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Il genio di Peter Greenaway raccontato a Nuovo

Il genio di Peter Greenaway raccontato a Nuovo

La Spezia - "L’alfabeto di Peter Greenaway". L’artista gallese raccontato in un documentario sperimentale, attraverso gli occhi della regista e compagna di vita, Saskia Boddeke. Da Domenica 12 a mercoledi 15 maggio, Cinema Il Nuovo La Spezia (via Colombo 99)
Peter Greenaway è fra gli artisti più poliedrici e visionari del cinema contemporaneo. Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, Il ventre dell’architetto, I misteri del giardino di Compton House, sono solo alcune fra le sue migliori opere in cui bellezza estetica e ricerca stilistica si incontrano.

L’alfabeto di Peter Greenaway, che sarà proiettato domenica 12 ore 21.15 lunedi 13 ore 18.15 martedi 14 ore 18.15 mercoledi 15 ore 16.30 giovedì 9 maggio alle ore 15.00, al cinema Il Nuovo, non ci viene mostrato solo il Greenaway artista ma soprattutto il Greenaway uomo, nei suoi lati più nascosti e profondi.

Il film porta la firma di Saskia Bodekke, artista, sceneggiatrice e regista olandese nonché moglie di Greenaway. Saskia Bodekke ha lavorato alla Netherlands Opera su molte opere con artisti come Dario Fo, Peter Stein e Pierre Audi e ha realizzato diverse produzioni multimediali insieme a Peter Greenaway. Le sue opere utilizzano strumenti innovativi e sperimentali, come schermi multipli e sofisticate interconnessioni fra avatar animati e attori dal vivo. L’alfabeto di Peter Greenaway è il suo secondo film dopo Rosa, a Horse drama, diretto nel 1996 insieme al marito.

Attraverso il confronto con sua figlia Zoe (detta Pip) e attraverso l’utilizzo dell’alfabeto, vengono svelate le passioni, le paure, le curiosità e le ossessioni di Peter Greenaway. Pensieri profondi e intimi che si mescoleranno a partire dalla A di Amsterdam (ma anche di Autismo, come lo incalza la figlia Zoe) alla Z, per fermarsi alla D di Death (morte) e la L di Love (amore). E poi la sua passione per l’ornitologia, la pittura e l’arte, l’ossessione per la catalogazione degli oggetti e il rapporto difficile con il padre.

La regista segue Greenaway e sua figlia nei loro dialoghi, nelle loro visite ai musei e nelle loro sessioni artistiche, alternando queste immagini a tocchi cinematografici e narrativi che sembrano essere usciti da uno dei film o delle opere pittoriche del marito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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