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Marinai, ceramiche e film. Il filo della cultura corre tra Camec e Mediateca

Inaugurate le mostre "I marinai baciano e se ne vanno" e "Poetry and pottery" nel centro d'arte di Piazza Battisti. Dalla prossima settimana via a una rassegna di pellicole legate al tema del mare.

Marinai, ceramiche e film. Il filo della cultura corre tra Camec e Mediateca

La Spezia - "Per motivi diversi, queste due mostre rappresentano delle primizie per la città e per chi guarda al mondo dell'arte e della cultura contemporanea ad ampio spettro". L'assessore alla Cultura Paolo Asti ha presentato così, questa mattina le mostre "I marinai baciano e se ne vanno" e "Poetry and pottery" che hanno inaugurato questo pomeriggio alle 18 al Camec.
Da una parte i volti e le storie di centinaia di marinai, alcuni dei quali immortalati alla Spezia, dall'altra le ceramiche della poesia visiva inventata negli anni '60 da Sarenco. Due esposizioni uniche, frutto di anni di ricerche, che per la prima volta approdano in città.
"Il rapporto tra Marina e città viene sublimato da un'esposizione che sprigiona tutta la sua potenza nell'anonimia delle fotografie in cui sono stati catturati attimi di eternità. A questa proposta - ha concluso Asti - affianchiamo l'evento collaterale cinematografico che si svolgerà a partire dal 1° febbraio alla mediateca, con la proiezione di undici film, due dei quali realizzati alla Spezia".

Le mostre
I marinai baciano e se ne vanno
Il tema della Marina e dei marinai, è affrontato in maniera sfaccettata nell'ideazione di Alidem, realtà di Milano, e si sposa alla storia e all'identità della città. Alle centinaia di immagini provenienti dal repertorio accumulato da Alidel è stato affiancata una selezione delle foto presenti negli archivi cittadini.
“Per l'Italia – spiega Angelo Crespi – questa forma di arte è una novità, in Francia le foto anonime sono un genere da collezionismo. Alidem ha messo insieme quattro collezioni, sui marinai, sull'eros, sui fiori e sui cappelli. Abbiamo portato al Camec più di 200 foto che abbracciano un periodo che va dal 1860 al 1950. Divenuta un fenomeno di massa la fotografia ha abbandonato la dimensione puramente estetica e autoriale e ha acquisito il carattere dell'anonimato e il valore documentale con sempre più autori che talvolta hanno anticipato gli stili artistici delle loro epoche, vivendoci dentro. Ognuna delle immagini presenti ha una storia e spesso si riesce a risalire all'autore, grazie agli appunti presenti sul retro”. Foto anonime, dunque, dietro le quali scorre il sangue di autori in carne e ossa.

