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Il capitello della Madonna della Scorza uscirà dai depositi museali

Completata la ripulitura del marmo che centocinquant'anni fa faceva parte della chiesa abbattuta per far posto alla nascente Viale Regina Margherita.

ecco dove verrà collocato
Il capitello della Madonna della Scorza uscirà dai depositi museali

La Spezia - Nessuno degli spezzini viventi può dire di averla vista, anche se ci sono tanti diversi documenti scritti che ne attestano la passata esistenza. La Madonna della Scorza fu abbattuta alla fine dell'800 nel contesto della metamorfosi imposta all'allora Piano regolatore con gli sconvolgimenti, anche demografici, dovuti alla costruzione della base navale. Si trovava più o meno all'altezza di quella che oggi si chiama Viale Aldo Ferrari (al tempo sabaudo Viale regina Margherita) e fu abbattuta proprio per guadagnare gli spazi adeguati a quel nuovo asse viario, praticamente identico ad oggi. Ci sono libri che ne raccontono in modo dettagliato, fra i quali "Il giallo delle colonne del Boschetto" (Edizioni Cinque Terre) ed articoli illuminanti come l'imprescindibile contributo settimanale dello storico Alberto Scaramuccia cui vi rimandiamo.

Ma la storia odierna ci porta in verità all'attualità. Perchè alcune delle parti di quella chiesa, come detto, sono già state recuperate e ricollocate in città e nei musei esistenti. A partire da quello che in passato veniva definito "ravaneto" e che fra il 1995 e il 2000, attraverso un'opera di riconoscimento ed archivizione voluta dalla dirigente Marzia Ratti, permise di recuperare una serie di marmi romani che hanno poi trovato sicura conservazione nei locali del Museo del San Giorgio, all'inizio del nuovo millennio. Idem il mosaico cementato nel vecchio Formentini, oggetto di restauro, anch'esso trasferito alla sezione archeologica del Castello. Sorte analoga ebbe la targa voluta da Napoleone ma inaugurata nel 1823 da Re Carlo Felice riportata poi in Via del Prione nella collocazione iriginaria. Qualcosa, anzi più di qualcosa, era però rimasto nei depositi dei musei civici ed ora è pronto per ritrovare la luce: si tratta di un capitello in marmo appartenente alla piccola chiesa di cui sopra, con la scritta "Comunitas Spediae" e lo stemma araldico cittiadino. E' rimasto "nascosto" nell'inventario numero 37 dei depositi dell'ex museo civico Formentini e dopo un lavoro di ripulitura l'amministrazione ha deciso di ricollocarlo. "Pensiamo di sistemarlo nell'atrio d'ingresso del Comune" - chiarisce il sindaco Peracchini.

Rimane la voglia di capirci di più, di conoscere che cosa non è ancora uscito dai depositi. Reperti in arenaria provenienti dal periodo del basso Medioevo ma anche lapidei e quindi più recenti. Importante in questi casi, la Soprintedenza ai Beni Culturali esiste proprio per questo, è riuscire ad accompagnare il recupero con una giusta ricostruzione storica di dove geograficamente questi reperti si potevano trovare e con gli sconvolgimenti bellici della città, in tanti casi diventa opera semi-impossibile.

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