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Questa sera “23 giugno '44 visita a Terezin” al teatro Impavidi di Sarzana

La Spezia - Nei Giorni della Memoria e del Ricordo per le vittime della Shoah, la F.I.T.A. federazione italiana teatro amatori di Lucca, col patrocinio della Provincia di Lucca, ha messo in atto un “gemellaggio” con la Provincia della Spezia, ovvero uno scambio culturale di spettacoli teatrali tra La Cattiva Compagnia di Lucca e la Compagnia degli Evasi di Castelnuovo Magra. Gli Evasi, infatti, hanno inaugurato la serie di eventi mettendo in scena, domenica 22 gennaio, lo spettacolo JACOBS al Teatro dei Rassicurati di Montecarlo, mentre lo spettacolo “23 giugno ’44 visita a Terezin” sarà rappresentato a Sarzana questa sera alle 21.15 al teatro Impavidi.
La messa in scena è la storia dell'olocausto raccontata attraverso un fatto realmente accaduto nel ghetto di Terezin, a circa 60 chilometri da Praga. Il 23 giugno '44, alcuni ispettori della Croce Rossa Internazionale ottennero il permesso di visitare e verificare le condizioni dei prigionieri. Quello che i nazisti attuarono e i delegati videro fu una messa in scena ad uso e consumo della propaganda interna finalizzato, per ordine di Himmler, a far tacere la "cattiva coscienza" occidentale. La rielaborazione di questo avvenimento è la messa in scena della preparazione, dei deportati del ghetto, all’imminente arrivo di un delegato della Croce Rossa. I deportati, scelti, saranno coinvolti loro malgrado a recitare un copione prestabilito che prevede una vita normale e umana per gli ebrei deportati, affinché il delegato della Croce Rossa faccia un resoconto per l'opinione pubblica internazionale che dia dei campi di concentramento un'immagine falsa e idilliaca. L'idea registica è originale, e procede quasi per flashbacks: infatti il perfetto meccanismo approntato dai nazisti fa sì che il delegato incontri, nella sua visita, determinate scene in quel preciso istante. Però nell'incedere dell'opera, la quale segue il flusso di coscienza del delegato coi suoi rimorsi e il suo drammatico senso di colpa per ‘aver visto ma non aver capito’, il pubblico vedrà questo meccanismo incepparsi, destrutturarsi, ovvero assisterà alle prove che per mesi i deportati dovettero sostenere, in cambio della vita.
Venerdì 27 gennaio 2012 alle 18:19:09




























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