La scheda
Nessuno più dei marinai è stato fotografato e si è fotografato esaltando, con il vento favorevole della giovinezza, il mito dell’avventura, della libertà e del coraggio più seducente.
A questo immenso patrimonio di scatti è dedicata la mostra I marinai baciano e se ne vanno dal 26 gennaio al 15 aprile 2018 al CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia. Un progetto espositivo ideato da Alidem e prodotto, nella nuova edizione spezzina, in collaborazione con il CAMeC.
La mostra interpreta con originalità l’ultima tendenza della fotografia internazionale, il meraviglioso universo della fotografia anonima. Una selezione di oltre 250 immagini, dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento, provenienti dall’Europa all’America, dall’Indocina al Giappone, con cui i marinai-fotografi, armati delle prime snapshot cameras prodotte da Kodak e Agfa, hanno documentato con freschezza e sincerità ogni momento della loro vita.
È una delle primissime mostre di questo genere in Italia. E non a caso è stato scelto il CAMeC della Spezia. Il tema ben si attaglia infatti alla storia della città, sede dell’Arsenale Marittimo e della Base Navale della Marina Militare Italiana che negli anni, soprattutto fino all’abolizione della leva militare obbligatoria (avvenuta nel 2004), ha visto la presenza cospicua e caratteristica dei marinai italiani e di tante flotte internazionali.
Ecco allora che nella sale del Centro di Arte Moderna e Contemporanea della Spezia viene proposto uno straordinario romanzo fotografico, appassionato, avventuroso e meravigliosamente sensuale, firmato dagli stessi marinai. Un’esposizione interamente dedicata agli uomini del mare che prende ispirazione da uno scatto iconico: il bacio sorpreso da Alfred Eisenstaedt a Times Square nel 1945.
Da anni i grandi musei americani e le migliori gallerie europee espongono i vertici della della fotografia anonima o vernacolare. Alidem si è inserita in questa straordinaria tradizione, e nella sede di Milano e nelle fiere più autorevoli, propone le sue Grandes Anonymes che, in una selezione ragionata, vanno a comporre la mostra presentata alla Spezia. Un’occasione, dunque, anche per conoscere una delle più originali e innovative collezioni di fotografia presenti attualmente in Italia.
Ogni scatto è un pezzo unico. Un’illuminazione. Un vintage. Tantissime fotografie scattate a ogni latitudine del mondo, in ogni oceano, in ogni porto, in ogni bar e su ogni spiaggia. Ritratti di uomini forti e giovani in tempi di guerra e di pace, istantanee di libere uscite, di amori e bevute in ogni porto del mondo, e ancora fototessere inviate alle fidanzate, e poi di nuovo in viaggio sulle vie del mare. Un mito, quello del marinaio, che seduce e fa innamorare ancora oggi, sapendo, certo, come scriveva Pablo Neruda, che “i marinai baciano e se ne vanno”. Un capolavoro di naturalezza, innocenza e intimità che nessun maestro dell’obiettivo ha mai potuto vantare e che, oggi, rivive nelle decine e decine di scatti composti nella mostra.
Il percorso è organizzato nei seguenti nuclei: OMAGGIO A QUERELLE DE BREST, LA NASCITA DELLA MARINA MILITARE ITALIANA, LA BANDIERA DELLA MARINA MILITARE ITALIANA, LA PREGHIERA DEL MARINAIO ITALIANO, A RIPOSO, UN BICCHIERE DI WHISKY, IN MACCHINA, LE FIDANZATE, FUOCO!, LA SCUOLA DEL MARE, IN NAVIGAZIONE, LA MARINIÉRE, LA TEL’NJAŠKA, LA MAGLIA RUSSA, PRESIDENTI MARINAI, IL MARE, LA FORZA DELL’AMERICA, LADY SAILOR, PICCOLI CAPITANI CORAGGIOSI, L’EQUIPAGGIO, UN MARINAIO AL CINEMA, LA MUSICA DEI MARINAI, A TERRA, I LOVE YOU. La mostra ospita inoltre una selezione di 20 scatti appartenenti all’Archivio Fotografico del Comune della Spezia, preziosa testimonianza di un importante capitolo della storia della città.
Alidem è un’azienda specializzata nella selezione, produzione e commercializzazione di opere fotografiche in edizione limitata. È una realtà innovativa, che crede nella democratizzazione dell’arte: la bellezza può e deve essere per tutti. Nata dalla consapevolezza dell’importanza che la fotografia ha acquisito all’interno della proposta culturale internazionale, Alidem è un’impresa che opera a trecentossessanta gradi, proponendo progetti, servizi e prodotti d’arte.

Poetry and pottery
La poesia visiva su ceramica è uno stile nato in Italia negli anni Sessanta, che si è diffuso in tutto il mondo ma del quale ci sono solamente 280 pezzi sul pianeta. Poco meno della metà, per la precisione 120, sono contenuti nella mostra Poetry and pottery allestita e inaugurata al Camec. Pezzi rarissimi, nelle mani di una decina di collezionisti sparsi per il globo. E uno di questi è l'ingegnere spezzino Paolo Scatizzi, tra i più conosciuti nel suo settore e fondamentale sostegno per il reperimento delle opere per i curatori Marzia Ratti e Giosuè Allegrini, direttore del Museo tecnico navale.
Un'esposizione di grande interesse che porta alla scoperta di un genere con evidenti influenze futuriste e dadaiste, nato dal genio di Sarenco e allargatosi a macchia d'olio.
Si tratta di ceramiche sulle quali sono incise o dipinte poesie, messaggi, simboli. Per il poeta visivo è possibile qualsiasi cosa. Dai primi supporti quadrati si è passati alla tridimensionalità, ma lo stile è rimasto lo stesso.

