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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Giugno - ore 16.00

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Festa della Marineria, apertura con le tre mostre. Modalità ed orari al Camec

Festa della Marineria, apertura con le tre mostre. Modalità ed orari al Camec

La Spezia - In occasione della Festa della Marineria 2011, il CAMeC offre i propri spazi per tre mostre dedicate al tema del mare.
Al primo e al secondo piano: “Memoria sommersa: uomini, storia, arte e tecnologia”. A cura di Progettotre di Carlo Alberto Cozzani, Agnese Bucchi, Costanzo Furno insieme alla direzione del CAMeC e agli Archivi Multimediali della Spezia, la mostra presenta oggetti, video, installazioni, opere e fotografie, offrendo un percorso visivo che unisce la storia dell’esplorazione marina all’immaginario artistico attuale. Il focus principale ruota intorno al mondo dei palombari e del sommerso, con i suoi artisti-inventori, come il geniale Roberto Galeazzi Sr. (Livorno 1882 – La Spezia 1956), autore dello scafandro ancora in uso oggi, e contrappunti creativi di forme e oggetti, con opere di Gian Carozzi, Renato di Bosso, Paolo Fiorellini, Vincenzo Frunzo, Giuliano Galeazzi, Giuseppe Gusinu, Gianni Lodi, Osvaldo Peruzzi, Angelo Prini, Bruno Pulga, Danilo Sergiampietri. Non manca un importante contributo della fotografia d’autore, con Andrea Angelucci e Francesco Rastrelli. L’evento espositivo vede la fattiva collaborazione di Marina Militare - Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”, che ha prestato la maggior parte delle attrezzature subacquee antiche e moderne in mostra nonché messo a disposizione le competenze tecniche dei propri corpi speciali; The Historical Diving Society - Italia, Hydrolab, Associazione Nazionale Subacquei M.M. in congedo, The Historical Maritime Society, Fratelli della Costa – Italia. In un connubio di arte, tecnologia, visioni, documenti e ricordi si snoda il cammino otto-novecentesco dell’esplorazione marina coi suoi apparecchi ingegnosi e con i ricordi delle maggiori imprese dei palombari della Spezia. L’incursione nella creatività artistica odierna legata al mondo sommerso introduce le riflessioni sui legami fra arte e scienza che ha contraddistinto il Novecento e che ancora agisce attivamente.

Il CAMeC apre inoltre i propri spazi al progetto CAMeC pianozero, che inaugura con la mostra personale “Ancora ancora la nave in porto – Amoco Milford Haven files” di Michelangelo Consani. Curata da Mario Commone e Matteo Lucchetti, l'esposizione occuperà gli spazi al piano terra del centro. Incipit dell'intero percorso è il video Amoco Milford Haven files, sulle immersioni attorno al relitto dell'Amoco Milford Haven, nave petroliera affondata vent'anni fa nel golfo di Genova, causando il più grande disastro ecologico avvenuto nel Mar Mediterraneo.

A partire dall’esplorazione della nave, qui metaforicamente cadavere di un'intera epoca, prende luogo una riflessione che vuole esprimere una dissidenza attiva all'idea di crescita e all'ideologia della produzione. Consani sceglie coerentemente la via del recupero, evitando di esaurire il processo artistico stesso in una costante dinamica di produzione, e riprende da “Il seme dell'uomo” (1969) di Marco Ferreri – pellicola sulla possibile sopravvivenza dell'uomo al fallout nucleare – l'idea di un “Museo del genere umano”. Da questo concetto nasce il conseguente esercizio museografico che attinge al fondo permanente conservato nel museo in dialogo con la visione apocalittica di Ferreri (in particolare, dalla collezione Cozzani, opere di Marina Abramovic, Vincenzo Agnetti, Bernd e Hilla Becher, Piero Dorazio, Gilbert & George, Keith Haring, Peter Klasen, Joseph Kosuth, Robert Indiana, Roy Lichtenstein, Gastone Novelli, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Man Ray, Tom Wesselmann), mescolando alle opere d’arte oggetti di uso comune.

