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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 23.06

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Crisi del lavoro e democrazia, Parole di Giustizia spera nel futuro

La nona edizione a fine mese toccherà anche il tema del populismo. Fra gli ospiti Revelli, Davigo, dubbi su prossime edizioni. Brusacà chiarisce: "Se ci saranno la nuova amministrazione dovrà condividere il nostro taglio".

Crisi del lavoro e democrazia, Parole di Giustizia spera nel futuro

La Spezia - Torna il 28 e 29 aprile alla Spezia “Parole di Giustizia”, due giorni di incontri, letture, confronti sul tema “Crisi del Lavoro - Crisi della democrazia”. La nona edizione è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Civico dal sindaco della Spezia Massimo Federici, dal presidente di Crèdit Agricole Carispezia ndrea Corradino, da Diana Brusacà in rappresentanza dell’ Associazione Studi Giuridici Giuseppe Borrè e da Filippo Paganini, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria.

Dopo aver analizzato, nelle precedenti edizioni, i "nuovi diritti" e i "diritti negati", i modelli di governo delle società e di tutela (o mancata tutela) dei diritti fondamentali, l'intreccio tra bene comune e beni comuni, il funzionamento in concreto della democrazia e la questione morale, il futuro dell'Europa, la partecipazione dei cittadini alla vita del Paese e la rappresentanza, il senso di insicurezza dei cittadini, "Parole di Giustizia" affronta quest'anno il tema - cruciale in questo inizio di millennio - dell'intreccio tra crisi del lavoro e crisi della democrazia. Un tema di grandissima e urgente attualità che vedrà, come di consueto, confrontarsi alla Spezia, la città di Giuseppe Borrè, grande magistrato e giurista, a cui è intitolata l’Associazione che promuove la rassegna e di cui cade quest’anno il ventennale della scomparsa, giuristi, studiosi, politici, personaggi pubblici di diversa estrazione culturale. "Parole di giustizia è un evento voluto a suo tempo dal sindaco Federici - spiega Diana Brusacà - che ogni anno ha sempre prediletto l'approfondimento su temi attuali, a volte capaci di anticipare qualcosa che sarebbe poi diventato tema fulcro. L'associazione Borrè cresce e si amplia al resto della Liguria, il 21-22 aprile saremo a Genova per un ricordo di Borrè relativo ai detenuti. Dispiace salutare Federici, col quale abbiamo condiviso questi dieci anni, maturando affinità culturali e una sincera amicizia. Abbiamo sempre avuto temi ed eventi partecipati, nonostante si tratti di temi impegnativi. Lo abbiamo sempre fatto con interventi gratuiti da parte degli invitati, una scelta precisa. Il futuro? Da vedere, la prossima amministrazione, qualunque essa sia, dovrà condividere il progetto, il taglio che abbiamo voluto dare: noi non cambiamo il contenitore voluto da Borrè".

Parole di Giustizia 2017 è promosso da Comune della Spezia, Associazione Studi Giuridici Giuseppe Borré, con il patrocinio di Regione Liguria e il sostegno di Crédit Agricole Carispezia. La rassegna è realizzata in collaborazione con Fondazione Lelio e Lisli Basso, Fondazione Verardi, Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale e Questione giustizia con il patrocinio e il contributo  di Associazione Nazionale Magistrati, Magistratura Democratica, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Ordine dei Giornalisti della Liguria. Così Andrea Corradino, presidente Carispezia: "Parole di Giustizia ha sempre analizzato in modo approfondito questo periodo di crisi economica e del lavoro, e quindi della democrazia. Sarà molto interessante, lo dico da avvocato, il parallelo lavoro-populismo: un tema che va affrontato in maniera non banale perché con populismo spesso si rischia di liquidare temi che preoccupano la gente come l'insicurezza, la sfiducia nella politica, le grandi diseguaglianze. Ho la sensazione che molte decisioni vengano prese in un ottica di risposta al populismo come aspettativa della giustizia deviata dal sentimento popolare che sta prevalendo".
Sulla stessa falsariga il presidente dei giornalisti liguri Filippo Paganini: "Il tema rappresenta l'intreccio attuale della politica internazionale. È una grande malattia che investe lavoro, democrazia, rappresentatività. Mi auguro ci sia nei prossimi anni, anche perché la Spezia può essere anche turismo di altro tipo, oltre a quello che si sta sviluppando in questi anni". Sulla possibilità che la manifestazione non si ripeta nei prossimi anni, chiude il sindaco che l'ha voluta: "C'è un cambio di amministrazione in atto - conclude Massimo Federici -, io spero naturalmente nella continuità, ma è giusto tener presente tutti gli aspetti. Non è detto che chi ha dato tanto fino ad ora se la senta più, penso a Livio Pepino. Il 2018 sarà l'anno delle scelte, penso si possa andare avanti, senza trasformarlo in uno dei soliti ambiziosi festival che sono ormai in declino. Regge quello della letteratura a Mantova, quello della Mente a Sarzana ma poco altro. Spero soprattutto che si possa continuare con questo taglio, magari rafforzandolo. È un punto di vista culturale".

