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Quando Simon Boccanegra riconobbe Spezia come città

Il 1° aprile del 1343 il primo doge di Genova concesse il titolo: il nascente paese si staccava da Carpena e iniziò una lunga storia. Sei secoli più tardi diventò provincia.

la nostra storia
Quando Simon Boccanegra riconobbe Spezia come città

La Spezia - Oggi in piazza Brin si celebra il genetliaco numero seicentosettantasei della Spezia motivando la festa copn il fatto che martedì 1° aprile 1343 il primo Podestà della città, di cui peraltro si ignora l’identità, entrò in carica. Io penso invece che la data della ricorrenza si debba anticipare di sessantotto giorni, ricordando che il giovedì 23 gennaio di quello stesso anno Simon Boccanegra, primo doge di Genova, decretò che “il luogo di Spezia” fosse eretto a sede di una nuova Podesteria che comprendeva nove parrocchie che erano al tempo le unità territoriali in base alle quali si calcolava la valenza di ogni zona.

In virtù di tale disposizione Spedia venne staccata da Carpena che fino a quel momento era stata egemone nel controllo di un’ampia area corrispondente a buona parte dell’attuale provincia con un totale di ventuno parrocchie.
Era quindi il 23 gennaio, e non solo per me, la data eventualmente da ricordare come inizio “ufficiale” della nostra città.
Comunque, dire se l’anniversario cada in una data oppure in una diversa, sono sincero, mi pare tutto sommato una questione di lana caprina. Io continuo a dire gennaio perché così è scritto sul certificato di nascita, ma se qualcuno lo sposta in avanti non ci faccio sopra certo una guerra di religione.

La cosa importante non è quando la Spezia nacque, cosa che del resto non si sa, ma rammentare perché questo luogo sperduto decollò verso l’alto. A metà del Duecento il Fiesco Niccolò, avido di costituirsi un proprio dominio personale in riva al Golfo, rivalutò un’area fino a quel momento negletta dalla Lanterna che riconosceva ad altro soggetto, l’antica Carpena sui monti, la supremazia sull’intera zona.
L’atto di Simon Boccanegra che fa di Spedia centro giurisdizionale primario su una superficie che da Bastremoli e Follo andava a Isola, Marinasco e Migliarina allargandosi a Piano Battolla, Tivegna e Valeriano (ecco le nove parrocchie costitutive della neonata Podesteria cui va ovviamente aggiunta la spezzina), riconosce che per le trasformazioni economiche in corso il nuovo centro aveva raggiunto una rilevanza che ne giustificava l’ascesa. Fu quello periodo in cui il commercio aveva ripreso vigore tagliando fuori le zone impervie, scomode da raggiungersi e quindi lontane dai traffici.

Insomma successe un po’ la stessa cosa che si sarebbe verificata sei secoli più tardi quando nel 1923 la Spezia venne elevata a sede di Provincia nobilitata a tale ruolo da un’economia in costante crescita per Arsenale, industrie, porto.
Festeggiamola, dunque, la nostra città. La data non importa: conta saperne il perché.

ALBERTO SCARAMUCCIA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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