Lungo gli spazi di raccordo fra piano terra e ultimo piano, la mostra di 80 fotografie di Folco Quilici, “I mari dell’uomo”, in collaborazione con “Fratelli Alinari, Fondazione per la storia della fotografia”. L’esposizione è dedicata al grande lavoro fotografico del celebre documentarista, giornalista e scrittore, il cui nome si associa automaticamente al rapporto privilegiato fra l’uomo e il mare. Essa offre per la prima volta la possibilità di conoscere il suo lungo impegno di fotografo lungo un ampio e variegato percorso oggi conservato presso gli Archivi Alinari. La scelta delle immagini, di grande formato, raccoglie le più significative realizzate da Quilici dal 1952 al 2008 nei più remoti e suggestivi paesaggi marini ed è accompagnata da un prezioso filmato inedito che riassume momenti d’emozione vissuti e documentati dall’autore. Folco Quilici incontrerà il pubblico al CAMeC venerdì 17 alle 17.

Informazioni
dal 10 giugno al 2 novembre 2011
inaugurazione giovedì 9 giugno, ore 17

CAMeC - Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
p.zza Cesare Battisti 1 - 19121 La Spezia
t +39 0187 734593 / f +39 0187 256773 / camec.spezianet.it
da martedì a sabato 10-13 / 16-19 e 17-20 dal 21 / 6 al 31 / 8
domenica e festivi 11-19 / lunedì e Ferragosto chiuso

Dal 16 al 19 giugno il CAMeC osserverà il seguente orario (con ingresso gratuito):
16 - 17 giugno: 10,00 - 13,00 / 16,00 - 19,00
18 giugno: 10,00 - 13,00 / 16,00 - 23,00
19 giugno: 11,00 / 19,00


MEMORIA SOMMERSA_uomini, storia, arte, tecnologia
Un connubio di tecnologia, arte, ricordi, documenti, conferenze, per portare “in superficie” dalle origini, ai giorni nostri tutto ciò che gravita attorno al mondo subacqueo, osservato dal lato dell’evoluzione della tecnica che ha portato l’uomo a sfidare profondità sempre più ardite e da quello più “umano” riferito al coraggio e ai sentimenti degli uomini che esercitano questa professione.
Questo filo conduttore che costituisce la trama dell’evento si identifica necessariamente con le attività subacquee e sottomarine, attività che nel corso degli anni gli uomini hanno svolto e svolgono con elevata professionalità.
Tutto questo inserito in una carrellata di immagini tese a rappresentare come la Marina Militare e la città della Spezia rappresentino un’eccellenza sia nella preparazione degli uomini sia nell’implementazione e realizzazione di nuove tecnologie.
Il percorso si sviluppa in questa grande mostra caratterizzata non solo dall’esposizione di volumi, documenti, strumenti, oggetti, forme di arte a tema, ma anche da momenti di confronto con gli uomini di ieri e di oggi, presentazione di vecchie e nuove tecnologie a prova di quanto il progresso sia inteso come aiuto ma non sostituzione della “macchina umana”.
IL TEMPO DELLA SUBACQUEA
nell’oscurità dell’abisso, i suoni che provengono dalla superficie sono percepiti con il filtro della profondità, una sorta di immersione immaginaria accompagnata dallo scandire delle date delle principali tappe che hanno contraddistinto l’evoluzione della subacquea.
INTRO 1
Video proiezione
TESTIMONI DELLE ORIGINI
Questa sala ospita volumi storici messi a disposizione da THE HISTORICAL DIVING SOCIETY_Italia che costituisce il punto d'incontro di tutti gli appassionati dell'attività subacquea che abbiano a cuore il nostro retaggio culturale, la nostra storia, le nostre tradizioni affinchè tutto questo non sia dimenticato, ma recuperato, divulgato e conservato. I testi testimoniano come l’attività subacquea abbia radici lontanissime nell’evoluzione umana.
ROBERTO GALEAZZI SENIOR
Un genio, un’artista.
Le sue attrezzature pesavano meno dell’acqua – il germe della semplicità era in lui: “se pesi meno dell’acqua e sganci la zavorra vieni sempre su”. Diceva: se volete andare più profondi di un Galeazzi, non vi resta che scavare! (da MARE Mare Advanced Research of Enviroment n. 20/2010). Tutti conoscono la valenza dell’uomo “tecnologico” per pochi è piuttosto la conoscenza dell’artista. Il CAMEC mostra per la prima volta questa importante sfaccettatura che individua nella versatilità dell’uomo la profondità del pensiero che ha portato Galeazzi a compiere imprese per quell’epoca incredibili e oggi ancora attuali.
Oltre a questo, oggetti progettati, collaudati e realizzati dallo stesso galeazzi, ancora oggi vengono prodotti nell’azienda di famiglia.
CINEMA SOMMERSO_ Silvano Andreini
Una carrellata di “spezzoni” di film pietre miliari della cinematografia mondiale di ieri e di oggi, che hanno per soggetto il mistero del sommerso


