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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Ottobre - ore 15.11

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Con Vergassola e i suoi ospiti a lezione di arte e giornalismo

Ieri primi due appuntamenti con la mini rassegna promossa con il Comune. Del Vigo: "Casalino ha diffuso audio con l'arroganza di chi ha molto potere". Sgarbi: "Censura del nudo su Facebook assurda, non distingue Siffredi dal David".

Non è mai troppo tardi
Con Vergassola e i suoi ospiti a lezione di arte e giornalismo

La Spezia - Giornalismo e arte sono state le materie affrontate ieri dallo studente Dario Vergassola, al solito curioso e provocatore ma visibilmente fuoricorso, nella prima giornata di “Non è mai troppo tardi”, mini rassegna promossa dal Comune della Spezia che si concluderà mercoledì 3 ottobre con Massimo Donà e il “cinemaniaco” Gianni Canova, chiamati a parlare di filosofia e settima arte. Due ore di lezione quelle del sabato che si sono tenute fra l'auditorium della biblioteca Beghi, con Antonio Rossitto e Francesco Maria Del Vigo come professiori, e il Museo Lia con due sale piene e persone piazzate anche in via Prione davanti al megaschermo per ascoltare Vittorio Sgarbi.

Nell'aula del Canaletto l'allievo Vergassola ha alzato la mano con un pizzico di dovuta impertinenza per avanzare domande e chiarire perplessità, in mezzo fra l'inviato di Panorama e il vicedirettore de “Il Giornale”, passando dalla stretta attualità politica al futuro dell'editoria, alle prese con la dinamicità di Internet e notizie in aggiornamento continuo.
I due ospiti, guidati dallo spezzino Del Vigo hanno offerto risposte affini e complementari, in un dibattito animato e ricco di spunti di riflessione dal quale sono emerse le differenze tra passato e presente, tra l’immediatezza della scrittura utilizzata nei social e l’accuratezza di un'inchiesta portata avanti “consumando le suole delle scarpe”.

“Facebook ha ucciso il giornalismo diffondendo gratuitamente dei contenuti - ha affermato Rossitto - pochi leggono attentamente andando oltre il titolo degli articoli. Fra dieci anni i giornali saranno letti da una élite e le testate dovranno adeguarsi. Di Maio e Salvini? Hanno scavalcato le interviste tradizionali, oggi prendono lo smartphone e fanno una diretta”. Quindi Del Vigo sul caso dell'audio diffuso dal portavoce M5S Casalino: “Ha fatto quello che fanno tutti gli addetti stampa, ma con l'arroganza di chi ha molto potere. La libertà di stampa? Certe classifiche sono una belinata, in Italia siamo liberi di scrivere tutto quello che vogliamo”. Inevitabile in questo caso la battuta di Vergassola: “Il giornalista che lavora? Per noi è un animale mitologico come l'arsenalotto”. Dal pubblico ha detto la sua anche Paolo Asti, ideatore del format chiamato in causa da Rossitto per l'assist fornito nell'inchiesta del giornalista sull'allora candidata alle regionali Paita. “Spesso i politici commettono l'errore di porsi in antitesi al giornalista – ha osservato l'assessore alla cultura – mentre ci vuol rispetto per chi svolge questo mestiere”.

Numerosi anche i temi trattati nell'ora successiva dal critico d'arte - ormai di casa a Spezia sia per la causa di Piazza Verdi che per gli spettacoli al Civico – il quale non si è risparmiato, ben imbeccato da Vergassola in un dialogo andato volentieri fuori tema. Sgarbi ha subito bacchettato Facebook per la censura delle foto di nudo relative dalla mostra organizzata a Sutri: “E' assurda la moralità applicata da una macchina che non distingue Rocco Siffredi dal David”. Poi una riflessione sulla storia dell’arte in ambito scolastico, e ancora sulle modalità per incentivare la visita dei musei e delle bellezze che un territorio offre. “Perché se un ragazzo va in biblioteca non paga per prendere un libro mentre in un museo deve fare un biglietto? La mia idea è che i musei debbano essere gratuiti e aperti a tutte le ore. Non è una proposta di Salvini – ha risposto all'intervistatore – perché non entra né nei musei né nelle biblioteche”.

Dopo aver illustrato all'alunno d'eccezione e al suo pubblico le ricchezze e le differenze di alcune opere esposte nella sala delle nature morte, Sgarbi ha poi spiegato la propria idea di arte contemporanea: “Ci sono cose che hanno una vita più lunga della nostra – ha affermato – il tempo dell'arte è diverso da quello della vita. Un'opera è contemporanea fino a quando dialoga con me, nella mia percezione i Bronzi di Riace hanno quarant'anni”. Sgarbi, che ha reso omaggio al “piccolo Louvre” spezzino sottolineando la grandezza di Amedeo Lia, si è soffermato anche sullo sdoganamento delle foto fatte in ogni luogo e in ogni momento. “I selfie sono un grande archivio del mondo – ha detto – la funzione di “annale” dello smartphone è superiore a quella di alcune opere. Vedo positivamente la possibilità di avere un inventario della nostra vita documentando le giornate momento per momento”.
Una chiusura all'altezza di due lezioni utili per vivere il territorio scoprendone i luoghi della cultura e per rinfrescare l’interesse e la conoscenza verso argomenti che caratterizzano l'attualità, in città come nel resto del Paese.

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"Non è mai troppo tardi" alla Beghi Benedetto Marchese


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