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Il Premio Exodus va a Lia Levi e Marina Piperno

Svelati i nomi delle vincitrici del riconoscimento che ricorda la solidarietà che gli spezzini misero in campo nei confronti degli ebrei reduci dai lager e diretti verso Israele.

Porta di Sion
Il Premio Exodus va a Lia Levi e Marina Piperno

La Spezia - “Appena trascorsa la Festa del 25 aprile, la città si prepara alla diciannovesima edizione del Premio Exodus. Dopo il grande successo della scorsa edizione per la testimonianza della senatrice a vita Liliana Segre, quest’anno – dichiara il sindaco Pierluigi Peracchini – si continua sul solco della memoria ricordando la più grave tragedia del Novecento, quella della Shoah e della diaspora ebraica, ma anche il DNA della nostra Città che si è prodigata con grande solidarietà alla salvezza di centinaia di ebrei via nave dal nostro golfo verso Israele. Il Premio Exodus 2019 e la menzione speciale, quest’anno, sono stati assegnati a due donne che si sono distinte per la testimonianza ebraica in Italia, e non solo, nella letteratura e nel cinema. Il Premio Exodus 2018 è stato conferito alla scrittrice Lia Levi, con la seguente motivazione: “In riconoscimento del profuso impegno nell’attività di testimonianza della Shoah e nella promozione della conoscenza della cultura e religione ebraica in Italia e in Europa”.
La menzione speciale, invece, è stata conferita a Marina Piperno, produttrice cinematografica già Nastro d’argento alla carriera con la seguente motivazione: “In riconoscimento della sua attività di ricerca attraverso l’arte cinematografica e documentaria delle diaspore delle famiglie ebraiche italiane nel Novecento”.

Il Premio Exodus 2019 sarà dedicato alla recente scomparsa di Adolfo Aaron Croccolo, l’ultimo testimone dell’operazione Exodus e responsabile del culto della comunità ebraica spezzina”.

Il Premio Exodus 2019 si terrà il 9 maggio dalle ore 16 presso la Sala Dante in Via Ugo Bassi, 4. Il giorno precedente, l’8 maggio alle ore 18 presso la Mediateca Regionale Ligure in Via Firenze 37 (ex Cinema Odeon), sarà proiettato il film “Diaspora. Ogni fine è un inizio”, regia di Luigi M. Faccini, prodotto e sceneggiato da Marina Piperno e distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà. Saranno presenti gli autori e nell’intervallo sarà offerto un buffet.

Il Premio Exodus è patrocinato dalla Regione Liguria e dall’Unione della Comunità Ebraiche. Dato il suo prestigio, è stato inserito dall’Ordine dei Giornalisti nei corsi di formazione obbligatoria rivolta ai giornalisti e per l’alto contenuto della manifestazione i crediti che saranno conferiti ai partecipanti iscritti all’Ordine saranno deontologici.
Tutti gli eventi del Premio Exodus 2019 sono gratuiti e aperti alla cittadinanza.


LE PREMIATE

LIA LEVI
Lia Levi nasce a Pisa nel 1931 da una famiglia ebraica piemontese. Negli anni Quaranta la famiglia si trasferisce a Roma, dove la scrittrice tutt’oggi vive. La sua infanzia è stata caratterizzata dalla promulgazione delle Leggi Razziali e dalla Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’8 settembre 1943 riesce a salvarsi insieme alle sue sorelle dalla deportazione grazie alle Suore di San Giuseppe di Chambéry che la nascondono nel loro collegio romano.

Sceneggiatrice, scrittrice e giornalista, è autrice di molti romanzi per adulti e per ragazzi. Nel 1967 ha fondato e diretto il mensile di cultura e informazione ebraica Shalom. Nel 1994 con il suo libro “Una bambina e basta” vince il Premio Elsa Morante Opera Prima e diventa un classico nelle scuole. Il libro non è solo uno dei primi racconti autobiografici dal punto di vista di una bambina ma soprattutto il primo ad affrontare il trauma dei bambini dinnanzi alle persecuzioni, anche tra coloro che non furono deportati.

E’ una delle voci più importanti dell’ebraismo italiano.

Fra i vari premi, tra cui si ricordi il Premio Andersen 2005, Premio Moravia 2011, Premio Pardès per la letteratura ebraica 2012, Lia Levi con il romanzo Questa sera è già domani (Edizioni E/O) è la vincitrice della quinta edizione del Premio Strega Giovani 2018.

