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Deflorian/Tagliarini in prima ligure al Dialma e agli Impavidi

Doppio spettacolo a Spezia e Sarzana il 30 e 31 marzo.

Fuori Luogo
Deflorian/Tagliarini in prima ligure al Dialma e agli Impavidi

La Spezia - Un weekend con una delle compagnie più interessanti del teatro contemporaneo attende il pubblico di Fuori Luogo, percorsi teatrali nel presente, progetto dell'Associazione Gli Scarti in partnership con Balletto Civile, associazione Scena Madre e CasArsA Teatro e in collaborazione con i comuni della Spezia, Lerici, Sarzana e Santo Stefano di Magra.

Sabato 30 al Teatro degli Impavidi di Sarzana e domenica 31 marzo al Dialma Ruggiero di Spezia la scena sarà tutta per Deflorian/Tagliarini, attori, registi e autori di culto negli spazi alternativi dove lavorano insieme dal 2008, amati e applauditi in Francia, Svizzera e da qualche anno finalmente approdati nei teatri più imponrtanti italiani.

Si comincia sabato 30 alle ore 21.15 a Sarzana con il poetico Il cielo non è un fondale, cinque nomination e un Premio Ubu come miglior allestimento. Un lavoro suggestivo e delicato per parlare di sogni, di aspettative e di teatro con delicatezza e originalità.
Una scena scarna, il cielo del titolo evocato da un dialogo tra sogno e realtà urbana. Il duo Deflorian/Tagliarini, sul palco con Francesco Alberici e Monica Demuru, porta in scena un dialogo possibile tra lo spazio della finzione e lo spazio esterno, il reale.

Il duo romano inoltre presenterà a Spezia (Dialma Ruggiero, ore 19 e 21.15) il loro nuovo lavoro dal titolo Scavi, una performance affascinante e di immenso valore storico, realizzata per un numero limitato di spettatori. Concepita come progetto collaterale a Quasi Niente, uno spettacolo ispirato a Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni, la performance vuole essere la restituzione pubblica delle “scoperte” fatte da Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e Francesco Alberici nella fase di indagine del lavoro. Andare a Ferrara al Fondo Antonioni, leggere tutto quello che è stato reperibile sulla preparazione del film, ritrovare il diario di uno degli assistenti alla regia, vedere le fotografie di scene girate non montate, avere tra le mani i primi pensieri di Antonioni scritti a penna quando l’idea era vaghissima: il progetto si confronta con i procedimenti del processo creativo, con lo scontro meraviglioso e faticoso tra idea e materia – scavando con pazienza, come fanno gli archeologi.

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono autori, registi e performer. Il primo lavoro nato dalla loro collaborazione è del 2008, Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch. Nel 2009 hanno portato in scena un lavoro liberamente ispirato alla filosofia di Andy Warhol, from a to d and back again. Tra il 2010 e il 2011 hanno lavorato al “Progetto Reality” che, a partire dai diari di una casalinga di Cracovia, ha dato vita a due lavori: l’installazione/performace czeczy/cose (2011) e lo spettacolo Reality  (2012), lavoro per il quale Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni con la collaborazione di Monica Piseddu e Valentino Villa ha debuttato l’anno successivo al Romaeuropa Festival di Roma. Lo spettacolo ha vinto il Premio Ubu 2014 come miglior novità italiana e nel 2016 il Premio della Critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada.

Hanno creato due site specific: Il posto (2014) creato e presentato a Milano alla Casa Museo Boschi/Di Stefano per il progetto “Stanze” e Quando non so cosa fare cosa faccio (2015) ispirato al film di Antonio Pietrangeli, “Io la conoscevo bene”, prodotto dal Teatro di Roma. Il cielo non è un fondale, con la collaborazione di Francesco Alberici e Monica Demuru ha debuttato nel 2016 a Losanna (Svizzera) al Theatre de Vidy. Nel 2017 iniziano a lavorare sul Progetto Antonioni/Deserto Rosso, nascono due spettacoli:  Scavi,  una performance condivisa con Francesco Alberici, ha debuttato al Festival di Santarcangelo nel luglio 2018 e lo spettacolo Quasi Niente  ha debuttato  a Lugano al Lac e in prima nazionale a Roma al Teatro Argentina nell’ottobre 2018. Lo spettacolo, con la collaborazione alla drammaturgia di Francesco Alberici vede in scena, oltre ai due autori, Monica Piseddu, Francesca Cuttica e Benno Steinegger.

