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Dogman Fonte al Mirabello: "Ho 'rubato' la mia possibilità"

Palma d'oro a Cannes per l'interpretazione sguainata nel film di Matteo Garrone, l'attore calabrese si è intrattenuto con il pubblico spezzino, arrivato al porticciolo per la doppia proiezione di 'Asino vola' e del film sul canaro.

GRANDE CINEMA
Dogman Fonte al Mirabello: "Ho 'rubato' la mia possibilità"

La Spezia - Intensa serata di cinema l'altro ieri a Porto Mirabello in occasione della rassegna estiva promossa da Il Nuovo e da Fondazione Carispezia. Grande ospite Marcello Fonte, Palma d'oro a Cannes 2018 per la miglior interpretazione maschile, strappata meritatamente grazie alla performance restituita in 'Dogman' di Matteo Garrone, proiettato ieri sera per il piacere di chi non l'aveva mai visto e di chi ha avuto la buona intuizione di concederselo ancora. Ma prima del film liberamente ispirato alla vicenda del canaro della Magliana, sullo schermo del porticciolo si è srotolata la favola 'Asino vola', lungometraggio diretto da Paolo Tripodi e Marcello Fonte, che interpreta ben quattro personaggi (ma non il suo alter ego, che ha il volto di Luigi Lo Cascio). Un film ancora non distribuito nelle sale cinematografiche ispirato all'infanzia calabrese di Fonte bambino, figlio di povera gente caparbio nell'inseguire un sogno fatto di musica.

Marcello Fonte, entusiasta e disponibile, ha volentieri tirato tardi assieme al pubblico, tra domande e riflessioni. “Dal nulla alla Palma d'oro? - ha detto l'attore classe 1978, affiancato dal direttore de Il Nuovo, Silvano Andreini, e dal regista Fulvio Wetzl – Iniziare da zero è stata una fortuna, uno stimolo. L'importante nella vita è darsi sempre delle mete, qualsiasi esse siano, in ogni ambito. Bisogna ritrovare se stessi e la soddisfazione di fare quello che si fa”.

Immancabile un passaggio sull'incontro con il regista Andrea Garrone. “Ci siamo conosciuti per Dogman... ma è come se fossimo amici da sempre, da una vita. Anzi, da un'altra vita... io sono pure un po' buddhista – ha detto Fonte -. Come abbiamo cominciato a lavorare insieme? Passando per la porta principale del cinema: un provino. Io lavoravo con Valentina Esposito, che fa teatro finalizzato al reinserimento sociale dei detenuti. Un componente della compagnia purtroppo è venuto a mancare e io ho preso il suo posto. Un giorno Garrone ha voluto provinare tutta la compagnia in vista di Dogman. Ho fatto il provino... ed è andata. Con Matteo ci siamo sposati, abbiamo partorito il personaggio. Lavorare con lui è una goduria, è stato come fare l'amore – infatti amore è una parola importantissima nel film -, ne avevo un gran bisogno”. E Garrone, Fonte, se lo aspettava diverso: “Pensavo a un signore grande, grosso, con la barba, la panza... invece è uno atletico, in forma, niente caffè, nemmeno una birra, beve le centrifughe, fa palestra...”.

Nota finale sulle strade per acchiappare il cinema. “Serve l'accademia? Non per forza. Il mestiere lo apprendi anche senza accademia. Rubare libri non è reato, perché la cultura deve essere alla portata di tutti. Io non ho potuto fare l'accademia per ragioni economiche, e mi sono rubato la mia possibilità. E non mi sento un piccolo fiammiferaio, poverino... ho fatto un mio lavoro personale, uno studio, sono un autodidatta. Ho sentito grandi maestri, ho chiesto, ho guardato, e guardando si impara. E non ho voluto tutto subito. Oggi ringrazio me stesso - ha concluso Fonte - per non aver dato retta a mia madre, altrimenti sarei a zappare la terra”.

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