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I tesori della "Mazzini": ecco cosa c'è dentro | Foto

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I tesori della "Mazzini": ecco cosa c'è dentro

La Spezia - Ma cosa c'è dentro la Mazzini? Città della Spezia nel 2016 dedicò ai tesori nascosti all'interno di Palazzo Crozza una bella e fortunata rassegna ("I gioielli della Mazzini"), curata dall'archivista Giacomo Bertonati nella rubrica ancora leggibile all'interno degli archivi di questo quotidiano. Per chi se la fosse persa è utile una sintesi su quanto c'è all'interno di quell'edificio, alla luce di ciò che esiste e merita di essere ricordato. Nel secondo dopoguerra, in parallelo con la ricostruzione della città, ci si adopera per restaurare, riordinare e rendere nuovamente accessibile il ragguardevole patrimonio librario. Gli sforzi valgono a non vanificare l'ammirevole impegno dei primi due Direttori, e a dotare la Biblioteca, nata sui nuclei di donazioni private, delle opere di consultazione generale che costituiscono l'ossatura di un patrimonio umanistico progressivamente accresciuto e le disponibilità di base di una struttura moderna e funzionale. Alla direzione subentrano il prof. Carlo Tivegna e successivamente il dr. Ferruccio Battolini.

La svolta del '72. Dopo l'insufficiente impulso determinato dal "servizio nazionale di lettura", un importante svolta si offre nel 1972, con il trasferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia, tra l'altro, delle biblioteche di enti locali. E' questo il momento decisivo per un professionale aggiornamento dei cataloghi generali, per il miglioramento o la creazione di quelli speciali, per lo sviluppo di nuove iniziative, obiettivi che con l'ampliamento dell'orario di apertura al pubblico, per essere raggiunti necessitano di una dotazione qualificata di personale. Alla fine degli anni '70 la Biblioteca "Mazzini" è ancora l'unica biblioteca cittadina. I volumi stanno per raggiungere quota 100.000. A seguito della nascita di un secondo polo bibliotecario, la Biblioteca Beghi, specializzata nelle materie scientifiche e tecnologiche, nel 1986 vengono inoltre attuate convenzioni con altre Istituzioni culturali e scolastiche della città, dando così vita al Sistema Bibliotecario Urbano.

Centro del sistema bibliotecario spezzino. La Biblioteca "Mazzini" resta il nucleo più storico e fornito, il centro del sistema, dotato del catalogo unico per autori delle biblioteche che lo compongono, ma soprattutto l'unica biblioteca cittadina che, a fianco di un elevato standard di consultazione generale, svolge il ruolo della conservazione di materiale di pregio e di importanti documenti cittadini.
E' qui che viene conservato l'aspetto classico della biblioteca tradizionale, e si può respirare ancora l'atmosfera unica creata da secolari scaffali e antichi dipinti, in austeri saloni dagli altissimi soffitti magistralmente affrescati.
Tra le mura dell'edificio, sorto in un settore suburbano diventato da oltre un secolo il cuore della città, è possibile oggi meglio che mai, in virtù di più razionali riordinamenti, ammirare o consultare opere di grande valore.

I pezzi più antichi. Tra i tesori della biblioteca civica "U. Mazzini" ricordiamo: i quarantanove rarissimi incunaboli, come "Summa Theologica" di S.Antonino (Venezia, 1480); la "Metaphysica" di Avicenna (Venezia, 1495); l'opera di Gerson in tre volumi (Strasburgo, 1494), le "Historiae" di Erodoto in latino (Venezia, 1494); la monumentale "Historia naturalis" di Plinio (Parma, 1476) edita da Stefano Corallo con capilettera miniati.
Oltre mille edizioni del Cinquecento, oltre mille del Seicento, oltre quattromila del Settecento, tra cui spiccano le opere di Bartolomeo Facio, di Seneca, di Plutarco, di Erasmo da Rotterdam, di Pietro Bembo, di Giovanni Boccaccio e Ludovico Ariosto.
Tra le edizioni particolarmente pregiate "Silvae" del sarzanese Agostino Mascardi, stampato ad Anversa da Plantin nel 1622 con disegni di Peter Paul Rubens e incisioni di Theodor Galle; le Opere di Gian Giorgio Trissino edito a Verona nel 1729 con incisioni di Ludovico Perini; la "Rerum Italicarum Scriptores" di Ludovico Antonio Muratori; la celeberrima "Encyclopèdie" di Diderot e D'Alembert, completata dai volumi di tavole, in perfetto stato di conservazione.

