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I "rivelatori" nelle reazioni a catena di Carlo Moggia

I "rivelatori" nelle reazioni a catena di Carlo Moggia

La Spezia - Il pittore Carlo Moggia (La Spezia, 1948) torna ad esporre a Genova con una personale nell’antico Palazzo Stella, situato nell’omonima piazza, inserita nell’interessante rassegna” Fuori Programma” nell’ambito del ricco e partecipato XV Festival della Scienza. Sulla problematica dei “Contatti” verte l’importante kermesse, aperta all’approfondimento della relazione fra scienza e società, al centro delle decine di dibattiti e di conferenze su cui si articola il “Festival” genovese. La presenza di Moggia non è comunque casuale, in quanto è suffragata dall’interesse costantemente riposto dall’artista spezzino, quale convincente interprete di una ricerca che si sviluppa in cicli di lavori dove scienza ed estetica si rapportano in modo non conflittuale. D’altronde, già il geniale Leonardo da Vinci ha concretamente argomentato la correlazione fra la scienza e l’arte, entrambe sostenute dalla fondamentale leva della ragione.
“Reazione a catena-La dinamica dei contatti” è il titolo della speciale mostra, curata da Flavia Motolese, visitabile sino all’8 novembre (da martedì a sabato, dalle 15.00 alle 19.00), nella quale il personalissimo gesto creativo di Moggia, rappresentato dall’incedere ossessivo di minuti esseri umani, definiti “Rivelatori”, risponde all’esigenza, scrive il filosofo Paolo Godani, “di rivelare, tracciare e identificare un gruppo di particelle umane nella struttura del loro movimento, precisamente come fanno in fisica i rivelatori di particelle elementari”. L’apprezzato studioso di Estetica, tra i più attenti interpreti dei dipinti di Moggia, avvalorati dal felice connubio tra sapere artistico e sapere scientifico, dopo aver colto la funzione trainante dell’identità e della ripetizione, sostiene che “i rivelatori non sono semplici «contatori»; in quanto strumenti di visione non fanno emergere soltanto l’esistenza o la presenza di un certo numero di corpi, bensì soprattutto delle forze che li organizzano in una struttura determinata – come accade con la limatura di ferro, quando assume una determinata forma in funzione del campo di forze generato da una calamita”. Non sfugge l’importanza dell’invito rivolto a Moggia, segno del particolare rispetto rivolto alla sua pluridecennale testimonianza artistica.

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