PROFONDI SGUARDI_ Andrea Angelucci/Francesca Giacchè
L’opera fotografica vuol essere un omaggio 'artistico' ai palombari, a un mestiere apparentemente rude, ma che in realtà può essere definito un'arte, cantata in passato anche da poeti come Govoni e Neruda. A ben guardare il lavoro del palombaro nulla ha di poetico: duro, rischioso, imprevedibile. E tanto meno, poetica è la sua figura: goffa, pesante, quasi grottesca. Dietro l’occhio meccanico di una macchina, solo l’occhio sensibile di un fotografo può riuscire a scoprire la poesia: nelle mani di un vecchio palombaro, nella rigidità di una piega del vestito gommato, nel baluginio riflesso da un elmo, in uno sguardo… I volti dei palombari ci fanno capire la durezza della loro vita, ma anche un tratto saliente in tanti uomini: la curiosità e il fascino per un mondo a noi così vicino eppure così segreto come il mare.
INTRO2
Video proiezione
I PALOMBARI DELLA MARINA MILITARE
Tre stanze di storia di questo reparto altamente specializzato che forma da decenni uomini di elevata professionalità, che si sono sempre distinti per coraggio, affidabilità e passione.
In questo percorso una carrellata di oggetti e testimonianze dagli albori della professione ai giorni nostri.
A PASSI DI PIOMBO
La fotografia subacquea di Francesco Rastrelli testimonia il lavoro del palombaro ancora oggi equipaggiato come allora, ancora oggi, coraggioso come allora.
E in questa stanza, sorvegliata dalle “teste di rame”, una miscellanea di immagini che cercano di concentrare in pochi minuti le emozioni e i pensieri di tutto il percorso.
PICCOLE INFO SU PRESTATORI
MARINA MILITARE ITALIANA
Raggruppamento Subaquei e Incursori “Teseo Tesei” La Spezia
Gruppo Operativo Subaquei
I palombari del GOS, di stanza alla Spezia, nel paese di Le Grazie (comprensorio del Varignano) rappresentano un eccellenza nel panorama mondiale del personale capace di operare sotto la superficie marina.
La prima Scuola Palombari, istituita a Genova nel 1849, venne trasferita nel 1910, nel comprensorio del Varignano che la ospita ancora oggi.
Per concessione della Marina Militare saranno esposte al CAMEC tutte le attrezzature subacquee che hanno caratterizzato gli ultimi trenta lustri della storia dell’immersione.
ASSOCIAZIONE SUBACQUEI MARINA MILITARE IN CONGEDO_sezione del varignano
L' associazione Subacquei M.M.I in congedo , è una Sezione Aggregata del Gruppo ANMI della Spezia ; ha sede alle Grazie ( Città dei Palombari ) e prende il nome di SEZIONE VARIGNANO-SUBACQUEI.
La Sezione , nasce con lo scopo di mantenere vivo e tramandare le tradizioni ,le capacità professionali, i ricordi legati all'attività dei Subacquei (Palombari/Sommozzatori) provenienti dalla Marina Militare.
Proprio per questo motivo il museo ospiterà una selezione di elmi storici che ripercorrono la tradizione non solo italiana.

THE HISTORICAL DIVING SOCIETY_Italia
Il 29 aprile 1994 si costituì a Ravenna la "The Historical Diving Society Italia", associazione culturale no-profit.

