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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 22.30

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L'attore Matteo Taranto: "Io alla direzione del Civico? Sarei lusingato"

Tra un impegno e l'altro CDS ha fatto una chiacchierata con l'attore che porta sempre nel cuore il Golfo dei poeti.

L´attore Matteo Taranto: `Io alla direzione del Civico? Sarei lusingato`

La Spezia - Un nome del cinema e del teatro internazionale per la gestione del Civico e potrebbe essere Matteo Taranto. Un'indiscrezione che gira per la città ma sulla quale le bocche rimangono cucite. E se l'ipotesi fosse realtà? "E' una proposta che mi lusinga ma di cui non so nulla e che mi coglie di sorpresa- racconta l'attore ai taccuini di CDS -. Per me sarebbe un incarico importantissimo, poi nella mia città, e soprattutto si tratterebbe di un ruolo di immensa responsabilità".
Matteo Taranto uno spezzino doc, che sale sui palchi prima da amatore quando ancora è adolescente e poi dallo Stabile di Genova passa al cinema, ha sulle spalle una solida carriera che quest'estate lo vedrà tornare spesso e volentieri alla Spezia. La sua agenda sarà fittissima e nei prossimi giorni andrà anche a Roma per lavorare con Luca Tornatore.
La poesia e uno spettacolo nel parcheggio sotterraneo di Piazza Europa, un incontro con Susanna Camusso e la poesia di Pasolini. A scandire i mesi estivi saranno i numerosi impegni di agosto e settembre proprio in riva al golfo. "Per me sarà un'occasione per restare qui dove sono nato e la parte migliore di questi progetti è riscoprire i grandi artisti spezzini. Tra i primi appuntamenti voglio ricordare quello che si è già svolto a Lerici con il maestro Vaccarone "Tra Lerice e Turbìa" che sarà riproposto anche a Porto Venere. Il 12 agosto ad esempio sarò a Buranco per un'iniziativa di poesia alla quale parteciperanno anche Roberto Alinghieri e chiuderà Eros Pagni che reputo un monolite del teatro, il mio maestro, uno spezzino un grandissimo artigiano del palcoscenico".
"Alla fine di settembre porterò in scena Steady Rain - prosegue Taranto -, già presentato al Dialma Ruggiero, ma in un'altra chiave, molto più underground in uno scenario unico: il sotterraneo dell'Europa Park. In America l'utilizzo di location alternative che non nascono per le rappresentazioni teatrali è consuetudine e mi sono chiesto 'perchè non farlo?'. Un'altro appuntamento importante, sempre per settembre, sarà un incontro legato al libro "Il mare capovolto" di Marco Ursano al quale parteciperà anche Susanna Camusso. Per l'occasione leggerò una poesia molto forte di Pierpaolo Pasolini".
Non avrà un attimo libero quindi Matteo Taranto quest'estate, nel mezzo però potrà "permettersi" i rituali da spezzino doc che quando è lontano gli rimangono nel cuore.
"Io sono sempre legatissimo a Spezia - racconta l'attore - perchè è qui che sono le persone che hanno creduto in me. Fin dall'inizio. Io vivo a Roma ed è una città meravigliosa, ma quando scendo a Termini non c'è l'odore di salmastro ad accogliermi. Quando non sono alla Spezia ho i miei piccoli rituali, gli stessi che mi fanno provare nostalgia quando sono lontano. Adoro andare in barca alle 4 del mattino e guardare l'alba, le Rosse e Punta Mesco. Morirei in Palmaria (ride, ndr). L'altra sera ad esempio ero a mangiare i muscoli ripieni a Cadimare".
Da spezzino che va e torna, come è cambiata la città e cosa le manca ancora? "Le manca il coraggio - prosegue Taranto - , ma credo sia una pecca tutta italiana che si sviluppa in una logica dell'accontentarsi. A questa città non manca nulla e negli anni ho visto come si stia adeguando, ha imboccato la strada giusta. Deve imparare a gestire al meglio i propri flussi è innegabile che siano stati fatti importanti passi avanti. L'auspicio è che si impari a sfruttare al meglio questa condizione senza che le bellezze di questo territorio vengano "violentate" ed è una paura che comprendo".
"E' la paura di rischiare che rallenta la possibilità di emergere - racconta - nella mia carriera se avessi dovuto rinunciare ad ogni volta che venivo rifiutato ad un provino, oggi certamente non sarei qui. Mi auguro che la mia città sia caparbia".
I giovani. Il concetto di teatro civico dei sogni. Negli anni alla Spezia è rinato anche l'amore per il teatro contemporaneo che strizzava l'occhio, in particolar modo ai giovani ma all'oggi una vera e propria scuola, paragonabile agli studi dello Stabile di Genova manca.
"I giovani vanno stimolati e fatti aprire alle collaborazioni - spiega Taranto -. Se ci sono le opportunità vanno sfruttate. Non ci sono però i grandi mecenati di una volta che vogliono investire. Sarebbe importante anche un teatro civico che mantenga la sua funzione e che allo stesso tempo abbia la capacità di saper sfruttare il teatro dei talenti senza guardare necessariamente al botteghino. E' una questione di equilibrio".

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