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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Ottobre - ore 23.15

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I Manges festeggiano 25 anni in Skaletta. Tutta colpa dei Ramones

Il 2 giugno lo storico quartetto spezzino torna a casa in Via Crispi. Andrea Manges si racconta ai taccuini di CDS: "Sarà un completo ritorno alle origini".

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I Manges festeggiano 25 anni in Skaletta. Tutta colpa dei Ramones

La Spezia - Verrebbe da dire che i Manges si sono formati “per colpa” dei Ramones e che a distanza di anni questi spezzini rappresentano una colonna portante del punk rock italiano e internazionale.
I Manges, proprio per festeggiare il loro sodalizio in occasione del loro 25esimo compleanno, hanno scelto il circolo Arci “Skaletta Rock Club” che per anni è stato quartier generale della band e della scena punk rock. Come succede in questi casi, c'è da segnarsi la data sul calendario: il 2 giugno alle 22 in Via Crispi.

La storia dei Manges comincia esattamente nell'estate del 1993, con un gruppo di adolescenti a caccia di un membro per completare una band punk. In mezzo a tanta gente viene notato un ragazzo con la maglietta dei Ramones. E così, quasi per gioco, comincia l'avventura del gruppo spezzino diventata una presenza stabile nel panorama musicale contemporaneo. Andrea Caredda, Manuel Cossu, Massimo Zannoni sono l'essenza dei Manges e dal 2011 si aggiunge Mayo Maggiore, già cantante de “La Crisi” e membro dei “Sottopressione”.

I Manges nascono come un quartetto con la voce femminile di Anna, che lascerà il gruppo, e diventano poi un trio. Passa il tempo e subentra la chitarra di Hervè Peroncini che poco dopo lascerà i Manges per fondare un altrettanto longevo gruppo rock spezzino: i Peawees. Fino all'arrivo di Mayo si sono alternati altri tre chitarristi: Massimo Arnaldi, Matteo Cerchi e Riccardo Motosi.
Quella del cambio dei chitarristi per i Manges è paragonabile all'alternarsi dei batteristi per i Ramones, anche se chiaramente gli spezzini e i newyorkesi sono legati da un altro filo: quello in nome del punk rock.
Dal 1993 a oggi il gruppo spezzino non solo può vantare tour in giro per il mondo ma anche collaborazioni eccezionali diventate costanti: una su tutte la condivisione del palco con C.J. Ramone che ha bisogno davvero di poche presentazioni. E poi raccolte, collaborazioni, album. La carriera dei Manges conta quattro album in studio, raccolte e singoli divenuti introvabili e paragonabili a piccoli gioielli del genere punk rock.

Con i Ramones non condividono solo il legame col bassista C.J. (saranno sul palco insieme come un’unica band a Bergamo al Punk Rock Raduno di luglio), ma anche lo stile rapido come un colpo di pistola, testi brevi, immediati e un look inconfondibile.
Ai Ramones va il merito dunque di aver fatto unire tre ragazzi che ancora ci credono e rappresentano un punto di riferimento per la scena punk rock.

Come dicevamo, in questo 2018 i Manges festeggiano 25 anni di carriera e CDS assieme al cantante Andrea cercherà di raccontare un pezzettino di questa storia fantastica fatta di locali con il soffitto basso, la voglia di divertirsi e l'incertezza del futuro.

Andrea, qual è il primo ricordo che ti lega ai Manges?

"Ci siamo formati nel 1993 ed io i ragazzi non li conoscevo. Mi avevano cercato perché mi avevano notato in città con una maglietta dei Ramones. Non avevano nemmeno idea che io avessi una chitarra, cercavano gente con la quale potessero condividere gli stessi gusti musicali. La prima prova assieme fu orribile, ma c'è da dire che divertimmo un casino! Adesso ancora suoniamo male ma sappiamo fingere meglio (ride, ndr).

La sera del 2 giugno tornerete alle origini. E' proprio in Skaletta che teneste il vostro primo concerto. Che serata sarà?

"Vogliamo fare un concerto "canonico". Senza fronzoli, alla vecchia maniera: live dei Manges, volumi alti, Skaletta piena. Per noi è come tornare al punto di partenza e ricordare tutte le serate che abbiamo passato e continuiamo a passare lì. Ci saranno anche i Seventy5, un nuovo gruppo punk della zona. Giovanissimi e da sostenere".

La Skaletta ha giocato un ruolo fondamentale nella vostra carriera. Siete partiti da lì.