The Historical Diving Society Italia non è legata ad alcuna federazione, corporazione, editoria, scuola, didattica. E' semplicemente il punto d'incontro di tutti gli appassionati dell'attività subacquea che abbiano a cuore il nostro retaggio culturale, la nostra storia, le nostre tradizioni affinchè tutto questo non sia dimenticato, ma recuperato, divulgato e conservato.

L’associazione ha messo a disposizione della mostra immagini, ma soprattutto testi storici a testimonianza di come l’attività subacquea abbia radici lontanissime nell’evoluzione umana.



Roberto Galeazzi, nacque a Livorno nel 1882, nei suoi 74 anni di vita ebbe un ruolo fondamentale per l’ingegneria subacquea, brevettando strumentazioni e oggetti in uso ancora oggi. A chi gli chiedeva quale fosse la sua professione, la sua risposta era….INVENTORE.

Aprì la sua prima officina a La Spezia in Via XX Settembre, e da allora le sue imprese si sono susseguite passando da un successo tecnologico all’altro, come non ricordare che fu il primo uomo a raggiungere la profondità di oltre 200 metri con un’apparecchiatura individuale quando collaudò la sua prima torretta butoscpica nel 1931 al largo di Santa Margherita Ligure.

Galeazzi, famoso in tutto il mondo per i suoi brevetti, padri delle più moderne apparecchiature subacquee di oggi, mostra, in occasione della rassegna del CAMEC, il suo lato artistico, esponendo, per gentile concessione della nipote Maria Letizia insieme al marito Giancarlo Bartoli, disegni, acqueforti, dipinti e documenti privati che sono stati gelosamente conservati nel tempo. L’associazione ha messo a disposizione della mostra immagini, ma soprattutto testi storici a testimonianza di come l’attività subacquea abbia radici lontanissime nell’evoluzione umana.


Michelangelo Consani
ANCORA ANCORA LA NAVE IN PORTO

Amoco Milford Haven files

mostra personale a cura di
Mario Commone e Matteo Lucchetti

In occasione della Festa della Marineria il CAMeC – Centro d'Arte Moderna e Contemporanea della Spezia – apre i propri spazi al progetto CAMeC pianozero, che presenta la mostra personale “Ancora Ancora la nave in porto – Amoco Milford Haven files” di Michelangelo Consani. Curata da Mario Commone e Matteo Lucchetti, l'esposizione impiega, all’interno del proprio percorso, una selezione di opere provenienti dalla Collezione Cozzani – di proprietà del centro – scelte per inserirsi dialogicamente nel progetto dell’artista invitato. Consani articola un discorso che, tra le altre cose, vuole leggere la marineria, inevitabile riferimento, nella sua appartenenza alla dimensione del mare, qui declinata come uno spazio in grado di riflettere silenziosamente la fine di un paradigma economico dominante legato allo sfruttamento delle risorse fossili.

Incipit all'intero percorso è il video Amoco Milford Haven files, sulle immersioni attorno al relitto dell’Amoco Milford Haven, nave petroliera affondata vent'anni fa nel golfo di Genova, causando il più grande disastro ecologico mai avvenuto nel Mar Mediterraneo. Oltre novantamila litri di petrolio riversati in un'ecosistema che in quello stesso raggio chilometrico, soltanto poche ore prima, aveva già subito l'altrettanto consistente perdita dell'Agip Abruzzo, nave protagonista della tragedia Moby Prince nell'aprile 1991. A partire dall’esplorazione della nave, qui metaforicamente cadavere di un'intera epoca, prende luogo una riflessione, ormai di lungo corso per l'artista, che vuole esprimere una dissidenza attiva all'idea di crescita e all'ideologia della produzione, motori del “totalitarismo aggressivo della società del consumo mondializzato”, come scrive Serge Latouche in un saggio recentemente dedicato al lavoro di Consani. All’immagine ambivalente del relitto si giunge passando per una visualizzazione a parete della teoria del picco di Hubbert, sulla quale si collocano il video stesso e l’opera Ob-ject. (Art as Idea as Idea) di Joseph Kosuth, come contrappunti alla formula estensione-picco-declino, legata a qualsiasi economia dipendente da fonti energetiche esauribili. Sulla curva massima si colloca 1972, installazione audio che articola le considerazioni del Club di Roma elaborate in quello stesso anno, con una voce off che illustra la dinamica descritta da Marion King Hubbert.

