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La potenza di Danio Manfredi protagonista a 'Fuoriluogo'

La Spezia - Per la prima volta a La Spezia uno dei maestri del teatro italiano, punto di riferimento per tutti quelli che conoscono il suo lavoro: Danio Manfredini, talento brillante e irregolare, outsider che ha ben distillato la lezione di Grotowsky ed Eugenio Barba, capace di guardare dai margini e senza retorica il mondo degli esclusi.
Giovedì 2 e venerdì 3 febbraio l’Auditorium Dialma Ruggiero ospita il potente e spietato Tre studi per una crocifissione, trittico sull’emarginazione ispirato all’omonima opera pittorica dell’inglese Francis Bacon.
Al centro dello spettacolo tre “ritratti di figure del nostro tempo, derelitti che in piccola o grande misura ci rispecchiano”: un malato psichiatrico per raccontare la dimensione della solitudine e dell’isolamento, un transessuale (ispirato a Un anno con tredici lune di Rainer Werner Fassbinder) per esprimere «il bisogno d’amore e di calore che tutti abbiamo», un clandestino (“rubato” a La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès) per raccogliere il senso di esclusione e di estraneità. Una partitura di straziante precisione fatta di gesti, parole e azioni dove “il vero crocifisso è l’attore che accetta di attraversare queste tre passioni”.
Poesia purissima, delicata, perfetta: I personaggi – spiega Manfredini - mostrano nell'evidenza del loro dolore, nell'impossibilità di nasconderne i segni, nella loro disperata euforia, le ferite nascoste dell'esistenza.
Lo spettacolo è inserito nella rassegna Fuori Luogo, ideata e promossa da Scarti, CasArsA Teatro e Balletto Civile - con il sostegno di Istituzione per i Servizi Culturali, Presidenza della Regione Liguria, Consulta Provinciale degli Studenti, Associazione “Roberto Castagna”.

Danio Manfredini, milanese, si è formato con César Brie e Iben Nagel Rasmussen, è cresciuto nell’ambiente dei centri sociali, ha lavorato a lungo anche in strutture psichiatriche.
Nel corso di quasi vent’anni ha prodotto rari e preziosi spettacoli, mai sviliti da lunghe tournèe, costruiti attraverso un feroce lavoro su di sé, un maniacale perfezionismo, una grammatica drammaturgica e gestuale complessa e raffinata ma di immediata comunicatività ed efficacia: tra di essi, La crociata dei bambini da Brecht (1984), Miracolo della rosa da Genet (1988), La vergogna (1990), Tre studi per una crocifissione (1997), Al presente (1999), più scopertamente autobiografico. Lavora negli ultimi anni con il Teatro Valdoca.
Il suo non è solo teatro, o meglio la scoperta - quasi il "miracolo" - di uno dei teatri possibili. E’ pittura, perché nei suoi gesti minimi e ineluttabili si condensano insieme la traiettoria della mano che traccia il segno e il segno stesso. E’ danza, nel ritmo e nella concatenazione dei movimenti, nell’occupazione dello spazio. E’ poesia, nella riflessione sulla marginalità e sul diverso che costituisce forse il filo rosso di tutto il suo percorso: sofferta e mai esibita, che rifugge da ogni sentimentalismo e banalità.
Li mostra di rado, i suoi spettacoli, perché sono viaggi nell’amore e nel dolore, scavi dentro di sé e dentro la propria ricerca dell’altro, e avvilirli nella routine delle repliche e delle tournée sarebbe un inutile spreco, quasi un oltraggio.



Auditorium Dialma Ruggiero
ore 21 - 12 € intero e 10€ ridotto (under30)
Venerdì 27 gennaio 2012 alle 10:33:40




























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