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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Ottobre - ore 23.40

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La Mazzini riapre, meno libri e orari più flessibili

Palazzina Crozza rinasce con impianto antincendio, ascensore, videosorveglianza e internet. Ma 30mila volumi sono esuli a Modena per mancanza di spazio. Solo due i bibliotecari, Asti: "Se la priorità è la sicurezza, si assumono agenti municipali...".

entro fine anno
La Mazzini riapre, meno libri e orari più flessibili

La Spezia - Dal di fuori la stessa elegante dimora ottocentesca con affreschi, marmi, scalinate e stucchi. Ciò che l'occhio non vedrà di primo acchito sono i nuovi impianti che portano la Palazzina Crozza nel ventunesimo secolo. Un'opera di restauro e ammodernamento che doveva durare otto mesi nei progetti. Invece alla fine saranno passati quasi tre anni e mezzo quando il portone della Biblioteca Mazzini sarà di nuovo riaperto. Con una sorta di preview attesa per il 3 dicembre, per la celebrazione dei 150 anni dalla nascita di Ulbado Mazzini, poeta dialettale, storico ed erudito della vecchia Spezia.

"E' stato un lavoro corposo iniziato nel luglio del 2015 con la prospettiva di terminare il tutto entro la primavera successiva. I tempi si sono dilatati a causa delle difficoltà tecniche di mettere mano a un edificio storico. Quello che si è ottenuto è un adeguamento alle norme antincendio, un restauro conservativo, l'installazione di un ascensore e di un impianto di videosorveglianza. La Mazzini rinasce anche con un impianto informatico che mancava", ha illustrato oggi l'assessore Luca Piaggi alla commissione cultura presieduta da Marco Frascatore. E' stato il commissario Massimo Lombardi a chiedere di fare il punto della situazione visto il protrarsi dei ritardi. I tempi si sono dilatati di sette volte, non così tanto i costi per fortuna. L'importo complessivo approvato era di 1.370mila euro, mentre ad ora la cifra è di 1.582mila euro.

Questo ha mosso Piaggi e il collega Paolo Asti a un sopralluogo avvenuto questa mattina. Mancano ancora i filtri per abbattere i decibel del locale caldaie, già ordinati e attesi entro sessanta giorni in consegna. "I 140mila libri della collezione sono stati prelevati e accomodati in un archivio apposito durante i lavori - ha spiegato all'assessore alla cultura - Ad oggi ne sono stati risistemati 110mila. Il fatto è che l'installazione dell'impianto antincendio, necessariamente a gas, ha fatto perdere una fila di scaffali e quindi limitato lo spazio per i tomi".
La selezione dei libri da riportare al loro posto è stata coordinata da Marzia Ratti, dirigente dei Servizi culturali. "Abbiamo scelto in base alla preziosità dei volumi, al tema trattato, con particolare attenzione alla storia locale - spiega - e anche alla frequenza di consultazione che ci risultava dallo storico". Le stupende cinquecentine sono tornate ovviamente al loro posto così come la collezione dei quotidiani che parte dall'Ottocento. Gli altri 30mila esuli sono in un magazzino a Vignola, in provincia di Modena, in attesa di una sistemazione. In ogni caso potranno essere richiesti dagli utenti, contando un minimo di preavviso per permettere di trasportarli dall'Emilia alla Spezia.

La riapertura avverrà quindi con tutta probabilità tra dicembre 2018 e gennaio 2019. Cambieranno gli orari, più flessibili ma probabilmente anche più ristretti e calibrati sulle abitudini degli studenti (meno propensi ad arrivare la mattina presto e pronti a prendere posto dopo la campanella dell'una). I bibliotecari rimasti sono solo due in servizio, i vecchi vanno in pensione e il turnover non è previsto. "Nuove assunzioni? I fondi sono limitati, lo stimolo deve partire dalla cittadinanza oltre che dalla politica - illustra Asti - Certo che se il problema più sentito è la sicurezza, allora l'indicazione è di andare a rinforzare le fila della Polizia Municipale piuttosto che quella dei bibliotecari. Io in ogni caso penso che il volontariato per il mondo della cultura, che già esiste e funziona in altre città, possa e debba diventare anche alla Spezia una realtà".

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