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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Agosto - ore 16.06

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Le opere di D'Anteo e Prevedello schiudono la casa-studio di Argenti

A Migliarina un luogo suggestivo che conserva centinaia di opere del musicista spezzino che amava anche le arti visuali. I due artisti si fanno posto fra le opere e lo spazio neutro si riempie gettando nuova luce sulla ricerca dell'ospite assente.

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Le opere di D'Anteo e Prevedello schiudono la casa-studio di Argenti

La Spezia - Un'amena scalinata d'accesso, lo sguardo fugace e la certezza di non aver sbagliato posto. Via del Canaletto, 368, vuol dire tutto e vuol dire niente, specialmente per chi non ha idea della toponomastica spezzina e viene dalla parte opposta della città. Ma è esattamente a quel numero civico, sul limite ideale dei quartieri di Migliarina e Favaro, che si aprono le porte dell'appartamento-studio che fu di Manlio Argenti. Ed è proprio qui, nella periferia cittadina ma in un luogo denso di carica emotiva, che s'incontrano gli stili di Lorenzo D'Anteo e Fabrizio Prevedello: Argenti non c'è più ma in quella casa trascurata risiede, è proprio il caso di dirlo, un'esistenza artistica impressionante: l'eccessiva, ingombrante e persistente quantità di quadri e sculture dell'Argenti affiora da ogni parte.
In questo luogo disabitato, D'Anteo e Prevedello introducono due lavori a testa che trovano incastri perfetti tra le riposte opere d'arte dell'Argenti. "Lo spazio "neutro" - si legge nel catalogo -, in quanto occupato unformemente dalle opere accatastate alle pareti o stipate nelle scansie, accoglie i quattro corpi estranei, distribuiti uno per stanza con l'ambizione di gettare nuova luce sulla ricerca artistica dell'ospite assente e di permetterci di osservarlo con uno sguardo inedito, fresco, ristoratore". Il dialogo tra D'Anteo e Prevedello, ha trovato sponda nella curatrice Francesca Cattoi, negli scatti fotografici di Roberto Marossi, nella grafica di Andrea Cardelli. L'omaggio ad Argenti nasce dalla lunga frequentazione di D'Anteo del maestro anziano, vicini di casa per una vita intera; mentre per Prevedello l'esperienza diventa un modo per confrontarsi con un luogo carico di memoria e con un corpus di opere che seppur a lui estranee, sente trascursate.

In Via del Canaletto, 368, Manlio Argenti, spezzino del '19 e scomparso otto anni fa, ha trascorso la sua vita, con la moglie Valda e il figlio Walter. Nonostante venga dalla periferia Argenti è annoverabile come uomo di mondo: la sua professione di musicista gli ha infatti permesso di girovagare molto con l'Orchestra che porta il suo stesso cognome, per teatri e sale da ballo. Ma accanto alla musica, nella sua lunga esistenza, ha sempre tenuto un posto importante per la pittura e la scultura. Diversamente dalla musica, che svolge come professionista, l'arte resta una sua passione costante che pratica con instancabile prolificità e determinazione. Poco importa il valore del lavoro realizzato: la quantità delle opere e la sua assidua frequentazione dei circoli culturali e nella gallerie cittadine fa sì che sia stato riconosciuto fra le menti creative della città, cui donò un centinaio di opere nel 2005, in occasione di una retrospettiva alla Palazzina delle Arti.
L'anima dell'Argenti aleggia per queste stanze anguste, che rispecchiano una vita modestra, ma segnata dall'arte. "L'assenza di comunicazione cui allude il Blue Black - si legge ancora nel cataologo -, carta pubblicitaria incollata al contrario nell'opera di Prevedello, risponde alla babele di linguaggi messi in gioco da Argenti, mentre la scultura lascia una debole traccia in gesso che si cancellerà al passaggio umano", aggiungendo segni ai segni già presenti nello studio e dialogando con manufatti di altri materiali del "padrone di casa". Per D'Anteo, d'altro canto, era l'occasione per chiudere una serie di lavori dedicati agli interni: i suoi disegni a carbonciono sottolineano una volta di più quel senso di trascuratezza che aleggia (e odora), qui e negli spazi circostanti. Si definiscono, comprensibilmente, degli "intrusi fortunati", che mettono le mani all'interno dello scrigno dell'Argenti, fra ricordi e polvere, affetti e miserie, tanto da poter selezionare perfino le copertine per la pubblicazione. La mostra è in visione, su appuntamento, sino alla fine di marzo: per poterla visitare scrivere a Francesca Cattoi (francescacattoi@gmail.com).

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Le opere di D'Anteo e Prevedello schiudono la casa-studio di Argenti
Le opere di D'Anteo e Prevedello schiudono la casa-studio di Argenti


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