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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Luglio - ore 14.18

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L'epopea di Muhammad Ali suonata da Roy Paci e Remo Anzovino

I due musicisti hanno portato sul palco del Festival internazionale del jazz della Spezia il progetto "Fight for freedom", colonna sonora del documentario di Emanuela Audisio.

L´epopea di Muhammad Ali suonata da Roy Paci e Remo Anzovino

La Spezia - Le battaglie per i diritti, l'epica e le vittorie. Roy Paci e Remo Anzovino hanno racchiuso tutta la grandezza di Muhammad Ali nel progetto “Fight for freedom”, suonato live ieri sera in piazza del Bastione sul palco del Festival internazionale del jazz della Spezia in un omaggio a tratti emozionante ad una delle più influenti figure del Novecento.
Un'esibizione tutta strumentale, che dal jazz ha estrapolato improvvisazioni e chiari riferimenti alla cultura afroamericana di cui Cassius Clay è simbolo senza tempo, passando da sonorità funky anni Settanta a ritmi in levare da gruppo ska degli albori. Merito anche di una formazione eccellente, formata da Vito Scavo, John Lui, Pino Saracini e Mylious Johnson, che ha ottimamente supportato il pianista e compositore friulano e l'eclettico trombettista e cantante siciliano. Due fuoriclasse ai quali nei mesi scorsi era bastata una telefonata di pochi secondi per accettare con entusiasmo di realizzare la colonna sonora del documentario della giornalista di Repubblica Emanuela Audisio “Da Clay ad Ali. La metamorfosi”, da cui poi è stato tratto l'album “Fight for freedom”.

“Abbiamo fatto la colonna sonora senza aver visto le immagini del film – ha raccontato Anzovino – la cosa all'inizio ci ha un po' colpiti ma alla fine è diventata un punto di forza perché ci ha permesso di fare il “nostro” film attraverso la musica. E' stato un tributo ad un grande campione dello sport – ha proseguito – ma soprattutto ad un grande uomo che attraverso la boxe ha lottato per i diritti in un momento nel quale i neri non potevano andare nei cinema o prendere gli stessi autobus dei bianchi. Ci siamo riconosciuti nei suoi valori e nelle sue battaglie”. Non è quindi un caso che il pezzo forse più significativo del progetto di Roy Paci (che ha da poco pubblicato il nuovo singolo “Tira” con gli Aretuska) ed Anzovino sia proprio legato ad uno dei passaggi fondamentali nella carriera di Ali. Cioè dalla rinuncia al campionato del mondo accompagnato dalla celebre frase “Non vado in Vietnam perché i vietcong non mi chiamano negro”, fino al monumentale incontro di Kinshasa con Foreman. Un brano, “Fela power”, che in pochi minuti ha racchiuso tutti i significati sociali prima che sportivi e musicali di quella notte, raccogliendo dalla piazza spezzina l'applauso più forte in una serata impreziosita sullo sfondo dalle immagini del pugile che hanno segnato un'epoca e dal finale sulle note della struggente “I'm not leaving”.


Il festival del jazz proseguirà stasera con Branford Marsalis Quartet con Kurt Elling mentre "Fight for freedom" sarà il 18 luglio a Verrucchio.

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