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Il “Premio Montale Fuori di Casa” conferito dal web a Guya Falck

per la Sezione Poesia religiosa
Il “Premio Montale Fuori di Casa” conferito dal web a Guya Falck

La Spezia - Il Premio Montale Fuori di Casa ritorna, ancora in modalità on line, il 29 giugno quando verrà premiata, per la sezione Poesia Religiosa, la poetessa Guya Falck. La premiazione verrà messa on line su Facebook il 30 giugno a partire dalle ore 17.00; la Presidente, Adriana Beverini, la Vice Presidente, Barbara Sussi e Paolo Stefanini, responsabile della sezione fiorentina del Premio, saranno collegati on line dalla Spezia, con la casa della premiata Guya Falck in Toscana e con quella del poeta Arnoldo Mosca Mondadori a Milano. Durante il collegamento il poeta e artista, Icaro Ravasi, dedicherà una canzone a Guya Falck. A coordinare l’evento, Alice Lorgna, responsabile delle pubbliche relazioni del Premio. Guya Falck dopo la maturità classica, nel 1985, trascorre un periodo “on the road” in giro per l’Italia. Colpita nel profondo del suo animo dalla allora dilagante piaga della droga, decide di prestare servizio come volontaria in una comunità di tossicodipendenti in Canada. Tornata in Italia, si iscrive alla Accademia di Arti Applicate a Milano dedicandosi alle arti figurative e lavorando per il gallerista Cesare Nencini.

Dopo qualche mese trascorso ad Assisi ha abbandona la pittura per dedicarsi alla poesia: terminato un ciclo di studi di cinque anni all’Istituto Maieutico di Losanna, nel ’99 per la Trauben pubblica il suo primo libro, “Il volto velato” a cui seguiranno: “La pagina infinita” (Libroitaliano); “Gli aforismi del sorriso” (Arnoldo Mosca Mondadori editore); “La legge dell’attimo” (Lieto Colle 2011); “Compagna poesia” (La Vita Felice 2013); “Artò” (Lieto Colle 2014); “Il mio Vincent. La legge della bellezza” (La Vita Felice 2014); “Divoratori di pace, con Alberto Casiraghi” (La Vita Felice 2015), “L’amore vero” (2017) e “Il lupo e l’agnello” (2019). “La scelta di premiare questa poetessa per la sezione dedicata alla poesia religiosa - spiega Adriana Beverini, Presidente del Premio - deriva da una riflessione sul momento storico che stiamo passando che richiede un “più” di spiritualità”.

Cinque anni fa Papa Francesco firmava un documento che rappresenta un passo importante da parte della Chiesa nel costruire società più giuste, custodire la vita umana e tutto il creato: l’enciclica “Laudato sí, mi’ Signore, per sora nostra madre Terra” di chiaro riferimento francescano. In questo 2020 è stato indetto, sempre per sua volontà, un “anno speciale” di anniversario di questa enciclica a partire dal 24 maggio 2020 (sino allo stesso giorno del 2021) per spiegare
al mondo intero l’importanza di quello che- a ragione- è stata chiamata un’ecologia integrale. La nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede infatti una “conversione ecologica”, un “cambiamento di rotta” affinché l’uomo si assuma la responsabilità di un impegno per “la cura della casa comune” “in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, ma anche la gioia e la pace interiore risultino inseparabili".

Anche il Premio Montale Fuori di Casa ha voluto prendere atto di questo importante messaggio che Papa Francesco e la Natura sconvolta dal Covid-19 ci mandano e lo fa a suo modo, assegnando un Premio per la poesia Religiosa ad una poetessa che ha fatto una scelta di vita in cui al centro sono l’amore per la poesia e per la Natura: Guya Falck. Esponente di una delle famiglie più conosciute di Milano, dopo aver passato una sua personale saison a l’enfer, per dirla con Rimbaud, ha deciso di andare a vivere lontano dalla città e dal suo rumore di fondo, in un’azienda agricola della campagna toscana a contatto con la Natura e “i sereni animali che avvicinano a Dio”. Lontana dal frastuono del mondo,
finalmente in ascolto di sé stessa, è così giunta alla poesia e ad una profonda riflessione mistica: una palingenesi, una vera e propria rinascita totale di cui anche il nostro mondo avrebbe tanto bisogno. Nella silloge “La legge dell’attimo” del 2011 prefata dal poeta critico letterario Maurizio Cucchi, si avverte, come egli scrive, già dalle prime pagine un sentimento di incompiutezza, di caducità, ma anche l’aspirazione a un ordine più alto che l’autrice trova nella fede in Dio “...direi che la vita è respiro/ è dio che rivela la presenza".

Nella terza parte di questa raccolta “Nel santo stupore” tale aspirazione al sacro e all’infinito si fa più intensa: “Sono una cercatrice/ di fede/ e il mio setaccio è fino” scrive l’autrice. E ancora: “Signore, ho aperto le mani/come ali di farfalle/e tu le hai trafitte”. Il volume di aforismi “Divoratori di pace” del 2015, scritto a due mani con Alberto Casiraghi (del quale sono i disegni che lo illustrano) è introdotto da Arnoldo Mosca Mondadori, il quale scrive che il cammino compiuto da Guya Falck verso Dio è quello stesso di ogni altro essere umano perché, “è la natura umana, è l’umanità che è affamata di Cristo. Non è la nostra intelligenza, non è la nostra mente, non sono i nostri calcoli ma è la nostra natura abissale”.

Nelle pagine di quest’opera la Falck confessa senza infingimenti il suo bisogno di autenticità in un mondo di maschere; “fame di vita in un mondo di maschere/si sono stancati tutti a recitare/ e pochi sanno come si fa a essere autentici...fuori dai binari prestabiliti/guida la vita una mano pulita/ il pensiero nuovo è l’unico luogo/in cui mi ritrovo/ e imparo”.
Affidandosi a “una mano pulita” la poetessa ha trovato così finalmente la sua strada nel fuggevole mondo dell’impermanente, del mistero che tutti ci avvolge “dove la nascita è un taglio troppo profondo” da superare. Avendo in sé, nella ritrovata fede in sé stessa e in Dio, la sua guida, si presenta a noi come una creatura – “innocente e fluida/ con un sé che mi guida/in una terra di nessuno/ dove l’ultimo è il primo/ e il sangue di Cristo è vino”.

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