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Il Premio Exodus a Noemi Di Segni, presidente Ucei

Prima donna presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, si batte da anni contro la rinastica dell'antisemitismo. Menzione cittadina al regista Daniele Tommaso, autore di "Terra Promessa".

la consegna in autunno
Il Premio Exodus a Noemi Di Segni, presidente Ucei

La Spezia - La città della Spezia non dimentica il Premio Exodus 2020 ma, a causa della situazione che il Paese sta vivendo per l’epidemia da COVID-19, la premiazione e gli eventi ad essa collegati saranno rinviati in autunno per consentire la grande partecipazione di pubblico, soprattutto scolastica, che ha sempre contraddistinto questo evento. “Il Premio Exodus è parte del nostro DNA cittadino, e anche in un momento di difficoltà come questo non lo abbiamo dimenticato – dichiara il sindaco Pierluigi Peracchini –. Per garantire la partecipazione dei premiati che provengono da fuori regione e soprattutto la grande partecipazione di pubblico, giovane e delle scuole, che ha sempre contraddistinto il Premio con relazioni, conferenze e presentazioni di libri, abbiamo deciso di comune accordo di rinviarlo in autunno. Quest’anno – prosegue – il Premio Exodus 2020 è stato conferito a Noemi Di Segni, prima donna Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: un importante segnale, di riconoscimento alla sua persona, alla sua storia e al suo lavoro svolto negli ultimi anni all’UCEI. Tra il Comune della Spezia e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane vi è sempre stata una grande stima reciproca, rafforzata dalla continuità del Premio Exodus nel corso degli anni, e assegnare alla loro Presidente il Premio è anche un’ulteriore testimonianza dell’importanza che rivestono come istituzione a livello nazionale. A Daniele Tommaso, regista, va invece la menzione cittadina, per aver contribuito in modo determinante alla diffusione della storia di solidarietà della nostra Città, protagonista nel suo documentario “Terra Promessa”. Un sentito ringraziamento a Marco Ferrari, che anche quest’anno ha dato il suo importante contributo alla realizzazione dell’evento.”

Il conferimento del premio a Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della menzione speciale a Daniele Tommaso, regista, è stato proposto al Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dal Comitato Scientifico del Premio Exodus, nella persona di Marco Ferrari, giornalista e scrittore. “In una situazione di emergenza abbiamo deciso di scegliere comunque i nominati ai quali assegnare il Premio Exodus 2020 sperando di tenere la cerimonia pubblica entro l’anno – dichiara Marco Ferrari – Abbiamo selezionato Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, paladina della lotta all’antisemitismo, e per la menzione speciale Daniele Tommaso, autore del documentario “La terra promessa”, prodotto dall’Istituto Luce che dedica una ampia parte alla questione La Spezia che fece scoprire al mondo l’esodo degli ebrei scampati ai lager che intendevano raggiungere la Palestina per sfuggire agli orrori e ai pogrom dell’Europa. In questo modo la città della Spezia conserva e tramanda nella sua identità il ruolo centrale nella storia di “Porta di Sion”, porto di speranza per migliaia di persone in cerca di una nuova vita. Con la ripresa dell’attività scolastica bisognerebbe intensificare il racconto ai giovani di questa pagina indelebile che è valsa alla città della Spezia la medaglia d’oro al merito civile.”

Noemi Di Segni ha così accolto il riconoscimento del Premio Exodus 2020. “Ricevere il Premio Exodus è stato un grande onore, per questo ringrazio il Sindaco Pierluigi Peracchini e tutta la Città della Spezia. Questo importante riconoscimento è stato negli anni assegnato a personalità di chiara fama, che hanno saputo diffondere i valori della solidarietà e dell’amicizia tra i popoli, proseguendo idealmente l’agire illuminato di quei cittadini spezzini che subito dopo la guerra scelsero di soccorrere e sostenere i superstiti della Shoah, che anelavano di raggiungere la Terra d’Israele. È dunque con grande sorpresa e commozione che ho appreso di ricevere questo riconoscimento e non posso che apprestarmi ad agire da tramite per attribuirlo idealmente a chi ho conosciuto attraverso racconti di famiglia, pagine dei libri storia e documenti, che si è prodigato per la salvezza altrui, fisica e spirituale. Un legame ideale congiunge Israele e La Spezia, terre di millenaria memoria, tanto che la vostra bella città è conosciuta e soprannominata in Israele “Schàar Zion”, Porta di Sion. Il popolo d’Israele e La Spezia sono unite dal passato, guardano al futuro insieme, anche forti delle tante iniziative organizzate insieme in questi anni, con l’UCEI e le Comunità ebraiche e con le Autorità e Istituzioni israeliane; e ci auguriamo che queste relazioni possano sempre più crescere e fortificarsi.”

Daniele Tommaso ha accolto così il riconoscimento della menzione cittadina del Premio Exodus 2020. “La decisione che sia conferito un riconoscimento al mio documentario "Terrà promessa", prodotto da Istituto Luce-Cinecitta, mi riempie di soddisfazione e di orgoglio. Il documentario racconta tutta la storia dell'Aliyah Bet dall'Italia tra il 1945 e il 1948, ma uno spazio importante è dedicato all'episodio accaduto a La Spezia nella primavera del 1946, quando un convoglio di circa 1000 profughi ebrei scampati alla Shoah fu fermato dalla polizia italiana che credeva si trattasse di un gruppo di nazifascisti in fuga lungo la cosiddetta "via dei Ratti". Quando si scoprì la loro vera identità, i profughi furono accompagnati al molo Pirelli dove era ormeggiata la nave che doveva portarli in Palestina. Ma gli inglesi ne bloccarono la partenza, costringendo i fuggiaschi a proclamare lo sciopero della fame ad oltranza se non fosse stata accolta lì loro richiesta. Fu merito di Yehuda Arazi, il capo insieme a Ada Sereni dell'organizzazione clandestina che si occupava di portare gli ebrei in Palestina, se l'impedimento fu trasformato in un trionfo di immagine per il sionismo e per la sua causa. Arazi riuscì infatti a provocare un incredibile moto di solidarietà, prima della cittadinanza di La Spezia, poi dell'opinione pubblica internazionale, che rese possibile la partenza dei profughi e fece diventare il "La Spezia affaire" una battaglia vinta verso la creazione nel 1948 dello Stato di Israele. Ringrazio inoltre in particolare Marco Ferrari anche per la sua importante partecipazione alla realizzazione del documentario”.

In autunno, il Premio Exodus si articolerà in un ricco programma: sarà proiettato parte del film di Daniele Tommaso, Terra Promessa, presentato il libro di Massimo Minella Campo 52. Pian di Coreglia 1941-1944 e presentato un focus storico su Exodus. Dopo la consegna dei Premi, Noemi Di Segni terrà una lectio magistralis. Tutti gli eventi saranno gratuiti e aperti alla cittadinanza.

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