Il programma. L’apertura ufficiale è prevista per venerdì 28 aprile alle 15 al CAMeC (piazza Cesare Battisti, 1) con il saluto del Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Ad intervenire saranno il sindaco della Spezia Massimo Federici, il presidente di Crèdit Agricole Carispezia Andrea Corradino e Mariarosa Guglielmi, segretario generale di Magistratura Democratica. Alle 16 al Centro Allende (viale Mazzini, 2) si terrà il primo incontro Crisi del lavoro e postdemocrazia. Una mappa con Marco Revelli. Introduce Marcello Basilico. Alle 17.15, al CAMeC, Valentina Pazè affronta il tema Cittadini senza politica, politica senza cittadini con l’introduzione di Elena Paciotti . Il programma della giornata di venerdì 28 aprile si chiude alle 18.30 nella Sala della Provincia (via Veneto,2) con l’incontro I referendum, le Corti, la politica. Ne discutono Franco Ippolito e Roberto Lamacchia, coordina Filippo Paganini. Sabato 29 aprile alle 9.30 al Centro Allende Piercamillo Davigo e Nello Rossi si confrontano su "La giurisdizione al tempo della crisi: c'è un populismo penale?". Coordina Jacopo Rosatelli. Alle 10.45 nella Sala della Provincia Ida Dominijanni interviene su L'Italia dei populismi. Introduce Maurizio Bachini. Alle 12 al CAMeC Michele Prospero affronta il tema Il futuro della democrazia: partiti, movimenti, leader con l’introduzione di Riccardo De Vito. Il programma del pomeriggio si apre alle 15 al Museo Civico “A.Lia” (via Prione, 234) con Lavoro e reddito: tra illusioni e realtà. Interviene Gustavo Piga, introduce Gianfranco Gilardi. Alle 16.15 al CAMeC Elena Granaglia interviene su Diseguaglianze e reddito di base: esperienze e definizioni con l’introduzione di Isabella Benifei. Alle 17. 30 Centro Allende è in programma la tavola rotonda Riorganizzare il lavoro o garantire il reddito? Coordinati da Livio Pepino, ne discutono Piergiovanni Alleva, Sandro Gobetti, Laura Pennacchi. L’edizione 2017 si chiude alle 18.45 al Museo Civico “A.Lia” con la presentazione del libro di Antonio Soggia Un antimodello: gli Stati Uniti. Con l’autore ne discute Elisabetta Grande, autrice di Guai ai poveri. La faccia triste dell'America (Edizioni Gruppo Abele, 2017). Coordina Rita Sanlorenzo.

I partecipanti.

Piergiovanni Alleva, professore di diritto del lavoro nell'Università di Bologna e avvocato, è stato responsabile della Consulta giuridica della Cgil ed è consigliere regionale dell'Emilia Romagna. 

Maurizio Bachini è avvocato a La Spezia. 

Marcello Basilico, giudice Tribunale Genova-sezione lavoro, è componente del Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati. 

Isabella Benifei è avvocato a La Spezia. 

Andrea Corradino, avvocato penalista, è presidente della Cassa di Risparmio della Spezia. 

Piercamillo Davigo, magistrato, presidente di sezione della Corte di cassazione, dell'aprile 2016 è presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Nei primi anni Novanta è stato componente del pool di Mani pulite presso la Procura della Repubblica di Milano. Ha scritto, tra l'altro, "La corruzione in Italia" (con Grazia Mannozzi, Laterza, 2016). 

Riccardo De Vito, magistrato di sorveglianza a Sassari, è presidente di Magistratura democratica. 

Ida Dominijanni, giornalista e scrittrice, collabora attualmente con Internazionale e Huffington Post. Ha insegnato filosofia sociale nell'università di Roma3 e nella Cornell University di Ithaca (NY) ed è componente del comitato direttivo del Centro per la riforma dello Stato. Ha scritto, da ultimo, "Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi" (Ediesse, 2014). 

Massimo Federici, già presidente dell'Arci Liguria, dal 27 maggio 2007 è sindaco della Spezia. 

Gianfranco Gilardi, magistrato già presente del Tribunale di Verona, è presidente della Fondazione Verardi. 

Sandro Gobetti, ricercatore, è coordinatore del Basic Income Network (Bin) Italia. 

Elena Granaglia è docente di Scienza delle finanze presso l'Università di Roma3. Tra le sue pubblicazioni più recenti: "Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Le diseguaglianze estreme nel capitalismo contemporaneo" (con Maurizio Franzini e Michele Raitano, il Mulino, 2014) e "Il reddito di base" (con Magda Bolzoni, Ediesse, 2016). 

