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La storia di Palazzo Crozza: dal 1890 ad oggi

La famiglia tortonese che lo volle costruire si trasferì alla Spezia nel 1815. Da palazzo nobiliare al passaggio alla Cassa di Risparmio prima della trasformazione in biblioteca. Miracolato dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale.

i due ubaldi
La storia di Palazzo Crozza: dal 1890 ad oggi

La Spezia - Forse non tutti sanno che l’edificio fu costruito dalla nobile famiglia Crozza, trasferitasi da Tortona (Alessandria) alla Spezia dopo il 1815. Il progetto fu redatto dall’architetto Carlo Piaggio, secondo gli indirizzi del Piano Regolatore del 1860, e i lavori furono ultimati nel 1890. Si tratta di un edificio del tardo neoclassico ligure, con un’elegante facciata principale scandita con lesene, cornici e timpani in rilievo che si succedono a ritmo regolare e arricchita da un balcone marmoreo al piano nobile in corrispondenza del “salone da ballo” affrescato da Cesare Agretti e Annibale Brugnoli, oggi adibito a sala di lettura. Le altre facciate presentano le medesime decorazioni della principale, dipinte con effetto a rilievo e giochi d’ombre. All’interno l’elegante e sontuoso atrio d’ingresso presenta quattro colonne con lesene alle pareti, apparentemente in marmo bianco di Carrara, in realtà realizzate in muratura, abilmente intonacate e dipinte come il vero marmo apuano. Dall’atrio un’ampia scala con gradini in marmo e ricca ringhiera in ferro battuto, si biforca su due rampe laterali fino al piano nobile. Il piano rialzato, con soffitti completamente decorati, presenta ancora i pavimenti originali; nell’ingresso sono a scacchiera a riquadri di marmo bianco Carrara e grigio bardiglio alternati; nelle sale laterali i pavimenti originali sono a mosaico gettato in opera, detto alla genovese. Il piano nobile presenta tutti i soffitti completamente affrescati dai perugini Cesare Agretti, padre del prof. Luigi e Annibale Brugnoli. Di notevole valore artistico il soffitto del vano scala (6,70 x8,50) firmato da Agretti e Brugnoli e il soffitto del salone di lettura (6,70 x8,50) diviso in 13 scomparti geometrici e un ottagono centrale firmato dal solo Brugnoli 1891. Gli affreschi del salone di lettura sono stati restaurati nel 1981 dal pittore Tiziano Triani di Pontremoli e le travature sono state rinforzate con imbrigliatura con tiranti nelle parti di cedimento e relativa stuccatura. L’edificio è costituito da quattro piani: al piano rialzato e al primo piano sono collocate le sale di lettura; al piano seminterrato e al secondo piano, sottotetto, sono situati gli archivi e i vani tecnici. Nel piano sottotetto, un tempo soffitta, sono ancora presenti alcuni pavimenti originali in mattonelle esagone o quadrate di cemento a colori alternati e altri in esagonette di gres rosso d’epoca detti “di Ponzano”.

Sul retro di Palazzo Crozza si trovano la “sala romana” e l’ex Museo Formentini, in origine scuderia per i cavalli, stalla, fienile e magazzini, e il cortile di collegamento; un tempo tale edificio fu sede dei “pompieri” comunali e successivamente degli uffici del Dazio. Alla fine dell’800 la Palazzina fu ceduta dalla famiglia Crozza alla Cassa di Risparmio, di cui per anni costituì la sede. Il primo settembre 1898, la Giunta Municipale, accettando di prendersi carico della donazione di tutti i volumi raccolti dalla Società d'Incoraggiamento per l'educazione morale-industriale e di quelli pervenuti dalle soppresse librerie conventuali, dà di fatto vita alla più antica biblioteca civica presente in città, che aveva prima sede provvisoria nelle due sale al piano terra dell’antico Teatro Civico (lato via Carpenino). Il vertiginoso fenomeno di espansione che ha portato alla nascita della città industriale è già in gran parte avvenuto, e ben presto i vecchi, angusti locali di Via Carpenino sono decisamente insufficienti per sostenere la crescente frequentazione di studenti e studiosi, e per la gestione dei volumi che in breve superano i 25.000. Nel 1906 la Cassa di Risparmio affitta la palazzina al Comune della Spezia che vi trasferisce la Biblioteca Civica e il Museo, dando alle due Istituzioni una sede più comoda e più prestigiosa. Palazzo Crozza diviene proprietà comunale alla fine del 1923, con una permuta che dava alla Cassa di Risparmio l’edificio di corso Cavour, allora civico 6, di proprietà comunale, attualmente sede della banca e affacciantesi su piazza Beverini.

La nascita della prima Biblioteca Civica della città vede protagonista Ubaldo Mazzini, studioso, giornalista e poeta dialettale spezzino, il quale, pur tra iniziali opposizioni, è nominato primo direttore della Biblioteca, a lui intitolata dopo la sua morte.
Una lapide posta, all'interno, sopra il portone di ingresso, ricorda l'avvenimento: "A ricordare che nell'anno MDCCCCVI il Municipio Sindaco Luigi De Nobili dava alla Biblioteca ed al Museo migliore assetto e nuova sede".
Quasi venticinque anni durò la direzione instancabile di Mazzini, durante i quali la biblioteca si arricchì oltre che della sua donazione, dei lasciti di A. Carletti, F.Federici, L. Viale, A.Zanghini, ma soprattutto di quello, eccezionalmente consistente, del conte Sforza di Montignoso, illustre storico e letterato.
Nel 1923 la direzione passa ad un altro Ubaldo, altro eclettico, accademicamente titolato in Storia e Storia dell’Arte, insigne esperto in studi lunigianesi: Ubaldo Formentini, destinato per la sua formazione personale e per le aspettative del mondo culturale cittadino a proseguire sulla strada segnata dal suo predecessore, cui lo legava anche una lunga collaborazione.
La reggenza di Formentini coincise con gli anni difficili della cultura italiana dominata dalla dittatura fascista, il cui effetto fu un ristagno delle attività.
Durante la seconda Guerra Mondiale Palazzo Crozza viene miracolosamente risparmiato dagli atroci bombardamenti che colpirono la città, salvaguardando così le ricche e preziose raccolte librarie che conservava, tranne alcune migliaia di volumi sfortunatamente trasferiti nella Chiesa di San Carlo a Borghetto Vara, questa sì purtroppo bombardata.

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