MARINA PIPERNO
Piperno segna il suo esordio con il documentario 16 ottobre 1943(1961) sulla razzia del ghetto di Roma, dal testo di Giacomo De Benedetti e la regia di Ansano Giannarelli, quando sullo sterminio ebraico era scesa l'ombra della rimozione.

Prima donna italiana a misurarsi con una professione totalmente maschile, dopo i Nastri d'Argento per il mediometraggio Diario di bordo (1967) e per il complesso della sua attività documentaristica (1968), inizia a produrre fiction, sia per il grande schermo che per la Rai,

È stata docente del Master in Management per lo Spettacolo presso l'Accademia d'arti e mestieri dello Spettacolo, Teatro della Scala. Passa davanti alla macchina da presa nel 2007, come testimone e attrice, per l’inizio delle riprese del suo viaggio nel “secolo breve”.
Nel 2011 riceve il Nastro d’Argento alla Carriera.

E’ del 2016 il film in proiezione gratuita presso la Mediateca Regionale Ligure Diaspora, ogni fine è un inizio, regia di Luigi M. Faccini, prodotto e interpretato da Piperno e distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà. Collegando i frammenti parentali dentro l’affresco che via via prendeva forma sappiamo di aver tessuto qualcosa che salva non solo un prezioso passato famigliare, ma, soprattutto, la strenua volontà ebraica di non soccombere. Una ricerca che diventa saga ed epopea della dispersione causata dalle leggi razziali del 1938. Un film che non ha eguali in Europa, lungo quattro ore e quaranta minuti, diviso in sei capitoli: Ottanta anni dopo; Stati Uniti d’America, land of opportunities; Noi qui, prima di Giulio Cesare; Il deserto che fiorisce; Quando Ari Lev Fornari incontrò Simone Piperno; Ogni fine è un inizio.

Il Premio Exodus. Il Premio Exodus nasce nel 2000 con lo scopo di celebrare, sempre con uno sguardo tra memoria e riflessione sul presente, la straordinaria pagina civile di cui La Spezia è stata protagonista. Il Premio Exodus è un riconoscimento a figure che si sono spese nel campo della solidarietà e della interculturalità e che abbiano offerto un contributo significativo nell'ottica del dialogo internazionale. Hanno ricevuto il Premio Exodus: Moni Ovadia, Elena Lowenthal, Gad Lerner, Emanuele Luzzati, Amos Luzzato, Predgrav Matvejevich, Clara Sereni, Yossi Harel (comandante della nave Exodus), Daniel Oren, Corrado Augias, Massimiliano Fuksas e David Grossman, Shirin Ebadi, Monsignor Vincenzo Paglia, Paolo Mieli. Il Premio Exodus, organizzato dal Comune della Spezia, dal 2010, vede, oltre quello della Regione Liguria, il patrocinio dell 'U.C.E.I (Unione Comunità Ebraiche Cristiane). Dall’edizione 2014, avvenuta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Comune della Spezia ha deciso di collocare il Premio nella data della partenza delle navi dal porto della Spezia, l’8 maggio al fine di consolidare nel calendario civile della città. Nel 2014, il Premio Exodus, che si è arricchito della partnership della Fondazione Italia Israele per la Cultura e le Arti (Fondazione IIFCA), è stato conferito al l kibbutz Ramot Menashe, nato nel luglio 1948, a seguito dell'indipendenza di Israele. I suoi 64 fondatori, sopravvissuti all'Olocausto in Polonia, giunsero in Italia nel 1946 e l'8 maggio di quell'anno partirono dal porto della Spezia alla volta della Palestina. Nel 2015 è andato a Paolo De Benedetti, nel 2016 al Presidente Emerito Giorgio Napolitano e nel 2017 al giornalista e scrittore Maurizio Molinari.