Elisabetta Grande insegna Sistemi giuridici comparati nell'Università del Piemonte orientale. Da oltre un ventennio studia il sistema giuridico nordamericano e la sua diffusione in Europa. Ha scritto, tra l'altro, "Il terzo strike. La prigione in America" (Sellerio, 2007) e "Guai ai Poveri. La faccia triste dell'America" (Edizioni Gruppo Abele, 2007). 

Mariarosa Guglielmi, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma, è segretario generale della Magistratura democratica. 

Franco Ippolito, magistrato, è presidente di sezione della Corte di cassazione. Dal 2015 è presidente del Tribunale permanente dei popoli. 

Roberto Lamacchia, avvocato a Torino, è presidente dell'Associazione nazionale Giuristi democratici. 

Andrea Orlando, deputato al Parlamento, è stato Ministero dell'ambiente ed è, attualmente, Ministro della giustizia. 

Elena Paciotti, presidente della Fondazione Lello e Lisli Basso - Issoco, è stata magistrato, presidente dell'Associazione nazionale magistrati e, successivamente, parlamentare europea. Tra i suoi libri più recenti "Sui Diritti umani e costituzionalismo globale, Carocci 2011. 

Filippo Paganini, giornalista, già caporedattore del Secolo XIX, è presidente dell'Ordine dei giornalisti della Liguria. Ha scritto, da ultimo, "Gino Patroni un umorista a Spezia", Edizioni Cinque Terre, 2012. 

Valentina Pazé, docente di Teorie dei diritti umani nell'Università di Torino e studiosa di filosofia politica e multiculturalismo, ha scritto, tra l'altro, "In nome del popolo. Il problema democratico" (Laterza, 2011) e "Cittadini senza politica. Politica senza cittadini" (Edizioni Gruppo Abele, 2016). 

Laura Pennacchi, studiosa e saggista nei campi delle scienze economiche e sociali, parlamentare per tre legislature, dirige la scuola per la buona politica «Vivere la democrazia, costruire la sfera pubblica» della Fondazione Basso. Ha scritto, tra l'altro, "La moralità del Welfare. Contro il neoliberismo populista" (Donzelli, 2008) e "Il soggetto dell'economia. Dalla crisi ad un nuovo modello di sviluppo (Ediesse, 2015). 

Livio Pepino è presidente dell'Associazione studi giuridici Giuseppe Borrè e direttore editoriale delle Edizioni Gruppo Abele. Tra le sue pubblicazioni più recenti "Forti contro i deboli", Rizzoli, 2012 e "Prove di paura. Barbari, marginali, ribelli", Edizioni Gruppo Abele, 2015. 

Gustavo Piga è professore di Economia politica presso l'Università di Roma Tor Vergata. Tra le sue pubblicazioni più recenti: "Il ventunesimo secolo di Keynes. Economia e società per e nuove generazioni" (con Lorenzo Pecchi, MIT Press, Boston e in italiano per i tipi di Luiss University Press, 2011). 

Michele Prospero, professore di Filosofia del diritto presso l'Università La Sapienza di Roma, studia, in particolare, il sistema istituzionale italiano e il pensiero politico della sinistra. Tra le sue molte pubblicazioni: "La politica moderna. Teorie e profili istituzionali" (Carocci, 2002), "il nuovismo realizzato" (Bordeaux edizioni, 2015) e "La scienza politica di Gramsci" (Bordeaux edizioni, 2016). 

Marco Revelli, storico e sociologo, insegna Scienza della politica nella Università del Piemonte orientale ed è stato presidente della Commissione di indagine sull'esclusione sociale. Tra le sue pubblicazioni più note "La politica perduta" (Einaudi, 2010), "Non ti riconosco. Un viaggio eretico nell'Italia che cambia" (Einaudi, 2016), "Populismo.2" (Einaudi, 2017). 

Jacopo Rosatelli, dottore di ricerca in Studi politici presso l'Università di Torino, studia, in particolare, le dinamiche istituzionali e il pensiero politico in Italia, Germania e Spagna. Collabora a giornali e riviste, tra cui "il manifesto". 

Nello Rossi, magistrato, avvocato generale presso la Corte di cassazione, è stato segretario dell'Associazione nazionale magistrati e condirettore di Questione Giustizia. Ha pubblicato tra l'altro, "Giudici e democrazia. La magistratura progressista nel mutamento istituzionale" (Franco Angeli, 1994) e, con L. Pepino, "Un progetto per la giustizia. Idee e proposte di rinnovamento" (Franco Angeli, 2006). 

Rita Sanlorenzo, magistrato, sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione, è stata segretario generale di Magistratura democratica. Ha scritto da ultimo, con C. Ponterio, "E lo chiamano lavoro..." (Edizioni Gruppo Abele, 2014). 

Antonio Soggia è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l'Università di Torino. Si occupa di storia e attualità politica americana, in particolare di minoranze etniche, welfare state e movimenti sociali. Collabora, tra l'altro, con la rivista "Il mulino".

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