”.

Paolo Brusasco è docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Genova. Ha condotto la supervisione di rilevanti scavi archeologici nel Mediterraneo (Brochtorff-XaghraCircle, Gozo, Università di Bristol e di Malta), in Siria (Missione archeologica dell’Università di Palermo nella Valle dell’Eufrate a TellShiyukhTahtani) e in Iraq (Missione a Babilonia del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi per il Medio Oriente e l’Asia dell’Università degli Studi di Torino). Attualmente dirige il progetto di indagine e scavo nel Kurdistan iracheno dell’Università degli Studi di Genova.
Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Tesori rubati. Il saccheggio del patrimonio artistico nel Medio Oriente (Mondadori); Babilonia. All’origine del mito, (R. Cortina Editore); La Mesopotamia prima dell’Islam. Società e cultura tra Mesopotamia, Islam e Occidente, (Mondadori).

A seguire degustazione di prodotti tipici della Val di Vara, presentati da Nadia Filippetti, coltivatrice di cereali antichi, appartenente alla Comunità del cibo della Val di Vara.

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