I sette corali miniati. Una particolare attenzione meritano i sette corali miniati provenienti dal Convento dei Minori Riformati: per l'offìciatura quotidiana del coro, sono fra i più classici codici liturgici di grande formato, scritti a lettere gotiche su grandi fogli di pergamena, dotati di una solidissima legatura e impreziositi da decine di miniature di squisita fattura.
Delle collezioni della Mazzini fanno parte inoltre numerosissime edizioni ottocentesche, alcune delle quali di pregio anche per le eleganti e variopinte legature napoleoniche. Essenziali per la conoscenza di fatti inerenti la storia locale e regionale sono i fogli e gli opuscoli raccolti o donati da Ubaldo Mazzini, conservati nelle molte centinaia di raccoglitori di "miscellanee".

Periodici locali e nazionali, per conoscere il nostro passato. Ricchissima e agevolmente consultabile è anche la raccolta di periodici di interesse spezzino e lunigianese. La collezione di testate, per lo più pezzi unici, comprende giornali politici, letterari, storici, scientifici e tecnici, artistici, commerciali, religiosi, umoristici e altri ancora: testimonianze indispensabili per ricostruire uno spaccato degli aspetti più disparati della vita della nostra comunità. Tra questi il "Corriere del Golfo", primo giornale della Spezia, del 1865; il più colto "Filomate", il futurista "La Terra dei vivi". Alla Spezia inizia la durevole avventura de "L'Eroica", raffinata portavoce delle arti grafiche, di cui la biblioteca "Mazzini" conserva una prestigiosa raccolta completa. Di questa stampa periodica locale è stata avviata negli anni ’90 la digitalizzazione completa, che ne permette oggi la consultazione online, un progetto che caratterizza il passaggio della Mazzina al nuovo Millennio e che permette un’amplissima e comoda consultazione delle cronache a stampa dell’Ottocento e del Novecento che in questi ultimi decenni ha potenziato notevolmente gli studi di storia spezzina. Le carte geografiche e topografiche, di cui esiste oggi una precisa schedatura, sono circa cinquecento, undici delle quali sono documenti storici inestimabili, datati fra il 1732 e il 1883.

L'archivio storico. La Biblioteca "Mazzini" ospita anche l'Archivio Storico del Comune della Spezia (che verrà in futuro spostato nei locali della ex Beghi), costituito da migliaia di documenti che vanno dal tardo Medioevo al secolo scorso e rappresentano la memoria storica della città. Migliorato a seguito di un recente lavoro di riordino e inventariazione, l’Archivio storico ha ottenuto il risultato di miglior consultazione e conservazione, che ha condotto ad una organica ricognizione dei preziosi documenti, alla pubblicazione di un inventario analitico che costituisce una guida pratica del materiale, ed inoltre uno strumento illustrativo utile alla diffusione della conoscenza di questo patrimonio anche al di fuori dell'ambito locale.
L'Archivio Storico del Comune della Spezia si compone essenzialmente di documenti prodotti dagli uffici dell'Amministrazione cittadina a patire dal Quattrocento fino agli anni dell'Unità d'Italia. Accanto ai manoscritti prodotti dagli organi amministrativi (fra i quali ricordiamo Statuti, Deliberazioni, Libri di Conti, Catasti, ecc.) è largamente documentata l'attività degli antichi tribunali locali, sia civili che criminali. Esiste inoltre una ricca sezione di unità documentarie e manoscritti provenienti da fonti diverse, in molti casi testimonianze uniche per la storia del nostro territorio. Tra questi, i documenti più antichi sono le pergamene riferite al Monastero del Tino la prima delle quali risale al 1051, anch’esse oggi digitalizzate.

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