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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Ottobre - ore 18.39

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Madri e figli, un viaggio etnoantropologico

Ottava edizione della rassegna organizzata al Museo Podenzana. Baliatico, morti senza battesimo e scenari andini al centro delle conferenze.

l'iniziativa
Madri e figli, un viaggio etnoantropologico

La Spezia - Il rapporto tra madre e figlio sarà il fil rouge dell'ottava rassegna dedicata alla ricerca antropologica dal Museo Etnografico 'Podenzana' della Spezia, al 156 di Via Prione. Il tema prescelto sarà indagato nelle sue forme e consuetudini, nei suoi rituali 'di protezione', dall'antichità all'epoca moderna.

Mercoledì 17 ottobre alle 17 Rossana Piccioli, studiosa di etnografia e folklore e curatrice della rassegna, ripercorrerà la lunga storia del baliatico, la pratica di affidare i neonati a nutrici surrogate. caratteristica comune nelle società e nei periodi storici in cui i decessi infantili e le morti di parto erano elevatissimi. Uno studio attraverso le fonti storiche che analizza il complesso rapporto fra la donna e il proprio figlio in un arco temporale amplissimo, alla costante ricerca di un equilibrio fra affetto materno, disponibilità di risorse e controllo delle nascite, che non di rado prevedeva anche il ricorso alla pratica dell'infanticidio.

Giovedì 18 ottobre alle 17 Fabio Casalini, coautore del libro 'Mai vivi, mai morti', prenderà in esame un aspetto poco noto ma di grande interesse antropologico, cioè quello dei bambini morti senza battesimo, tema che ha coinvolto fortemente la teologia cattolica e che si lega anch'esso a periodi di alta mortalità neonatale, quando madri, padri e piccole comunità montane del Piemonte, della Val d'Aosta e del Trentino si affidavano al rito della 'doppia morte' praticato nei cosiddetti Santuari a répit, diffusi soprattutto oltralpe. Lunghi e disperati viaggi verso i luoghi sacri, dove i santi intercessori o la Vergine permettevano la temporanea 'rinascita' del piccolo defunto, giusto il tempo di ricevere i sacramenti e sfuggire cosi alla temuta prospettiva del limbo.

Venerdì 19 ottobre alle 17, infine, l'antropologa Maria Molinari, di Parma, tratterà della vita quotidiana della donna nelle piccole comunità di montagna Acopalca e Yacya, nella Cordigliera Negra nelle Ande peruviane. Frutto di un accurato lavoro sul campo. l'indagine affronta il tema della riproduzione, con riferimento alle curatrici e alle pratiche legate al parto e al puerperio della donna huarina. fortemente legata al 'paesaggio sacro' e alle tradizioni della propria terra. La rassegna, a ingresso libero, si chiuderà con immancabile buffet al termine del terzo incontro.

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