Al binomio produzione-oggetto, introdotto dall’inserimento di Kosuth, fa riferimento anche la seconda sala, nella quale si palesa il rapporto che lega un sistema economico nella sua ascesa alla produzione artistica a questo contemporanea, attraverso una quadreria di opere allestita secondo un modello classico della museografia moderna.
Parallelamente a questo, in un momento storico in cui un rinnovato concetto di sostenibilità subisce un restyling “green” degli stessi metodi di sfruttamento intensivi delle risorse, anche il sopito immaginario post-atomico sembra rinverdirsi di nuovi nomi, vecchie geografie e scenari sui quali si è già tanto speculato in senso visivo dagli anni della guerra fredda. Tanto che Consani sceglie coerentemente la via del recupero, evitando di esaurire il processo artistico stesso in una costante dinamica di produzione, e riprende da “Il seme dell'uomo” (1969) di Marco Ferreri – pellicola sulla possibile sopravvivenza dell'uomo al fallout nucleare – l'idea per un Museo del genere umano. Il successivo esercizio museografico compiuto dall’artista sulla Collezione Cozzani è quindi in dialogo con la visione apocalittica di Ferreri, dove quella partizione di storia dell’arte contemporanea si mescola all’esposizione di oggetti di uso comune; se per il regista questi erano ricordi di un mondo scomparso, in questa nuova lettura diventano simulacri di un’ideologia consumista, tanto quanto le opere, legate al loro plusvalore feticistico. Come in una meta-mostra, le opere scelte creano un’ulteriore sfera narrativa, nella quale il comune denominatore è dato dalla costante messa in crisi delle categorie della modernità, per mezzo di un esperimento storiografico che percorre il Novecento sulla sintesi dei pezzi di un protagonista minore e periferico del collezionismo.
La terza ed ultima sala risulta aperta soltanto allo sguardo e inaccessibile al passo. Si tratta della speculazione artistica messa in atto da Consani, che vede la nave ripartire sulla base di un ulteriore recupero compiuto sulla propria produzione passata, la quale fa riferimento alla fragilità insita in percorsi realmente sostenibili, non tanto basati su di una riconversione quanto sull’accettazione dell’esauribilità delle risorse: soltanto da questa potrà prendere corpo un reale discorso sulla decrescita.

Il progetto “Ancora ancora la nave in porto. Amoco Milford Haven files” si inserisce idealmente come terzo momento conclusivo a seguito delle altre due personali realizzate in questi primi mesi del 2011: “La festa è finita” (Sponda - Fabio Tiboni, Bologna) e “ Three Personalities for a New Ecological Memory” (Kunstraum Muenchen, Monaco di Baviera). Per la conclusione della mostra è prevista la pubblicazione di una monografia sul recente lavoro dell'artista, con la collaborazione di altre istituzioni internazionali.

Michelangelo Consani, (Livorno, 1971). Dopo una serie di importanti mostre collettive (ARTKLIAZMA, Russia; SCHUNCK, Glaspaleis, Olanda; Musée d'Art Contemporain du Val de Marne, Francia; Center for Contemporary Art Celje, Slovenia; Cittadellarte – Fondazione Michelangelo Pistoletto, Biella), nel 2010 riceve da EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze il premio come miglior artista under 40. L’opera commissionata in quell’occasione entra nella collezione permanente del Museo Pecci di Prato. Lo stesso anno, prende parte alla prima Triennale di Aichi che Akira Tatehata, Masahiko Haito, Hinako Kasagi, Pier Luigi Tazzi e Jochen Volz curano a Nagoya, in Giappone.
La Collezione Cozzani è rappresentata in mostra dai seguenti artisti: Marina Abramovic, Vincenzo Agnetti, Bernd e Hilla Becher, Piero Dorazio, Gilbert & George, Keith Haring, Peter Klasen, Joseph Kosuth, Robert Indiana, Roy Lichtenstein, Gastone Novelli, Dennis Oppenheim, Giulio Paolini, Man Ray, Tom Wesselmann.


