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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 00.30

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Gli uomini al fronte e le spezzine bigliettaie nei tram

In "1917 - Rotta e Rivoluzione" una parte interessante riguarda il lavoro durante la Grande Guerra e il ruolo della donna di cento anni fa.

Gli uomini al fronte e le spezzine bigliettaie nei tram

La Spezia - Nel Sessantotto le donne reclamarono un diverso ruolo nella società. La questione femminile, onda molto lunga dalle Amazzoni alle suffragette, fu anche in qualche modo sdoganata dalla Grande Guerra: partecipando tutti gli uomini al grande gioco, inevitabilmente le donne dovettero occupare i posti di lavoro lasciati liberi dai maschi.
La cosa riguardò tutto il mondo e ovunque suscitò reazioni dato che scompaginava una mentalità consolidata da secoli. Vedere donne impegnate fuori dal focolare per fare lavori considerati da sempre appannaggio degli uomini, suscitò scandalo ed alimentò dibattiti. Successe ovunque, anche qua alla Spezia dove, ad esempio, le ragazze inizialmente sono impiegate come bigliettaie nei tram, ma presto si pensa a loro anche come conduttrici.
Dunque, la donna al lavoro fa parlare, ma suscita anche approvazione: il Paese è impegnato in un conflitto mortale e, se l’uomo va in trincea, è giusto e naturale che in fabbrica sia rimpiazzato dalla compagna che è rimasta a casa, dice la borghese Gazzetta che vede di buon occhio l’evolversi delle relazioni fra i sessi.

Restano, comunque, i problemi della conduzione della casa e soprattutto dell’educazione dei figli a cui una mamma impegnata nel lavoro fuori, non può adempiere con l’identica efficacia di quando era solo casalinga. In città del problema si occupano soprattutto il giornale degli anarchici e quello dei cattolici.
Il settimanale libertario ospita un articolo in cui si sostiene che la donna deve mantenere la propria femminilità mantenendo per tutta la vita atteggiamenti materni. Non piace molto, insomma, la donna al lavoro e questo provoca anche reazioni sdegnate di anarchiche che rimproverano ai loro compagni di volerle rinchiuderle in casa escludendole dal confronto politico. Insomma, un po’ quanto qualche decennio fa le donne di "Lotta Continua" rinfacciavano ai maschi della loro parte.

Più articolata la posizione del settimanale cattolico che anche su questa tematica riflette il composito mondo fedele alla Spezia a madre Chiesa.
Un paio di articoli sostenuti dall’autorevole sigla G. C. (forse addirittura il Vescovo di Luni-Sarzana Giovanni Carli, secondo il gentile suggerimento dell’Onorevole Banti) sostengono che il posto della donna è la casa. Una risposta non tanto timida (io penso a Paolo Boracchia) dice invece che, se per tempi e necessità le antiche opinioni vanno modificate, la donna al lavoro deve essere supportata anche da un’adeguata azione legislativa. Non ne sortì la liberazione della donna, ma fu in ogni caso un passo in avanti verso un traguardo purtroppo ancora lontano.

Di questo e molto altro si può leggere sul nuovo libro "Spezia 1917 - Rotta e Rivoluzione". Per saperne di più leggi la scheda ufficiale

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