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E quel socialista di Mussolini parlò di "neutralità attiva e operante"

Cento anni fa il famoso titolo dell'Avanti. L'Italia entrò in guerra il 24 maggio del 1915.

E quel socialista di Mussolini parlò di "neutralità attiva e operante"

La Spezia - Oggi ricorre un centenario speciale, un giorno davvero importante. Un secolo fa oggi era domenica ed in quella data Benito Mussolini, allora direttore dell'Avanti!, l'organo del PSI, cambiò posizione e da neutralista quale era stato tutto sommato fino a quel momento, virò con decisione verso l'intervento in guerra. Già, perché allora, magari non lo ricordiamo tanto bene, la prima guerra mondiale infuriava su molte terre europee ed altre si apprestava ad infestare.
Per più motivi, non ultimo quello di contrattare lo stare fuori con concessioni di vario tipo, l'Italia fin dall'inizio s'era mantenuta estranea, e neutrale sarebbe rimasta fino al 24 maggio. Aveva dichiarato questo suo stato il 4 agosto e nella stessa data il PSI aveva lanciato la parola d'ordine della “neutralità assoluta”, che sarebbe come dire oggi “senza se e senza ma”. A monte di questa posizione ci stava il pericolo, quasi terrore, che correva per la schiena di moltissimi Italiani, e cioè che il tricolore potesse scendere in guerra assieme all'aquila bicipite degli Asburgo d'Austria che non era vessillo molto amato. Non era un timore ingiustificato; ci si andò vicini, forse lo si sventò perché solo due mesi prima la Penisola era stata toccata da una vasta protesta, la settimana rossa, che in alcune zone aveva assunto i connotati di movimento insurrezionale.
Dunque, neutralità per non andare con l'Austria, ma in breve la situazione cambia radicalmente perché l'aggressività dell'esercito tedesco e la violenza che le truppe di Berlino esercitano ovunque, popolazione civile compresa (si pensi al Belgio invaso benché neutrale per patti sottoscritti da tutti), impone a tutta la sinistra europea di ripensare le proprie posizioni. Ci si chiede quali spazi democratici, quali libertà civili avrebbero lasciato i Tedeschi se vittoriosi. Soprattutto, c'è la consapevolezza che il grande muro protettivo che il movimento operaio s'era costruito in tutti quegli anni, la Seconda Internazionale, s'era squagliato più che neve al sole e si trovavano indifesi di fronte ad una tale minaccia. Occorre ripensare e sono nomi gloriosi che si sono sempre battuti per la pace che cambiano casacca, oltre ai partiti socialisti francese e tedesco che votano i debiti di guerra.
In questo contesto anche una parte del PSI muta idea e l'esempio più eclatante è proprio quello di Mussolini che pubblica cento anni fa l'articolo famoso “Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva e operante”. È come una frustata per il partito che si interroga perplesso. Poi, Mussolini di dimette da direttore, è espulso e il 15 novembre esce con il suo nuovo giornale, “Il Popolo d'Italia” che, giova ricordarlo, porta come sottotitolo “giornale socialista”.
Perché ricordare oggi questa data? Celebrare una ricorrenza importante? Forse, però in quella pagina di storia c'è qualche cosa di più che può essere una lezione valida anche per noi oggi, e cioè che non è facile restare uguali in un mondo che cambia. Pensate a quanto è attuale.

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