“I MARI DELL’UOMO – Fotografie di Folco Quilici”
Già ospite d’onore della prima edizione, che si è tenuta a La Spezia dall’11 al 16 giugno 2009, Folco Quilici torna alla “Festa della Marineria - Biennale di Arte, Cultura, Scienza e Tradizione” con la mostra “I MARI DELL’UOMO – Fotografie di Folco Quilici”. L’esposizione è dedicata al grande lavoro fotografico del celebre documentarista, giornalista e scrittore, il cui nome si associa automaticamente al rapporto privilegiato fra l’uomo e il mare. La mostra offre per la prima volta la possibilità di conoscere, oltre ai documenti e alle opere che hanno segnato la storia delle pubblicazioni illustrate di grande prestigio di Quilici dagli anni Cinquanta in poi, il suo lungo impegno di fotografo così come lo testimonia un ampio e variegato percorso attraverso l’archivio fotografico oggi conservato presso gli Archivi Alinari. Sarà così possibile, per la prima volta, un’empatica contemplazione di quell’elemento naturale fonte di vita, il mare, protagonista di gran parte della vita professionale dell’Autore. La Mostra presenta 80 fotografie a colori di grande formato tra le più significative realizzate da Quilici dal 1952 al 2008 sui mari dell’uomo, dalla Polinesia al Mediterraneo, dall’Oceania all’Oceano Indiano, con particolare riguardo ai paesaggi dalla Groenlandia, alla barriera corallina, alle tradizioni legate al mare, alle ritualità, ai villaggi sulla costa, al mondo degli abissi con i relitti e l’archeologia sommersa, al lavoro dei pescatori, alle piroghe e alle imbarcazioni di tutti i mari, fino al gioco dei bambini polinesiani con i terribili pescecani.
Le immagini sono accompagnate da un prezioso filmato inedito di sessanta minuti che riassume, a conclusione della Mostra, momenti d’emozione vissuti da Quilici e documentati nei mari del mondo, dalle riprese di Sesto Continente del 1954 alla strage degli squali in corso negli ultimi anni; tema della battaglia che oggi lo impegna a fianco di un ambientalismo cosciente ed equilibrato.
Catalogo della mostra edito dalla Fondazione Alinari a cura di Folco Quilici ed Emanuela Sesti con un’introduzione di Italo Zannier e una dedica di Predrag Matvejevic‘; testi di Lilia Capocaccia, Maurizio Daccà, Federico de Strobel, Folco Quilici, Emanuela Sesti. Edizione italiano-inglese. Pagine 152 – formato cm. 24x29.


















CREDITS

promosse da

Comune della Spezia
Sindaco
Massimo Federici

Autorità Portuale
Presidente
Lorenzo Forcieri

ISC - Istituzione per i Servizi
Culturali del Comune della Spezia
Presidente
Cinzia Aloisini
Direttore
Marzia Ratti
Consiglio di amministrazione
Valerio Cremolini, Paolo Galantini, Pier Gino Scardigli


MEMORIA SOMMERSA
uomini, storia, arte e tecnologia

Marina Militare Italiana
Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”,
Gruppo Operativo Subacquei
The Historical Diving Society – Italia
Associazione Nazionale Subacquei M.M. in congedo

progetti e opere di:
Roberto Galeazzi sr

opere di:
Gian Carozzi
Renato di Bosso
Paolo Fiorellini
Vincenzo Frunzo
Giuliano Galeazzi
Gianni Lodi
Osvaldo Peruzzi
Angelo Prini
Bruno Pulga
Danilo Sergiampietri

sezioni mostre fotografiche di:
Andrea Angelucci_Francesca Giacchè - “Profondi Sguardi”
Francesco Rastrelli - “A Passi di Piombo”

I MARI DELL’UOMO
fotografie di Folco Quilici

Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia

A cura di
Folco Quilici e Emanuela Sesti

Traduzioni
Erika Pauli

Fotografie
Folco Quilici © Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A.

Filmato in mostra
Sequenze tratte da film e documentari di Folco Quilici
da Sesto Continente (1954) ad oggi
Musiche originali di Vincenzo Ricca
Montaggio Marilena Grassi

Catalogo
Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia.

