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Ultimo aggiornamento: Domenica 28 Febbraio - ore 22.13

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La nuova creatura di Paolo Asti nel cuore della città: "Startè sarà uno spazio contemporaneo"

L'ex assessore concretizza una vecchia idea: in Piazza Europa sorgerà un luogo che sarà un po' galleria d'arte, un po' sala riunioni e co-working: "Manca un posto di questo genere, la discriminante sarà la qualità".

pronto a marzo
Paolo Asti

La Spezia - Si chiamerà Startè e sorgerà al mezzanino del palazzo che ospita da decenni la sede della Camera di Commercio della Spezia, oggi Camera di Commercio delle Riviere. Startè, l'associazione culturale fondata da Paolo Asti negli anni 10, sarà quindi uno spazio multidisciplinare che promuoverà la cultura e l'arte. Quello che oggi è un cantiere, fra un paio di mesi, ospiterà non soltanto la sede dell'associazione ma proverà a diventare protagonista delle iniziative culturali della città. Smessi i panni di assessore dopo tre anni, Asti non ha perso tempo e si è messo alla ricerca di un luogo che potesse ospitare le idee che aveva in mente: "Ho ripreso un vecchio progetto in mano: cinque anni fa avevo pensato, dopo un decennio di eventi in Italia e nel mondo, di impegnarmi con Startè con un'attività più legata alla città. Questo luogo dovrà diventare una sorta di palestra della mente, qualcosa che a ben guardare manca in una città capoluogo come la nostra. Ho avuto la fortuna di trovare questo spazio: con Startè, che qui avrà il suo quartier generale, ci sarà l'archivio Caselli, le attività dell'Associazione Amici del Jazz e altre iniziative che via via sorgeranno".

Parliamo di circa 150 metri quadrati, che saranno ammodernati e allestiti secondo un gusto contemporaneo, come del resto è la proposta: ci sarà una reception, una sala riunioni da quaranta posti che potrà ospitare presentazioni di libri, incontri con artisti, approfondimenti legati alla musica: "Non concerti ma magari un musicista potrà spiegare l'uso di uno strumento. Ascoltando pezzi di musica e capendo le differenze, l'appassionato potrà andare ad un concerto con più consapevolezza. Così con l'arte e tutto ciò che è contemporaneo: mi viene in mente che uno specialista potrebbe spiegare come si restaura un'opera d'arte, una carta" - ha aggiunto Asti, che fra le altre cose è direttore commerciale del Giornale dell'Arte. "Uno spazio aperto, perché in città non c'è un luogo di queste dimensioni per conferenze stampa, per collegamenti e riunioni video, visto che avremo uno schermo 70 pollici, collegato alla wi-fi". Una parte espositiva per mostre di medie dimensioni, una sala di consultazione con all'interno una libreria d'arte che potrà fungere da sala studio per gli associati: "E anche una working room per professionisti che per un tempo limitato hanno bisogno di un posto per lavorare, ricevere persone. Il mondo sta cambiando e questi spazi sono sempre più richiesti".

Ogni stanza sarà dedicata ad un artista: "La sala riunioni sarà intitolata a Giuseppe Caselli visto che c'è l'archivio. Magari ce ne saranno altri. Perché questo dovrà essere un luogo all'avanguardia che mai dovrà dimenticare la memoria del passato". Esisterà un rapporto con le istituzioni locali, magari per progetti da portare avanti insieme: "Non ho mai chiesto soldi pubblici nè patrocini. Non credo di dover fare cose di questo tipo. Avendo un'esperienza amministrativa alle spalle ho potuto verificare come un'organizzazione privata o anche associativa sia ben diversa, certamente più flessibile. Questo progetto non ha steccati che non siano la qualità. E mi fa piacere che molti amici della cultura stanno aderendo al progetto: evidentemente l'idea è piaciuta, anche perchè risponde a delle esigenze pratiche. Noi faremo quelle cose la sera, quando le persone escono dal lavoro, dando una risposta che altri non possono dare.

Una mostra d'arte, una fotografica oltre a presentazioni sono i primi vagiti del progetto per il 2021: "Il programma è in elaborazione e sarà condiviso con i soci sostenitori". Fra loro ci sono professionisti, medici, imprenditori. Nomi più o meno noti. Gente che ci crede, insomma: "Molti hanno aderito con un contributo economico senza nemmeno vedere gli spazi. Ci saranno due modi per dare una mano: con una quota associativa atraverso una piattaforma che stiamo predisponendo e come socio sostenitore. Qui avrà spazio anche la sede italiana dell'istituto universitario di cui sono presidente onorario in Cina". Tutto molto bello ma può reggere in una città come Spezia? Come farà a diventare un punto di riferimento per i collezionisti 'da galleria' visto che non siamo a NYC o a Milano? "Porterò professionisti e la forza sarà la qualità dell'offerta. E un altro aspetto determinante è che sarà uno spazio attivo: se qualcuno ha un'idea io ci sono, pronto ad ascolare ed eventualmente appoggiare".

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Una delle stanze del futuro Startè


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