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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 19.53

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Maratona teatrale a Fuori luogo con la 'Trilogia del tavolino'

Domenica 16 dicembre dalle 17.30 al Dialma Ruggiero.

L'opera di Rita Frongia
Maratona teatrale a Fuori luogo con la 'Trilogia del tavolino'

La Spezia - Tre storie differenti con sostanziali elementi in comune: due attori e un tavolino, il comico, un copione che istiga all'improvvisazione, un cadavere, luci discrete, musiche assenti, la regia vorrebbe sparire. Creazioni all'impronta di tre differenti ritmi. Gli attori, seduti a un tavolino, tentano di sconfiggere la morte.
Una vera e propria maratona teatrale sulla drammaturgia di Rita Frongia attende il pubblico di Fuori Luogo, percorsi teatrali nel presente, progetto dell'Associazione Gli Scarti in partnership con Balletto Civile, associazione Scena Madre e CasArsA Teatro e in collaborazione con i comuni della Spezia, Lerici, Sarzana e Santo Stefano di Magra.
Domenica 16 dicembre al Dialma Ruggiero la scena dalle ore 17.30 sarà per tre cult a firma di Rita Frongia e diretti da Claudio Morganti: il pubblico potrà liberarmente dicidere se vederne soltanto uno o concedersi un'immersione nel mondo comico e malinconico dei due artisti.

Si parte alle 17.30 con La vita ha un dente d’oro, antica espressione bulgara che non trova corrispondenza idiomatica nella nostra lingua e che pare fosse utilizzata per alludere al fatto che in tutto ciò che è vero c’è sempre un artifizio, una menzogna. Uno spettacolo di “archeologia teatrale” con la regia di Claudio Morganti che vede in scena Francesco Pennacchia e Gianluca Stetur (produzione Esecutivi per lo Spettacolo/ Gli Scarti con il sostegno di Regione Toscana/Teatro il Moderno di Agliana).

Si continua alle ore 19,00 con La vecchia, commedia “malinconica” per attori in ascolto (e audaci), regia e drammaturgia Rita Frongia con Marco Manchisi e Stefano Vercelli, produzione ArtistiDrama per parlare di “quello che tu capisci” che rende omaggio alle parole di Rimbaud e di Gioachino Belli.

Si finisce alle ore 21.15 con Gin Gin, commedia con dramma in penombra con Angela Antonini e Meri Bracalente, drammaturgia e regia di Rita Frongia (produzione Esecutivi per lo Spettacolo/ Artisti Drama con il sostegno di Regione Toscana/ArtistiDrama/Armunia/TeatroDueMondi).

Tre lavori per scoprire e approfondire un percorso drammaturgico fato di rigore e di indubbio fascino proposto nell'ambito di una rassegna “fuori misura” - che per la prima volta coinvolgerà, oltre alla Spezia, anche i comuni più grandi della provincia – dal titolo Il golfo (è) dei poeti!

Il progetto di rete Fuori Luogo VIII edizione è sostenuto da Compagnia di San Paolo (come maggior sostenitore) nell’ambito dell’edizione 2018 del bando Performing Arts. Altri enti sostenitori del progetto sono: Ministero dei Beni Culturali, Regione Liguria, Isforcoop Liguria, Reclip – Rete del Contemporaneo Piemonte Liguria e Fondazione Carispezia (nell’ambito del bando “call for crowdfunding”).

Info: Centro Dialma Ruggiero, Via C. Monteverdi 117, La Spezia 375-57 14 205 / 0187-713264 prenotazioni@fuoriluogoteatro.it
Prezzi: Studenti scuole superiori: 5€ - Under 30: 10€ - Iscritti Scarti Factory: 8€
Intero: 15€
Carnet 8 spettacoli Fuori Luogo* Studenti scuole superiori: 35€ - Under 30: 64€ - Intero: 80€


Ore 17.30 – La vita ha un dente d’oro
con Francesco Pennacchia e Gianluca Stetur
drammaturgia Rita Frongia
regia Claudio Morganti
produzione Esecutivi per lo Spettacolo/ Gli Scarti
con il sostegno di Regione Toscana/Teatro il Moderno di Agliana

Uno spettacolo di archeologia teatrale.
Alle origini del gioco. Il gusto ed il piacere della vera finzione. Quella autentica. Quella che privilegia il gioco e la santa idiozia. La fede nell’arte del fallimento. Insomma, signori, potrete vedere due attori. Certamente il gradino più basso dell’umanità, ma pur sempre due persone, due esseri, e noi ne abbiamo individuato due esemplari apparentemente ancora in buono stato. Venite a vedere di cosa sono capaci! Di quale profonda ed inarrivabile stupidità sanno farsi carico! Come sanno attrarsi e distrarsi, precipitare dalle vette del sublime al buco nero del marasma più ingovernabile! (Claudio Morganti)
“La vita ha un dente d’oro” è un’antica espressione bulgara che non trova corrispondenza idiomatica nella nostra lingua. Pare venisse utilizzata per alludere al fatto che in tutto ciò che è vero c’è sempre un artifizio, una menzogna, un’alterazione d’organi. Ma è anche vero che le cose, a volte, sono proprio come sembrano. Commedia primitiva con cadavere al presente. (Rita Frongia)

Ore 19.00 – La vecchia
regia e drammaturgia Rita Frongia
con Marco Manchisi e Stefano Vercelli
produzione Artisti Drama

Questo spettacolo parla di quello che tu capisci.
Parla del senso nefasto della Vecchia con le parole di Rimbaud e il romanesco di Gioachino Belli.
Parla quando si può, ma è dove non si può dire che nasce una risata, lì dove il linguaggio trova un limite. È oltre il limite del risaputo che trattiamo un’umanescenza che si rivela fragile, minata dalla ripetizione, dal giorno cui ne segue un altro e un altro. E la mattina ci si sveglia con lo stomaco ritorto da un’idea di vita che non si fa realtà.
Due uomini dividono un tempo alla ricerca dei tempi, dell’istante, di quel tratto che rivela.
Una commedia malincomica per attori in ascolto (e audaci).

Ore 21.15 – Gin Gin
con Angela Antonini e Meri Bracalente
drammaturgia e regia Rita Frongia
produzione Esecutivi per lo Spettacolo/ Artisti Drama
con il sostegno di Regione Toscana/ArtistiDrama/Armunia/TeatroDueMondi

Una mala parola e un malo pensiero ha attecchito su uomini e donne che avremmo detto buoni. Lo dicono i corpi, i volti, le chiacchiere, i silenzi. Dove prendiamo le parole che diciamo? La chiacchiera si realizza in un ampio spettro di movimenti drammatici, è come un fiume di montagna, trascina detriti, eventualmente un cadavere ma scorre anche acqua fresca. Fare dei ritratti della chiacchiera. E gin. Bevono gin.
Le attrici recitano la parte di due sorelle. Una canta nei night club e l’altra vende cagnolini di stoffa fatti a mano. La madre, il night, le storie da bambine, il cinema, la politica, la chiacchiera è scossa da rivelazioni involontarie, da attriti imprevisti, tagli che si incuneano in un buio che un fondo ce l’ha ma non si vede più. In questa commedia con dramma penombra non può mancare il terzo cadavere. E così sia. GinGin è una commedia con dramma in penombra.


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