La storia di Exodus. Dall’estate del 1945 alla primavera del 1948 oltre ventitremila ebrei riuscirono dalle acque della Spezia a lasciare clandestinamente l’Italia diretti in Palestina. La potenza mandataria della Palestina, la Gran Bretagna, aveva infatti emesso il Libro Bianco del 17 Maggio 1939 per regolamentare l’afflusso controllato in Palestina di soli 75 mila ebrei in 5 anni. Una misura che fu messa in crisi dalla drammatica situazione europea e contrastata con ogni mezzo dal Mossad Le Aliyà Bet (Istituto per l’immigrazione illegale sorto nel 1938). A partire dal Maggio 1945 una notevole corrente di ebrei cominciò ad affollare la Penisola e il Mossad Le Aliyà Bet inviò un responsabile in Italia con base a Milano, Yehura Arazi. Altri membri del Mossad furono inviati in Italia tra i soldati della brigata ebraica al seguito degli alleati. La prima nave di profughi, il Dallin (già Sirius) partì da Monopoli il 21 Agosto 1945 con soli 35 immigrati a bordo. La questione dell’immigrazione ebraica scoppiò come caso internazionale nel Maggio 1946: l’epicentro della crisi divenne il porto della Spezia dove erano in allestimento due imbarcazioni, la Fede di Savona e il motoveliero Fenice, pronte a trasbordare 1014 profughi. Quell’operazione godette dell’aiuto di tutta la città della Spezia, già stremata dalla guerra e distrutta dai bombardamenti. Proprio il sostegno della gente, resistenza dei profughi, intervento dei giornalisti di tutto il mondo e la visita a bordo di Harold Lasky, presidente dell’esecutivo del Partito Laburista britannico, costrinsero le autorità londinesi – le cui navi bloccavano l’uscita dal porto della Spezia – a togliere il blocco alle due imbarcazioni che salparono dal molo Pirelli a Pagliari alle ore 10 dell’8 Maggio 1946.L’accoglienza della comunità e la solidarietà delle autorità spezzine convinsero gli organizzatori del Mossad a puntare sulla Spezia con operazioni di maggior peso. Così nella notte tra il 7 e l’8 Maggio 1947 la nave Trade Wins/Tikya , allestita in Portogallo, imbarcò 1414 profughi a Portovenere. Nelle stesse ore era giunta nelle acque del golfo della Spezia, proveniente da Marsiglia, la nave President Warfield, un goffo e pesante battello adatto a portare turisti giù per il Potomac, da Baltimora a Norfolk in Virginia. La nave venne ristrutturata nel cantiere dell’olivo a Portovenere per la più grande impresa biblica dell’emigrazione ebraica: trasportare 4515 profughi stipati su 4 piani di cuccette dall’altra parte del mediterraneo. L’imbarcazione divenne un simbolo, prese il nome di Exodus, raggiunse le coste della Palestina, venne attaccata dagli inglesi e avviò la nascita dello stato di Israele con tutte le conseguenze che sappiamo. A narrarci le peripezie dei profughi dello sterminio ebreo ci ha pensato nel 1958 Leon Uris con il celebre romanzo Exodus, tema ripreso nel libro il comandante dell’Exodus di Yoram Kaniuk. A Exodus è dedicato anche un bellissimo film del 1960 di Otto Preminger interpretato da Paul Newman, Peter Lawford ed Eva Marie Saint.La Exodus mosse dal golfo della Spezia ai primi di Luglio del 1947, sostò a Port-de-Bouc, caricò a Séte, fu assalita e speronata dai cacciatorpedinieri britannici davanti a Kfar Vitkin.Ci furono morti a bordo, gente che era sopravvissuta ai lager e che finì i suoi giorni a due passi dalla speranza nelle acque tra Netanya e Haifa. Dopodiché gli inglesi rimandarono i profughi ad Amburgo al campo di Poppendorf, un ex lager trasformato in campo di prigionia per gli ebrei. Il nome di Exodus da allora significò il desiderio di giustizia per l’emigrazione ebraica. Ma solo con la fine del mandato britannico i profughi sarebbero potuti tornare in Palestina. La Fede, il Fenice e la Exodus si mossero tutte dal golfo della Spezia, una dicitura che non compare nelle carte geografiche israeliane. La Spezia in Israele è infatti indicata col nome di “Schàar Zion” Porta di Sion. Nel nome di Exodus la città della Spezia porta nel Mediterraneo l’idea della pace e della convivenza Il 25 Aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune della Spezia la medaglia d’oro al merito civile per l’aiuto prestato dalla popolazione spezzina ai profughi ebrei scampati alla seconda guerra mondiale.

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