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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 16.11

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Mille sfumature di Gamin. La Spezia celebra i 150 anni di Ubaldo Mazzini

Corteo, deposizione della corona e una giornata culturale dedicata al celebre personaggio spezzino.

Curiosità
Mille sfumature di Gamin. La Spezia celebra i 150 anni di Ubaldo Mazzini

La Spezia - Avrebbe spento centocinquanta candeline Ubaldo Mazzini. Per la precisione il genetliaco è il 3 dicembre e c'è da chiedersi come avrebbe voluto festeggiarlo. Oggi il ricordo di Ubaldo Mazzini è nel cuore di molti appassionati di storia locale e non solo. Questa mattina con la deposizione della corona al suo monumento con un breve corteo dopo l'apertura straordinaria dell'atrio della biblioteca di Corso Cavour, sono proseguite le celebrazioni per i 150 anni della sua nascita.
Vista l'importanza della figura di "Gamin" (dal francese "monello) l'associazione Pro Spezia che nasce nel 1953 proprio da un'idea di Mazzini e messa in piedi da alcuni membri che lo conobbero e il circolo La Sprugola con il Comune della Spezia hanno celebrato le mille sfacettature di Ubaldo Mazzini.
La Spezia deve molto, se non tutto, al letterato che vedeva tra la Spezia e la Lunigiana (morì a Pontremoli) un legame indissolubile. Di questo e di molto altro si è parlato ieri nell'auditorium della biblioteca Beghi.
La figura del Mazzini giornalista, poeta, letterato, direttore della biblioteca civica e a tratti "sindacalista" è stata sviluppata da appassionati, professori e perfino da un glottologo che vive a Bruxelles. Così Giuseppe Benelli, Gino Ragnetti, Egidio Banti, Roberta Correggi, Daniele Vitali e Pier Giorgio Cavallini hanno analizzato le mille sfacettature di Mazzini portando alla luce molte curiosità.

Ad aprire l'incontro, dopo una breve introduzione del sindaco e i saluti di Marzia Ratti assente per questioni familiari, è stato Giuseppe Benelli che ha analizzato il legame di Mazzini con i letterati lunigianesi facendo emergere una curiosità: la dipartita del giornalista non sarebbe avvenuta in una locanda ma nella casa di un amico letterato.
Gino Ragnetti ha raccontato quella che era la Spezia dove visse Mazzini mettendo in evidenza le crticità di una città a cavallo tra il progresso e la crisi con problematiche legate alla diffusissima prostituzione, perché le donne non venivano assunte in fabbrica ed erano impossibilitate a trovare un lavoro onesto, alle epidemie di colera prima della costruzione del Quartiere Umberto I. Il professor Egidio Banti, invece, ha analizzato la figura del Mazzini - giornalista e l'origine del nome "Gamin" lo pseudonimo che spesso usava per i suoi articoli. Per Banti il legame stretto tra la Francia e la Liguria potrebbe aver contribuito. L'ispirazione, poi per il professore, potrebbe essere arrivata da "I miserabili" di Victor Hugo.

Ma è con la relazione di Roberta Correggi del sistema bibliotecario comunale che emerge un'altra chicca che potrebbe far paragonare Mazzini a un sindacalista. All'epoca infatti oltre che a campeggiare su quasi tutti i quotidiani la feroce polemica per la sua nomina a dirigente della biblioteca (un articolo in particolare faceva trasparire i sospetti che quel posto fosse stato creato proprio per lui) ebbe anche una serie di scambi accesi con l'amministrazione comunale in merito agli orari. Mazzini voleva che venissero pagati gli straordinari per i dipendenti a seguito della richiesta dell'allungamento dell'apertura della struttura: ottenne solo un posticipo dell'orario e niente straordinari. La sua concezione di biblioteca e i suoi metodi, comunque, portarono a una crescita esponenziale dei volumi a disposizione: da 11mila superarono i 70mila.

Ma è con la relazione del glottologo Daniele Vitali che si è accarezzata anche la scienza della lingua con un ampio escursusu sui dialetti. Ad esempio gli unici dialetti locali che hanno qualcosa in comune sono lo spezzino della città e il lericino. L'analisi dell'ironia e la particolare poetica del Mazzini sono stati affidati a Pier Giorgio Cavallini e alle letture di alcune poesie. L'immagine che emerge di Gamin poeta è quella di un uomo spiritoso, dalla lingua tagliente che ha fatto della figura retorica dell'anticlimax il suo tratto distintivo.

La verità è che per capire fino in fondo Mazzini, forse, non basterebbe una vita di studi.

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La corona deposta al monumento di Ubaldo Mazzini Lorenzo Brogi


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