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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 21.30

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Il nuovo Fiorino è tornato. Più retrò e internazionale

Licenziato in questi giorni il video-clip del primo singolo estratto "Madrigale". Un salto stilistico e sostanziale per l'artista spezzino, pronto per l'uscita dell'album dopo l'estate.

Il nuovo Fiorino è tornato. Più retrò e internazionale

La Spezia - Cambiare come un bisogno, come uno status esistenziale, perché non è solo e soltanto una questione di generi. E lo sa bene Matteo Fiorino, cantautore spezzino che non ha certo bisogno di grandi presentazioni e che due anni dopo l’esordio col derivativo "Il masochismo provoca dipendenza", decide di mettere tutto in discussione, regalandosi un'alba nuova, che merita e abbisogna, consiglio sentito, di non uno ma mille concentrati ascolti. Per la pubblicazione del nuovo disco, che ancora non ha un nome ufficiale, ci vorrà ancora tutta l'estate ma Phonarchia Dischi, la nuova etichetta che ha deciso di produrlo, ha scelto di licenziare prima dell'inizio della stagione il primo singolo estratto.

Si chiama Madrigale, vanta la collaborazione di "Iosonouncane", e rappresenta soltanto uno dei break point affrontati dall'artista spezzino in questo biennio nel quale si è permesso di aprire concerti a Zen Circus, Niccolò Fabi e Giovanni Truppi, accedere alle finali di Arezzo Wave e del Premio Buscaglione, accettare. Un brano che di fatto immerge da subito l'ascoltatore nel nuovo sound di Fiorino, che abbandona lo stile retrò di un certo cantaurato classico per infilarsi in tutt'altra storia, decisamente e volutamente psichedelica, contaminata, coraggiosa. Come una composizione musicale o lirica, dal contenuto rustico e pastorale, il madrigale appunto, i portici di una Bologna a fine aperitivo fanno da eco alle riflessioni di chi vive il conflitto con una morale cattolica indotta, mutando le pulsioni in morbosità. "E così cantare controvento un madrigale significa liberare la propria parte più istintiva, senza il timore di essere giudicati, in primis da noi stessi" - spiega l'artista. Una "conversione" sana nei confronti della vita e dei suoi piccoli piaceri, fondata sulla frase simbolo della maieutica socratica: “io so di non sapere”. Un pensiero agnostico insomma permea questo nuovo singolo, nel quale Matteo Fiorino riprende il tema del blocco cattolico, già affrontato nel "Senso di colpa".

Come detto, il primo estratto del nuovo album in uscita nel 2017, vanta il featuring di Iosonouncane. Il sound space rock della canzone rivela la direzione presa da Fiorino, per l’intera produzione del disco, verso certe sonorità inglesi 70/80 e verso la black music. Uno stile più internazionale insomma. Grazie alla collaborazione con Lidio Chericoni (già noto per il progetto Shiva Bakta), il folk scanzonato dei brani si orienta verso sonorità più pianistiche, tra derive retrò di gusto honky-tonk e aperture progressive. E poi il video-clip, tutto da gustare e uscito in anteprima un mese fa per Rolling Stones (su Youtube 2mila visualizzazioni in pochi giorni), per la regia ed animazione di Bruno D'Elia "Mezzacapa" che, partendo dal messaggio anticattolico della canzone, ha ricomposto e animato in chiave surrealista alcuni ex-voto di primo Novecento, amplificando così il sarcasmo presente nel testo. “Quella di ricorrere agli ex-voto è stata una scelta inconscia, prendendo spunto proprio da quelli dipinti da Frida Kahlo, ampiamente citati nel video. Ribaltandone lo scopo fino al paradosso, in questi quadri votivi si celebrano doni mancati “per grazia ricevuta” e si sdrammatizza rimpiangendo un amore, un’insalata di mare, una pasta e fagioli mancata”, come sottolinea il regista e animatore del video.

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