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Quando il mare bagnava Via Mazzini e la piazza era un promontorio | Video

Il fotografo Roberto Celi ha "disegnato" in digitale la zona di Piazza Europa prima delle modificazioni di Otto-Novecento.

la ricostruzione
Quando il mare bagnava Via Mazzini e la piazza era un promontorio

La Spezia - Tonnellate e tonnellate di terre che hanno spinto il mare più lontano dalle colline e la città più vicina al mare. Che tra Ottocento e Novecento il profilo del golfo della Spezia sia stato ampiamente modificato dall'ingegneria umana è risaputo. Vederlo però riportato in tre dimensioni, grazie all'elaborazione grafica digitale, fa impressione e rende l'idea del titanico cantiere spezzino durante l'epoca sabauda. Ci ha pensato Roberto Celi, fotografo e appassionato di storia locale, ad offrire uno scorcio che per molti, soprattutto spezzini di adozione, apparirà nuovo e difficile da focalizzare.
Grazie ad una mappa della città del 1850, confrontata con altre coeve, e a Google Earth ha ricostruito la modificazione operata sulla linea di costa e sugli elevati naturali attorno all'attuale zona di Piazza Europa e fino all'attuale arsenale militare. "Il trucco è trovare dei riferimenti certi e immutabili - spiega Celi -. Io mi sono basato sulla posizione della chiesa di San Francesco Grande, il Castello di San Giorgio, il Torretto, il Palazzo Croce di Malta e così via. Sovrapposta la mappa alla città attuale, con Google Earth traccio dei poligoni: introduco una quota e estendo una proiezione al terreno. A quel punto seguo il disegno e le quote di livello presenti. Con un po' di approssimazione e un po' di elaborazione grafica, questo è il risultato. Migliorabile sicuramente, ma direi che rende l'idea abbastanza chiaramente di ciò che era un tempo".

Così nel video pubblicato su You Tube la piana si anima. Il vecchio colle della Ferrara, quello dove sorgeva il Convento dei Cappuccini, sparisce insieme al mulino a vento sul promontorio di San Cipriano. Sorge invece la Passeggiata Morin, nascono i giardini pubblici e il lungomare si fa rettilineo sostituendo la curva naturale. "Se l'ultima propaggina della collina cade all'incirca dove c'è oggi il distributore Esso di Viale Italia, direi che la precisione è al 95% - dice Celi -. Si capisce quanto sia cambiata tutta la zona. La Passeggiata Morin è stata costruita con la terra di risulta degli scavi dei bacini dell'arsenale. Quando camminiamo su Viale Mazzini dobbiamo pensare che due secoli fa lì avremmo messo i piedi sul bagnasciuga".
Lo stesso colle sventrato dagli escavatori ha formato il reticolo della nuova Spezia. "Con la terra della collina hanno costruito i tracciati della piana di Migliarina: Viale Italia, Via XXIV Maggio, Via Severino Ferrari e così via. In effetti ancora oggi si trovano case che sono sotto il livello stradale. Il motivo è proprio nel fatto che sono sorte sul vecchio livello di campagna, più basse anche di due metri rispetto ai quartieri sorti poi nel dopoguerra". Un gioco. E perché no, magari anche uno strumento di studio e analisi per chi volesse conoscere meglio la città che calpesta. "Il mio desiderio era immaginare come fosse la Spezia un tempo, senza nostalgie particolari. Chissà magari non funzioni da spunto di dibattito".

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28/12/2020 - Collina dei Cappuccini 3D


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