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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Marzo - ore 22.43

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Dal fagotto al corno, gli strumenti "di nicchia" che oggi le orchestre cercano

Il Conservatorio Puccini avvia una serie di laboratori per far scoprire lo studio di quegli strumenti che non vanno di moda. Incontri aperti a tutti. "Tenendoli in mano si scopre una predisposizione e magari può sbocciare l'amore".

con la cultura si mangia
Dal fagotto al corno, gli strumenti "di nicchia" che oggi le orchestre cercano

La Spezia - Hanno nomi che suonano già solo a pronunciarli e hanno un nobile passato che li proietta nel presente. Basta farli uscire dalla nicchia in cui sono stati collocati da una serie di fattori. Le mode innanzitutto, una scarsa esposizione mediatica sulla televisione, a volte l'ingombro e certamente l’idea che facciano parte di una “cultura alta” che in qualche modo non possa essere appannaggio di tutti. Un concetto sbagliato che il conservatorio “Giacomo Puccini” della Spezia ha intenzione di scardinare con una serie di incontri a porte aperte che avranno come protagonisti gli strumenti 'dimenticati', quelli non mainstream, della grande tradizione musicale europea.
Sono l’oboe, il fagotto, il corno, la viola, la fisarmonica e il sassofono. Ma anche pesi massimi come il contrabbasso, il violoncello, le tastiere storiche e l'organo. “Tutti strumenti non insegnati nelle scuole medie a indirizzo musicale e che quindi spesso ragazzi e ragazze non hanno la possibilità di provare - spiega il maestro Endrio Luti che anima il progetto - Questa possibilità vogliamo darla noi. Non solo vederli, ma tenerli in mano e provare a suonarli per vedere se c’è una reale affinità che si scopre solo in questo modo. Magari può nascere un vero amore”.

Sabato 9 febbraio ci sarà la presentazione dei laboratori per cui i docenti del conservatorio hanno dato disponibilità ad esserci in maniera gratuita. E, a parte un'assicurazione da 10 euro, gratuiti saranno anche per i partecipanti. “In passato avevano già provato a fare incontri direttamente nelle scuole medie, ma non era abbastanza – continua Luti - In quei contesti i ragazzi non hanno il tempo di provare gli strumenti, se invece si ha la possibilità di toccarli si crea un’affezione diversa rispetto allo strumento. Anche per chi sta già studiando è l'occasione per chiedere consigli ai docenti, per capire cosa sta facendo e a che punto è della propria formazione. In questo periodo storico nei conservatori c’è confusione tra vecchio ordinamento, corsi pre-accademici e percorso accademico. A volte le persone sono proprio spaventate. Noi vogliamo far capire che un conservatorio è un luogo in cui si studia, si consegue un'alta formazione a cui si arriva con passaggi che passano da licei e scuole musicali”.

Una formazione che vuol dire anche professione. Pur avendo tutti una dignità e una piacevolezza anche da solisti (Mozart scrisse dei famosi concerti per il pur "umile" corno), gli stessi strumenti meno gettonati sono quelli oggi più ricercati sia nelle orchestre, sia all'interno degli stessi istituti per l'insegnamento. Alta domanda e sempre più scarsa offerta, non solo alla Spezia ma in tutta Italia. E qui c'è un'altra tara, quella per cui 'con la cultura non si mangia', contro cui lottare. “Sono sacrifici che vengono ripagati – assicura il direttore Federico Rovini - Fagotto, corno, oboe e contrabbasso sono strumenti che esistono nelle orchestre. Vivono un calo degli iscritti anche perché se il criterio per aprire le sezioni di strumento nelle scuole medie è di scegliere solo quelli più gettonati, è chiaro che la classe di fagotto o oboe non si aprirà mai. Un problema di costo? Il pianoforte semmai ha un problema di costo. Un buon oboe da concerto può costare 10mila euro, ma quelli da studio costano molto molto meno. In ogni caso noi li abbiamo e chi verrà ai laboratori li troverà da suonare”. Sabato 9 febbraio alle 15.30 presso l'auditorium dello stesso conservatorio la presentazione dei laboratori aperta a tutti.

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