La scheda
Il CAMeC presenta dal 26 gennaio al 29 aprile la prima mostra italiana di poesia visiva su ceramica con opere dei maggiori autori del settore di ricerca.
Si tratta di un progetto espositivo di ricerca che riunisce questa particolare tipologia di lavori, certamente la più rara nell’ambito della poesia visiva contando poche centinaia di esemplari al mondo. Un progetto senza precedenti, rappresentativo della produzione artistica su supporto ceramico di circa trenta poeti verbovisuali, nato e sviluppato con il generoso supporto di Isaia Mabellini, in arte SARENCO, e con il fondamentale contributo dei collezionisti Paolo Scatizzi, Paolo Berardelli, Luigi Bonotto, Giuseppe Verzelletti e di alcuni rilevanti artisti di poesia visiva, uno su tutti Lamberto Pignotti, nonché con il sostegno del maestro ceramista Michelangelo Marchi, che presso il proprio laboratorio di Cellora d’Illasi (VR) ospitò le realizzazioni ceramiche dei poeti visivi operanti presso la Domus Jani, Centro Internazionale per l’Arte Totale, straordinario luogo di ricerca artistica, concepito dallo stesso SARENCO.
Sulla base dei ricordi di SARENCO, di Michelangelo Marchi e degli altri poeti visivi ancora viventi, la mostra riprende e completa la storia della Visual Poetry su supporto ceramico, limitatamente alle opere realizzate prima dell’anno 2000. Sono comunque inserite nel catalogo scientifico che accompagna l’esposizione anche la serie “Azulejus” realizzata da SARENCO nel 2004 e alcune opere prodotte in tempi più recenti da Pignotti e da artisti affini alla Poesia Visiva.
Le tematiche trattate sono molte: dalla Poesia Concreta, alla Poesia Visiva italiana ed internazionale per giungere alla Scrittura Visuale – Nuova Scrittura; molti gli artisti e i gruppi artistici rappresentati: da Sarenco a Giovanni Fontana, dal Gruppo Genovese di Tola e Vitone, al Gruppo 70 di Pignotti, Miccini e Marcucci, dal gruppo Milanese del Mercato del Sale di Ugo Carrega a Roberto Malquori, per giungere ad artisti Fluxus quali Giuseppe Chiari, Vittorio Gelmetti e Gianni Emilio Simonetti, a Mail-artisti come Ruggero Maggi, o ad artisti di grande fascino concettuale quali Aldo Mondino, Maria Lai e lo stesso Michelangelo Marchi.
Nutrita è anche la presenza dei poeti visivi internazionali presenti: da Alain Arias Misson a Julien Blaine, da Jean Francois Bory a Pierre e Ilse Garnier, da Ladislav Novak a Klaus Groh, da Joan Brossa a Bartolomé Ferrando, da Carlos Pazos a Fernando Millan, da John Furnival a Emmet Williams.

La rassegna “Incontri di mare e di costa” alla Mediateca regionale
In occasione della mostra I MARINAI BACIANO E SE NE VANNO presso la Mediateca Regionale “Sergio Fregoso” (Via Firenze, 37) l’assessorato alla cultura in collaborazione con Carlo Roda, ha organizzato una rassegna cinematografica collaterale dal titolo RACCONTI DI MARE E DI COSTA. Si tratta di una serie di titoli che hanno come protagonista il mare. Si inizia giovedì 1 febbraio alle 17 con MOBY DICK - LA BALENA BIANCA di John Huston: un capolavoro datato 1956 con Gregory Peck, Orson Welles.
Le proiezioni avranno luogo ogni giovedì alle 17 con ingresso gratuito.

Il programma

Giovedì 1 Febbraio
MOBY DICK - LA BALENA BIANCA di John Huston
con Gregory Peck, Orson Welles 1956, 116’
Giovedì 8 Febbraio
L' ISOLA DEL TESORO di Byron Haskin 1950, 96’
Giovedì 15 Febbraio
L' ALBATROSS - OLTRE LA TEMPESTA
di Ridley Scott con Jeff Bridges 1996, 128’
Giovedì 22 Febbraio
LO SPARVIERO DEL MARE di Michael Curtiz
con Errol Flynn 1940, 127’
Giovedì 1 Marzo
OCEANO di Folco Quilici 1971, 71’
Giovedì 8 Marzo
DUELLO NELL'ATLANTICO di Dick Powell
con Robert Mitchum, Curt Jurgens 1957, 98’
Giovedì 15 Marzo
20.000 LEGHE SOTTO I MARI di Richard Fleisher
con Kirk Douglas, James Mason 1955, 127’
Giovedì 22 Marzo
OPERAZIONE SOTTOVESTE di Blake Edwards
con Cary Grant e Tony Curtis 1959, 154’
Giovedì 29 Marzo
L'AMMUTINAMENTO DEL CAIN di Edward Dmytryk
con Humphrey Bogart, Fred Mc Murray 1954, 125’
Giovedì 5 Aprile
CUORI NELLA TORMENTA di Enrico Oldoini
con Carlo Verdone, Lello Arena 1984, 103’
Giovedì 12 Aprile
MARINAI, DONNE E GUAI di Giorgio Simonelli
con Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello 1958, 98’

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