Un ringraziamento particolare a Anna Azan

© 2011 Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia


allestimento e produzione multimediale a cura di:
Progettotre_studio associato
di Carlo Alberto Cozzani, Agnese Bucchi, Costanzo Furno

collaboratori Alessio Carrabino, Diego Pellegri

con la collaborazione di
Direzione Musei
Marzia Ratti
e
Archivi multimediali “Sergio Fregoso”
Silvano Andreini, Elisabetta Cantelli,
Maurizio Cavalli, Michela Mori

Coordinamento tecnico-scientifico
Progettotre_studio associato
Eleonora Acerbi (CAMeC)

Con il supporto di
Contship Italia group
Italbrokers
GPA Assiparos
Marsh
RAO & SARTELLI, La Spezia
Vernicolor di Baldini e Spinetti, La Spezia

Con il contributo di
Marina Militare Italiana:
Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”
Gruppo Operativo Subacquei,
Federico De Strobel, Virgilio Pinto, Giancarlo Bartoli, FOCUS, Immersione_I secoli della scoperta (D. Cedrone),
Immersioni (F. Rambelli), La Fotografia Subacquea,
Marine Advanced Research Of Environment,
Mondo Sommerso


CAMEC
Dirigente
Marzia Ratti

Responsabile amministrativo
Giacomo Borrotti

Ufficio amministrazione
Flavia Rasi

Ufficio prestiti
E. Cristiana Maucci

Servizio prevenzione e protezione
Roberto Bucella

Promozione
Carla Allagosta

Segreteria
Carla Dellapina

Allestimento
Alessandro Angeli, Roberto Colombani,
Alessandro Fochesato, Emiliano Gianardi

Accoglienza e custodia
Marilena Bertano
Cooperativa Zoe
Auser Risorseanziani

Servizi didattici in mostra
Eleonora Acerbi
Daniela Binelli, Patrizia Drovandi – ASL n. 5 spezzino
Cooperativa Artemisia
Cooperativa Zoe

Documentazione fotografica della mostra
Enrico Amici

Ringraziamenti
CC Riccardo Fantini, CC Giampaolo Trucco,
STV Marco Presti, Lgt Enrico Gusso,
1° Mrs Giulio Zocco, 1° Mrs Espedito Masturzo

Sandro Battistini, Giacomo Bertonati, Sacha Beverini,
Sara Bonatti, Saul Carassale, Marco Corbani, Roberta Correggi,
Angelo Delsanto, Ilaria Gasperi, Agostino Giacchè,
Grimaldi Impianti, Arturo Izzo, Dario Lanzardo,
Mattia Lapperier, Angelo Majoli, Vania Maninchedda,
famiglia Mura, Massimo Nardini, Vincenzo Paolillo,
Indrit Saja, Luigi Terziani, Daniela Tofani, Angela Valdettaro, Margherita Vivoli, e tutte le persone che hanno cortesemente collaborato alla realizzazione della mostra

CAMeC pianozero

Michelangelo Consani
ANCORA ANCORA LA NAVE IN PORTO
Amoco Milford Haven files

a cura di
Mario Commone e Matteo Lucchetti

comitato scientifico
Francesca Cattoi
Mario Commone
Lara Conte
Matteo Lucchetti


produzione esecutiva
Associazione SCARTI, La Spezia

coordinamento tecnico-scientifico
Eleonora Acerbi (CAMeC)

grafica
Marta Manini

traduzioni
Susan Charlton

allestimento
Alessandro Ratti, Paolo Turini

con il contributo di
Daniele Bacci, Daniele Passeri, Alessio Torreggiani

ringraziamenti
Giorgio e Ilda Cozzani e gli artisti della collezione
Fernando Andolcetti
Silvano Andreini
Nicola Barattini
Sergio Bazzini
Jacopo Benassi
Leonardo Bianco
Roberto Buratta
Paolo Chang
Cosimo Cimino
Gabriella Cruciatti
Chiara De Carolis
Marco Ferreri
Marion King Hubbert
Roberto Lauriana
Andrea Marmori
Silvia Pichini
Loris Rispoli
la balena

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
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