"Siamo nati quasi nello stesso periodo, band e club. Come gruppo abbiamo cominciato nel '93 e la Skaletta nel '94 e siamo stati i primi a suonare nel locale. Quella sera erano previsti due concerti: dovevamo esibirci noi e una band metal. Ci esibimmo all'aperto, ma arrivò la polizia e quindi il gruppo metal non suonò mai. Il palco era lì sotto la ferrovia e c'era anche un gran polverone!

Da lì in poi cominciammo a frequentare la Skaletta perché ci siamo innamorati del posto e di chi lo frequentava. Tra tutti risultavamo i più “piccoli”, io avevo 18 anni gli altri 16 e 17 anni. I gestori dell'epoca, Federica e Daria che ancora portano avanti il posto, e personaggi eccellenti come Jacopo Benassi per citarne uno, ci hanno dato spazio per suonare, organizzare e chiamare altri gruppi punk italiani alla Spezia. Abbiamo cominciato a fare serate che funzionavano e di conseguenza la Skaletta divenne il fulcro delle nostre vite. E almeno una volta tutti abbiamo lavorato dietro al bancone, ed è stato il lavoro più bello che abbia mai fatto!(ride,ndr)”.

Cosa significa per voi “tornare a casa”?

“Per me Spezia è sempre casa, ci ho passato gli anni più belli. Io oggi sono a Modena, il bassista a Londra, il chitarrista a Milano e solo il nostro batterista è rimasto qui. Sono cambiate tante cose e la chiave di lettura della serata del 2 giugno è proprio quella, tornare a casa.
Quando abbiamo iniziato non ci aspettavamo alcun tipo di riscontro, perché all'epoca fare punk non veniva considerato né attuale né un genere che avrebbe fruttato niente a nessuno.
Le prime volte che andavamo a suonare per Spezia gli altri gruppi ci chiedevano se fossimo matti a fare punk. Poi però il mondo della musica è cambiato nei primi anni 90, i Nirvana e poi i Green Day, passati da Mtv, fecero sì che di botto nel 1994 la gente voleva sentire punk rock. Noi, in città in quel momento eravamo gli unici a farlo e che fossimo bravi o meno non importava, eravamo ragazzini che stavano facendo quello che improvvisamente tutti volevano ascoltare. Ci divertivamo come dei matti, poi abbiamo continuato la nostra storia per 25 anni seguendo il nostro percorso. Se dovessimo ritrovarci a esibirci di nuovo davanti a dieci persone non mi farebbe un particolare effetto. Noi abbiamo sempre fatto cose che amiamo con persone che ci piacciono e se domani non dovessimo più avere pubblico la prenderemmo con la massima serenità”.

“Manges Go Down” segna un punto importante della vostra carriera e per il 2 giugno c'è una sorpresa.

“Questo album è uscito che avevamo già una decina di anni di carriera sulle spalle, senza dimenticare che eravamo proprio partiti da zero, strumenti in mano e con una domanda fissa in testa: 'Cosa dobbiamo farci con queste cose?'. “Manges Go Down” rimane forse il disco che ha avuto più riscontro tra quelli che abbiamo fatto e ancora oggi in molti lo considerano il nostro disco “arrivato meglio” alle persone, e tra l'altro il 2 giugno uscirà la ristampa in LP in vinile rosso”.


Che festa vorreste per il vostro 25esimo anniversario?

“Vorremmo riconnetterci con gli spezzini e con tutta quella gente proprio di Spezia che magari negli anni ci ha apprezzati e adesso non ci sente nominare da un po', o perché sono invecchiati e non seguono più la musica rock, o perchè noi suoniamo più spesso in giro per l’Italia e all’estero che qui. Ho voglia di fare di una serata vecchio stile e di riabbracciare la mia città e magari salutare qualche vecchio amico”.


Venticinque anni insieme non sono semplici. Qual è il vostro segreto?

“Abbiamo fatto tanti sacrifici e impostato le nostre vite in modo che il gruppo fosse al primo posto. Non ci siamo mai sentiti particolarmente interessati a far diventare il gruppo il nostro mestiere principale, abbiamo fatto tutti scelte molto libere. Mass sta dirigendo un cortometraggio, Manuel dipinge e vive della sua arte, Mayo è un tatuatore. La musica, la creatività, e l’amicizia tra di noi sono rimasti la cosa più importante. A volte ci è costato fatica andare avanti, ed in alcune occasioni abbiamo dovuto tirare fuori del coraggio. Ma sono convinto che chi ci segue ci apprezzi proprio per l’attitudine e l’umiltà che abbiamo dimostrato negli anni, e per il fatto di non aver mai leccato il culo a nessuno”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

The Manges
I Manges durante un concerto alla Skaletta


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