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Scaramuccia racconta, “Spezia 1916 - La città colpita”

Scaramuccia racconta, “Spezia 1916 - La città colpita”
La Spezia - E’ uscito per le Edizioni Cinque Terre il nuovo libro di Alberto Scaramuccia intitolato “Spezia 1916 - La città colpita” (p.154 - €. 10).

Il libro rappresenta la terza tappa della pentalogia che l’autore ha voluto dedicare a quello che successe alla Spezia nei cinque anni della Grande Guerra.
Nel 1916 gli spezzini lontani dalla zona di operazioni, acquisirono la piena consapevolezza dell’essere impegnati nel conflitto. Certo, lo scontro caratterizzava dall’inizio la vita nel Golfo. Ogni famiglia aveva qualcuno sotto le armi; le ripercussioni della guerra si facevano pesantemente sentire sull’economia cittadina per rincaro dei prezzi, rarefazione del cibo, difficoltà nello sviluppo che influivano sull’economia locale. Anche la solidarietà, che mai venne meno, venendo rivolta verso chiunque (ferito prigioniero familiare) fosse coinvolto nella guerra, ricordava a tutti che, anche se non si sentiva il rombo del cannone, il Paese era impegnato in un combattimento mortale.
Tuttavia, ciò che precipita la città nella piena consapevolezza della realtà, è quando a San Giuseppe per motivi di sicurezza è tolta la possibilità della tradizionale visita in Arsenale: è dalle abitudini sconvolte che si incrina la sicurezza e si ha la piena percezione del reale. A luglio poi, susseguono due drammatici episodi che insinuano il senso del pericolo in chi fino a quel momento si sentiva al sicuro.
Dapprima il luttuoso incidente di Pagliari quando, per la deflagrazione di alcuno carri carichi di esplosivo, ci sono 281 vittime. Se fu attentato o solo sciagurato incidente, non si sa sapere. Però, la disgrazia non fu poca anche se nel lutto e nel dolore la gara a soccorrere a chi ne rimase vittima, fu davvero encomiabile.
Appena il tempo per le esequie e arriva dal Garda un aereo austriaco, sgancia delle bombe che causano sei morti e riparte indisturbato: siamo lontani dalla linea del fuoco, ma ugualmente vulnerabili, quasi indifesi.
Da questi fatti la vita cittadina non può continuare come prima anche se il tran-tran riprende nella solita routine, con i suoi bisticci, le polemiche e la tanta solidarietà che non manca mai di venire meno.
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