Sabato 30 marzo - ore 21.15
Il cielo non è un fondale
5 nomination e Premio Ubu 2017 miglior allestimento

di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
con Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini
testo su Jack London Attilio Scarpellini
assistente alla regia Davide Grillo
disegno luci Gianni Staropoli con la collaborazione di Giulia Pastore
costumi Metella Raboni
costruzione delle scene Atelier du The´a^tre de Vidy
direzione tecnica Giulia Pastore
Produzione Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione Coproduzione Ode´on – The´a^tre de l’Europe, Festival d’Automne a` Paris,
Romaeuropa Festival, The´a^tre Vidy-Lausanne, Sao Luiz – Teatro Municipal de Lisboa

I sogni, dice il filosofo George Didi-Huberman, ci lasciano soli. Nella solitudine dei nostri sogni gli altri, come attori su un palcoscenico, sono e non sono se´ stessi. Il cielo non e` un fondale parte da un sogno che e` a sua volta generato da una canzone. E’ li`, tra il buio e il corpo della musica che inizia il vero, paradossale lavoro del teatro: sognare gli altri assieme a loro, in uno spazio scenico vuoto che si ingrandisce e si restringe, come l’architettura, a un tempo contratta e smisurata, della nostra mente. In questo luogo sospeso, Antonio racconta di aver sognato Daria nei panni di una barbona e, pur avendola riconosciuta, di essere passato oltre; quel gesto innesca una ritmica di incontri e di misconoscimenti, di cadute e di incidenti, di parole e di canzoni, scandita da due sentimenti contraddittori: la paura di essere noi stessi l’altro, l’escluso, “l’uomo che mentre tutti sono al riparo resta da solo sotto la pioggia” e il desiderio di metterci, per una volta, al suo posto. Ma come conciliare la compassione e un’obesita` dell’io che non resiste alla tentazione di sostituire a ogni storia la propria? In scena quattro persone slittano continuamente fino alla soglia di figure intraviste che non potranno mai essere dando vita a un atto drammatico “senza trama e senza finale” (come suggeriva Cechov a un giovane autore) che si avventura alla ricerca di chi sono gli altri in noi e di chi siamo noi negli altri.


Domenica 31 marzo - ore 19.00 e ore 21.15
Scavi
un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
scritto ed interpretato da Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
consulenza letteraria di Morena Campani
organizzazione di Anna Damiani
foto di Elizabeth Carecchio
una coproduzione A.D. e Festival di Santarcangelo
in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi
residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t Roma
“Il mio lavoro è uno scavo, una ricerca archeologica tra gli aridi materiali del nostro tempo.”
Michelangelo Antonioni

Nell’autunno 2018 debutteremo con Quasi niente, uno spettacolo liberamente ispirato a Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Il film del 1964, è la prima opera a colori del regista e vede in scena, a partire da un breve racconto di Tonino Guerra, una straziante e fanciullesca Monica Vitti. Giuliana, moglie e madre, attraversa il deserto – che in una scena è davvero rosso – della sua vita senza che nessuno possa realmente toccarla, senza toccare davvero nessuno. Poche le parole, alcune talmente belle da diventare proverbiali (“Mi fanno male i capelli”, la più nota, presa in prestito alla poetessa Amelia Rosselli) e protagonista assoluto il paesaggio, una Romagna attorno a Ravenna trasfigurata dal regista.
Scavi è un progetto collaterale allo spettacolo, una performance per un numero limitato di spettatori, che vuole essere la restituzione pubblica delle nostre “scoperte” nella fase di indagine del lavoro. Andare a Ferrara al Fondo Antonioni, leggere tutto quello che è stato per noi reperibile della preparazione del film, ritrovare grazie a Morena Campani il diario di uno degli assistenti alla regia, vedere le fotografie di scene girate non montate, avere tra le mani i primi pensieri di Antonioni scritti a penna quando l’idea era vaghissima, sapere delle sue notti in bianco per cambiare finale al film pochi giorni prima della fine delle riprese per la partenza di uno dei protagonisti, è stato un continuo confrontarci con quello che avviene sempre nel processo creativo, lo scontro meraviglioso e faticoso tra idea e materia.

Info: 375-57 14 205 / 0187-713264 prenotazioni@fuoriluogoteatro.it
Prezzi: Studenti scuole superiori: 5€ - Under 30: 10€ - Iscritti Scarti Factory: 8€
Intero: 15€
Carnet 8 spettacoli Fuori Luogo* Studenti scuole superiori: 35€ - Under 30: 64€ - Intero: 80€


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