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La Via crucis 'online' di Rangoni

La Via crucis 'online' di Rangoni

La Spezia - Non solo opere d’arte del passato, ma anche testimonianze contemporanee nelle “pillole d’arte” che la sezione di Sarzana del Museo diocesano ha proposto (ed ancora continua a proporre) nella duplice circostanza della Pasqua e della chiusura materiale del Museo stesso. In occasione del Venerdì Santo (ma ovviamente la “pillola” si può apprezzare ancora adesso) è stata infatti presentata la “Via Crucis” dell’artista sarzanese Paolino Rangoni. A cura della direttrice Barbara Sisti è stato realizzato un breve filmato di circa un minuto (la “pillola”, appunto, simile alle altre della serie) diffuso attraverso le pagine social di Facebook e di Instagram, e il canale YouTube. Su Facebook la pagina da ricercare, aggiornata ogni giorno, è “Museo diocesano Sarzana – Museo d’arte”. Il filmato è stato realizzato, come gli altri, in collaborazione con la cappella musicale “Ferdinando Maberini” della basilica concattedrale di Sarzana. Paolino Rangoni è nato a Genova e ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli. All’Accademia di Belle Arti di Carrara ha conosciuto, tra gli altri, gli artisti Gian Carozzi, Rodolfo Ceccotti e Walter Tacchini. Nel 1999 fondò insieme a Graziano Dagna il movimento neo–naturalista in Liguria. Il ciclo pittorico della “Via Crucis” presenta una testimonianza di fede profonda nella quale la paura, l’emarginazione e la sofferenza di Gesù raggiungono la piena espressività nell’interpretazione dei soggetti sacri. Di rilievo, in particolare, sono le scene corali, nelle quali i corpi interagiscono tra loro con una forte presenza scultorea, nella gestualità delle figure e nelle loro espressioni. Le atmosfere “fuori dal tempo”, a loro volta, fanno emergere una forte drammaticità. Le tele della “Via Crucis” sono state donate nel 2012 al Museo diocesano della diocesi di Vicenza, dove si trovano tuttora. Il cospicuo numero di disegni preparatori, veri e propri studi, è invece conservato nello studio dell’artista, a Sarzana. L’anno scorso, tali studi sono stati esposti al pubblico all’interno dell’oratorio di Santa Croce, in occasione del percorso espositivo “Nel segno della Croce”. Come è stato osservato, l’opera artistica di Rangoni rimanda alla pittura di Masaccio, di Piero della Francesca e di Caravaggio.

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